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Domenica, 04 Ottobre 2020 10:49

Disabilità e diritti negati. «Costretti a spese insostenibili ma dalle istituzioni solo indifferenza»

Scritto da Alessandro De Padova
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SERRA SAN BRUNO - Una storia di diritti negati, dalla quale traspare tutta la fragilità di una famiglia che non chiede altro se non di vedersi riconoscere i propri diritti. Protagonista è un ragazzo di 22 anni (ne compirà 23 il prossimo 7 ottobre), al quale dopo circa nove mesi dalla nascita è stata diagnosticata un’“encefalopatia epilettica inquadrabile come Sd di Lennox-Gastaut, disabilità cognitiva profonda, tetraparesi spastico-distonica”. Il giovane serrese vive insieme ai genitori in un piccolo appartamento di proprietà dell’Aterp (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica), situato in pieno centro cittadino. Da allora, tanti sono gli ostacoli superati, ma l’amore di un genitore verso il proprio figlio, si sa, non si ferma di fronte ad alcun tipo di difficoltà, piccola o grande che sia, che la vita potrebbe riservare.

«Nostro figlio - è il racconto dei genitori - riceve in media, a titolo gratuito, tre pannoloni al giorno e un pacco di traverse per un mese. Siamo andati a cambiarli e abbiamo scoperto che, prendendo la misura più grande, riceverebbe circa 170 pannoloni per tre mesi, troppo pochi per un ragazzo con le difficoltà di nostro figlio, che andrebbe cambiato 5-6 volte al giorno. Il resto lo acquistiamo di tasca nostra». Il padre e la madre del 22enne, inoltre, spiegano che «trattandosi di un invalido al 100%, andrebbe lavato nel letto e questo ci costringe a utilizzare tre traverse per coprire il materasso, fermo restando che ne riceviamo gratuitamente solo un pacco per tre mesi. All’interno di ogni pacco ci sono trenta traverse, utili soltanto a coprire i bisogni di nostro figlio per una settimana. È una situazione insostenibile - denunciano i genitori - non solo per noi, ma anche per tutte le famiglie con un invalido in casa che si trovano nella nostra stessa condizione. Non riusciamo più ad andare avanti. Ci rivolgiamo al Governo nazionale, alla Regione Calabria e alle istituzioni competenti affinché facciano qualcosa e si dimostrino sensibili di fronte a questa tematica».

Nell’evidenziare che «fino a ora nessuno a Serra ha mosso un dito, nonostante gli appelli lanciati nel corso degli anni», i genitori del 22enne si rivolgono al neo primo cittadino di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, per fare in modo che si «eliminino le barriere architettoniche. Fare una normale passeggiata con nostro figlio, ormai, è diventata un’impresa. Sappiamo benissimo che non è una responsabilità dell’attuale maggioranza, che si è appena insediata. Per questo confidiamo nella sensibilità del nostro sindaco e dell’amministrazione comunale da lui guidata, che siamo sicuri raccoglierà questo nostro accorato appello».