Martedì, 07 Gennaio 2020 15:39

Umberto Tolo Tolo

Scritto da Salvatore Albanese
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Complimenti al sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo per come con sagacia ha saputo chetare gli animi rispetto ad una vicenda che stava via via acquisendo i connotati del ridicolo. Memori del fatto che i Moti siciliani si erano in realtà scatenati all’inizio degli anni Novanta a seguito della prima di Johnny Stecchino, con un irriverente Benigni che aveva costruito un ottimo prodotto cinematografico sbeffeggiando la Palermo pesantemente messa in ginocchio dall’annosa «piaga del traffico», molti calabresi stanno promuovendo dure sommosse popolari contro l’umiliazione subita per mano di Checco Zalone. Tolo Tolo non è un capolavoro assoluto (anche se le cifre incassate ai botteghini dicono il contrario), non avrà nomination agli Oscar, è molto distante dalle pellicole d’autore, quelle destinate a lasciare un segno nella storia della settima arte, ma è un film che fa ridere e riflettere anche solo per come porta in luce il bigottismo che domina condotte ormai all’ordine della quotidianità. Tuttavia, in molti sono andati a vederlo al cinema per prendersi sul serio, pur coscienti del fatto che avevano di fronte un comico impegnato in un film comico. Niente da fare, a tanti calabresi non è andato affatto giù lo sketch di Zalone che, contattato dalla Capitaneria di Porto, mostra serie perplessità rispetto alla possibilità di sbarcare con la sua “carretta” del mare carica di immigrati africani nella ridente Vibo Marina. «Con quale porto sto parlando?» - chiedono dall’imbarcazione - «Marina di Vibo Valentia» - è la risposta dei militari. Allora a quel punto Zalone ribatte: «Aspettate un attimo, ve lo facciamo sapere noi se sbarchiamo». Poi riattacca e rivolgendosi ai migranti: «Torniamo in Africa, è meglio. Ci vogliono far sbarcare a Marina di Vibo Valentia. Su, dai. Un minimo di dignità». Apriti cielo. La gag che voleva semplicemente essere una gag, e che troppi dallo Stretto al Pollino hanno interpretato come un comizio oltraggioso, si rivela presto un duro colpo all’orgoglio regionale. La grave onta subita non va proprio giù ai calabresi che si preparano, in vista dell’imminente voto regionale, a dare manforte, anche loro, al vento della Lega (Nord).

I sondaggi di qualche giorno fa parlano chiaro: anche in Calabria il Carroccio si attesterà su percentuali altissime e la Lega, da qui a poco, trionferà come primo partito della nostra Regione. In tal caso nessuna indignazione, sembra chiaro, per chi i comizi oltraggiosi nei nostri confronti li promuove davvero da tempi immemori, tra l’altro senza l’ambizione di voler passare per comico. È fresca fresca, in tal senso, l’ennesima arringa antimeridionalista arrivata dal padre fondatore della Lega, Umberto Bossi, che al Congresso della Lega, appena il 21 dicembre scorso, ha spiegato: «Mi sembra giusto aiutare il Sud altrimenti straripano come l’Africa. La nostra gente del Nord deve vivere tranquillamente e pagare meno residuo fiscale di 100 miliardi di euro», il tutto sotto agli occhi di un Salvini più che divertito e che solo nelle ore successive tenterà maldestramente di correre ai ripari con qualche dichiarazione di circostanza.

Ma niente, i sondaggi resistono. La Lega resta salda nel cuore dei calabresi in maniera indirettamente proporzionale a quanto resta salda nella loro memoria. Altrimenti tutti ricorderebbero della sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, che in diretta Rai l’11 dicembre 2017 sentenziò: «È giusto che i medici calabresi siano pagati meno perché sono meno bravi».

Una pietra miliare che si aggiunge a fiumi di insulti leghisti contro il Meridione: 10 gennaio 2011, in merito al terremoto a L’Aquila, l’europarlamentare Mario Borghezio dichiara: «Questa parte del Paese non cambia mai, l’Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. Il comportamento di molte zone terremotate dell’Abruzzo è stato singolare, abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate».

Agosto 2012, Matteo Salvini su Facebook: «Una sciura siciliana grida e dice “vogliamo l’indipendenza, siamo stanchi degli attacchi del Nord”. Evvaiiiiiiii!”».

Settembre 2012, Vito Comencini, segretario di sezione e vice coordinatore provinciale dei Giovani padani, in onda su Radio Padania, sembra avere le idee chiare: «Carta igienica al Sud, che devono ancora capire a cosa serve».

Il 17 ottobre 2012, ancora Salvini ed ancora su Facebook fa “pulizia” sul suo profilo social: «Ho passato qualche minuto ad eliminare con dolcezza da questa pagina qualche chiacchierone che viene qui solo per insultare il Nord e la Lega. Ho fatto bene? Dire “prima il Nord è razzista? Ma per piasè, i razzisti sono coloro che da decenni campano come parassiti sulle spalle altrui!».

Novembre 2012, Donatella Galli, consigliere leghista della Provincia di Monza e Brianza, invoca l’aiuto dei vulcani per eliminare il Sud: «Forza Etna, Forza Vesuvio, Forza Marsili!».

Luca Salvetti nel corso del Congresso dei Giovani Padani del 2013: «Ho letto sul Sole 24 Ore che, ancora una volta, verranno aiutati i giovani del Mezzogiorno. Ci siamo rotti i coglioni dei giovani del Mezzogiorno, che vadano a fanculo i giovani del Mezzogiorno! Al Sud non fanno un emerito cazzo dalla mattina alla sera. Al di là di tutto, sono bellissimi i paesaggi al Sud, il problema è la gente che ci abita. Sono così, loro ce l’hanno proprio dentro il culto di non fare un cazzo dalla mattina alla sera, mentre noi siamo abituati a lavorare dalla mattina alla sera e ci tira un po’ il culo».

E ancora, Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso: «Invito gli imprenditori ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe».

Chiudiamo in bellezza con una carrellata di dichiarazioni rilasciate negli anni, pubblicamente (immaginate cosa dice in privato), ancora dal giovane leader rampante Salvini. Primavera 2014, riguardo ad una possibile riforma della Scuola: «Bloccare l’esodo degli insegnanti precari meridionali al Nord». Dicembre 2014, il buon Matteo insiste: «Chi scappa non merita di stare qui, lo considero un fannullone. E non è un caso che siano africani o meridionali ad andarsene, gente senza cultura del lavoro». Un’altra storica perla salviniana: «Carrozze metro solo per milanesi». Nel 2009, durante la Festa di Pontida, Matteo Salvini intona il coro: «Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani». Per poi precisare: «Sono troppo distanti dalla nostra impostazione culturale, dallo stile di vita e dalla mentalità del Nord. Non abbiamo nessuna cosa in comune. Siamo lontani anni luce». Eccetera, eccetera, eccetera.

Venticinque anni di insulti, volgarità e pregiudizi leghisti che la Calabria ha dimenticato, tutta concentrata com’è a combattere Checco Zalone.

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