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Giovedì, 07 Aprile 2022 06:56

Da Serra al confine ucraino, le testimonianze del secondo viaggio

Scritto da Bruno Greco
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Gli aiuti da Serra verso il popolo ucraino continuano a viaggiare su 4 ruote in maniera costante. Si è concluso domenica scorsa il secondo viaggio di Irene Disko, Antonio Ancora e Gregorio Tassone recatisi ancora una volta al confine tra Ungheria e Ucraina per consegnare beni di prima necessità. Come già raccontato dal Vizzarro (qui e qui), grazie al contatto con un'associazione di Nadvirna i tre sono riusciti a organizzare un nuovo viaggio a bordo del loro furgone per portare aiuti in territori di guerra. Questa volta, però, arrivati in Ungheria non hanno attraversato il confine per questioni di tempo.

L'influenza di Orban

Irene stavolta non è riuscita a parlare con noi perché estremamente provata dagli ultimi sviluppi della guerra e, durante il viaggio di ritorno, come spiegato da suo marito Antonio, non ha staccato mai lo sguardo dai video che ritraggono le morti di civili alle porte di Kiev. A peggiorare la sua situazione psicologica anche diversi attacchi social. Tornando dal confine Antonio ha raccontato: «Abbiamo trovato un clima molto freddo alla dogana, probabilmente frutto della propaganda ungherese che durante la campagna elettorale per le presidenziali si è concentrata in stereotipi comunicativi simili a quelli applicati da noi contro gli extracomunitari: "Prima gli ungheresi!"». Dunque, rispetto ai giorni passati, la retorica delle destre funzionale alla campagna elettorale di Orban ha colpito anche i profughi dell'Este, alla stregua dei profughi di tutto il mondo. «È triste – ha dichiarato ancora Antonio – constatare che gli interessi economici e politici prevalgano anche di fronte alla morte di innocenti».

Il cambio di passo delle autorità ungheresi

«Siamo rientrati domenica scorsa dal secondo viaggio in Ucraina  ha raccontato da parte sua Gregorio Tassone  questa volta ci siamo fermati alla frontiera con l’Ungheria, non siamo passati dall’altra parte». Ad aspettarli al confine c'è stato un solo membro dell'associazione di Nadvirna. «Al confine – ha spiegato Tassone – non sono mancati i presidi filorussi messi su dai sostenitori di Orban, con tanto di foto che ritraevano i due presidenti in incontri istituzionali e non. Putroppo, con le elezioni ungheresi, abbiamo anche dovuto constatare che continua a vincere la politica della divisione, costruita sulla paura. Giunti in Ungheria – ha continuato Tassone – ci siamo ritrovati in un contesto diverso rispetto alle scorse volte. Ho notato che all’esterno della frontiera presidiavano i soliti avvoltoi pronti ad approfittarne con i pochi che fossero riusciti a passare per gli eventuali trasferimenti».
A confermare il clima freddo delle autorità ungheresi è stato anche il membro dell'associazione di Nadvirna giunto a ricevere gli aiuti umanitari. «La persona che è venuta a prendere gli aiuti umanitari – ha dichiarato ancora Tassone – con la solita dignità e il coraggio che contraddistingue i membri di questa associazione, ci ha informati sulle condizioni attuali. In più, nel punto in cui si trovano loro, distanti dalla prima linea, si cominciano a sentire gli effetti della mancanza di beni di prima necessità e lo stesso si è mostrato spaventato e addolorato per il fatto che le truppe russe, ritirandosi, avrebbero disseminato mine antiuomo sul terreno, pericolosissime per i civili».

Lo scambio tra i volontari serresi e il referente dell'associazione è durato pochissimi minuti e dopo i soliti tristi abbracci e arrivederci è giunto il momento di riprendere la strada di casa. Per l'occasione Irene Disko, che, come abbiamo ricordato anche in precedenza, aveva lavorato in passato per l'ente distrettuale di Nadvirna, ha ricevuto un riconoscimento da parte delle istituzioni territoriali. «Vorremmo ringraziare ancora una volta – ha detto in ultimo Antonio – tutti coloro che ci hanno sostenuto anche in questa occasione. Senza di loro non sarebbe stato possibile portare gli aiuti al confine».