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Domenica, 28 Febbraio 2021 09:26

La lotta della Calabria dello spettacolo tra la solidarietà e il limbo dell'indifferenza

Scritto da Redazione
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Foto dalla pagina Facebook "Approdi. Lavoratrici e lavoratori della cultura e dello spettacolo Calabria" Foto dalla pagina Facebook "Approdi. Lavoratrici e lavoratori della cultura e dello spettacolo Calabria"

“Detto tra noi”, programma di informazione e approfondimento di Radio Serra, nella puntata di giovedì scorso ha dato voce a lavoratrici e lavoratori di una delle categorie più colpite durante questo anno di pandemia: la cultura e lo spettacolo.

CIAK, NON SI GIRA Ai microfoni di Daniela Maiolo e Sergio Pelaia, con la regia di Bruno Iozzo, il primo a prendere la parola è stato il regista e videomaker Mauro Nigro. Rispetto alle difficoltà riscontrate nel portare avanti i progetti durante l'emergenza sanitaria, Nigro ha raccontato: «Durate il primo lockdown, in mancanza di nuovi lavori, ho portato a termine dei montaggi precedenti. In quella fase è stato utile il contributo dello Stato che però è venuto a mancare dopo. Per le piccole produzioni è impossibile adeguarsi alle nuove normative e far fronte agli investimenti. In teoria possiamo lavorare ma in pratica far fronte alle nuove regole è impossibile per via dei budget limitati». Il videomaker ha sottolineato anche la situazione disperata di chi vive di musica e di concerti, augurandosi che in futuro venga data più dignità al settore. Tra i progetti in itinere per Nigro c'è un videoclip col musicista Massimo Garritano e un nuovo cortometraggio.

DISAGIO DI PERIFERIA Di seguito è intervenuta Maria Teresa Marzano, ideatrice e direttrice artistica di eventi culturali e rassegne di teatro e musica. Marzano ha esordito sottolineando come chi lavora nel mondo dello spettacolo si trovi in una specie di limbo, aspettando soluzioni – sia economiche ma anche di ripartenza – che stentano ad arrivare. «Si parla tanto di riaprire i teatri, ma forse il ministro Franceschini – ha spiegato – si riferisce alle grandi realtà romane o milanesi non avendo ben presente la realtà di periferia. Qui la cultura non si regge sulle proprie gambe e ha bisogno di un pubblico, di autofinanziarsi assieme al resto dell'indotto». Un accenno, infine, al Festival Leggere&Scrivere che ogni anno attira a Vibo Valentia nomi importanti della cultura, che praticamente era già pronto ma che per ora resta sospeso in attesa di tempi migliori.

EDITORI CORAGGIOSI Da parte sua, il terzo ospite, Antonio Pagliuso, in qualità di vicepresidente dell'associazione Glicine, (che ha fondato l'omonima rivista di cui Pagliuso è redattore), ha portato nella discussione le scelte difficili ma coraggiose fatte durante la pandemia da chi è riuscito in piena pandemia a fondare un trimestrale che si occupa di arte e cultura. Nel secondo numero, quello di febbraio, il filo conduttore è stato il “viaggio”, un percorso in cui compare anche Serra San Bruno e la sua vocazione artistica. Rispetto agli aiuti statali Pagliuso ha detto infine: «Vigono dei parametri in cui difficilmente le piccole realtà riescono a rientrare. Ciò ha causato la chiusura di tante piccole case editrici che si reggevano sugli eventi».

OSTINAZIONE DA FREELANCE A raccontare la situazione del giornalismo indipendente ha poi pensato la freelance e documentarista Giulia Zanfino. Come precisato in studio, in un suo post dedicato alle speranze che ancora sono riservate alla Calabria Zanfino ha scritto: «Ho deciso di smettere di interrogarmi e di andare alla radice del problema». Le sue inchieste coraggiose, documentate con rigore giornalistico ma raccontate con gli strumenti dell'arte cinematografica, dimostrano da sempre questa propensione ad arrivare in fondo alle cose. Proprio come l'ultimo documentario realizzato, che indaga la storia Giovannino Losardo, militante del Pci di Cetraro, vittima di un omicidio irrisolto probabilmente ad opera del clan Muto. Invece, sulle soluzioni che la politica dovrebbe adottare, la giornalista ha detto: «I proclami sono molto lontani dalla realtà e non esiste al momento alcuna strategia nazionali o regionale».

SOLIDARIETÀ TEATRALE A concludere la carrellata di interventi sul tema è stato Andrea Naso, regista, attore e direttore della compagnia teatrale Dracma. Nel suo incipit ha fatto un appello volto a dedicare maggiore attenzione alla figura dell’artista e dell’operatore teatrale. «Nei giorni scorsi abbiamo partecipato – ha dichiarato – alla manifestazione molto valida del movimento Approdi scendendo in piazza. Se guardiamo ai dati, la situazione per il nostro settore è tragica e non solo a causa del Covid. Dal Fondo unico per lo spettacolo in Calabria arriva solo lo 0,2%, ossia 900mila euro a fronte della Campania che ad esempio riceve 24 milioni. In questo periodo buio l’aspetto positivo è che è scattata la solidarietà e chi ha ricevuto i finanziamenti ha deciso di investirne una parte su altre compagnie non finanziate». Riguardo ai progetti per il futuro, Naso ha parlato di una coproduzione per un’Antigone calabrese e la presenza nella loro Residenza teatrale della compagnia catanzarese Confine Incerto, al lavoro su un progetto dedicato a Marielle Franco, l’attivista brasiliana uccisa nel quartiere Estacio di Rio de Janeiro la notte tra il 14 e il 15 marzo del 2018.