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Martedì, 11 Maggio 2021 15:43

L'Italia a passo di mulo, Woodvivors fa tappa a Serra San Bruno

Scritto da Redazione
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Il progetto documentaristico Woodvivors ha fatto tappa a Serra San Bruno. L’idea del palermitano, appassionato di tradizioni, Francesco Paolo Lanzino (28 anni) è la creazione di un docu-film improntato sulla riscoperta dei saperi, della cultura, della vita del mondo rurale italiano e delle sue civiltà contadine. Il film, una volta ultimato, racconterà un viaggio di 2500 km a passo di mulo, da Pantelleria al Piemonte, seguendo prevalentemente le tappe del Sentiero Italia Cai. I ragazzi di Woodvivors (da Gambarie, tappa precedente) sono giunti nella cittadina della Certosa lo scorso fine settimana, trovando ospitalità anche presso l’associazione culturale “Il Brigante”. Accompagnati da alcuni attivisti del sodalizio i membri di Woodvivors hanno documentato l’attività dei carbonai che insistono sul territorio serrese, mantenendo metodi di lavorazione tradizionali, producendo il carbone come si fa da tempi immemori, lontani da logiche industriali e di sfruttamento della natura. A finire nelle raccolte video anche altre storie della tradizione e scorci della cittadina prima della ripartenza, oggi, direzione Torre di Ruggiero.

IL PROGETTO Come nasce il progetto Woodvivors - L’Italia a passo di mulo? Prende nome dall’associazione di promozione sociale Woodvivors Aps, che nasce con lo scopo di raccontare un viaggio alla ricerca della civiltà contadina, impoverita da decenni di urbanizzazione della risorsa più importante; le braccia dell'uomo e la sua vivacità intellettiva, che tra mille difficoltà, continua a sopravvivere nei gesti di ogni giorno. «Percorrere l’Italia a passo di mulo – hanno dichiarato – ci consentirà di produrre un documentario per raccontare ciò che è rimasto di quel mondo e dei suoi attuali protagonisti». L’obiettivo è dunque produrre una testimonianza della vita rurale nel 2020. Uno sguardo culturale con un piede nel passato che traccia la mappa delle tradizioni dell’intera penisola. «Non si tratta di una ripresa asettica del passato – hanno detto ancora – ma di uno studio critico, che parte dalle nostre radici per arrivare al presente, guardare al passato per costruire un futuro sostenibile, valorizzando le peculiarità dei territori che compongono il Paese». 

Lo sguardo di chi prende parte al progetto Woodvivors percepisce un paese dove ogni 30 km si incontrano culture, usanze e spesso vere e proprie lingue diverse, dove il mulo e le mulattiere sono una costante nell'Italia rurale, da nord a sud. «Viaggiare a piedi – hanno continuato – in compagnia di un mulo, o di due mule e un asino come nel nostro caso, risulta quindi essere un ponte per entrare in sintonia con le diverse realtà sparse nel territorio italiano, rispettando le loro vite e discernendo di volta in volta, come e cosa cogliere dei loro aspetti più intimi». Un viaggio che guarda anche alla sostenibilità attraverso la lentezza, per godere fino in fondo dei luoghi e della gente che li popola.

PERCHÉ A PASSO DI MULO Ogni cosa è legata alla mission del progetto Woodvivors e anche l’uso delle parole è estremamente importante nella fase di ricerca. «Il mulo – hanno spiegato – è forse l'animale che dalla sua nascita e terra d’origine più si è adattato a variazioni geografiche, culturali e funzionali attraverso diverse e lontane fasi storiche. Grazie alla sua capacità di adattarsi pressoché a qualunque territorio, a cibarsi di erbe spontanee e di godere di un incredibile resistenza allo sforzo fisico, il mulo è probabilmente l'animale che ha contribuito più di tutti allo sviluppo della civiltà per come si presenta ai giorni nostri».

IL VIAGGIO Il viaggio è iniziato il 15 aprile scorso dall’isola di Pantelleria, con l’appoggio del direttore dell’ente Parco Nazionale di Pantelleria Antonio Parrinello e avrà durata di 6 mesi. L'itinerario ha già affrontato e affronterà svariate regioni: Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Abruzzo, Lazio, Molise, Marche, Umbria, Emila-Romagna, Toscana, Liguria per giungere in Piemonte. Il tutto attraversando i maggiori parchi italiani: Pantelleria, Madonie, Nebrodi, Etna, Aspromonte, Sila, Pollino, Appennino Lucano, Gran Sasso, Majella, Monti Sibillini, Foreste Casentinesi, Appenino Tosco-Emiliano, Alpi Apuane. «Il lavoro di questi anni – hanno detto infine – ci ha portato a conoscere e a stringere accordi di collaborazione già con diverse realtà presenti sul nostro territorio, istituzionali e non. Possiamo infatti contare su alcuni sponsor tecnici, come l'azienda italiana Ferrino che ci fornirà tutto il materiale e l'abbigliamento tecnico per poter affrontare 6 mesi in totale autonomia, ma anche l'azienda produttrice di mangimi e integratori per equini, Acme Drugs, che fornirà tutto il sostentamento ai nostri amati animali».

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