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Nel pomeriggio del 24 aprile la sala convegni del Parco Regionale delle Serre traboccava di persone: abitanti del comprensorio e di paesi lontani, sindaci, amministratori di rilevanti enti, esperti chiamati da Italia Nostra e dal Coordinamento Controvento a dare il loro contributo a una riflessione collettiva in questo momento importantissima, che ha riepilogato le azioni già messe in campo sui territori per alimentare l’ormai radicata opposizione al flagello beffardo dell’energia rinnovabile stragista, devastatrice di ambienti vitali e beni comuni in funzione di affari privati garantiti a tutto spiano da generose e inaccettabili elargizioni di denaro pubblico.
L’atmosfera insolita e emozionante era al contempo dolce e elettrica, pervasa dai sentimenti e dall’intelligenza di una cittadinanza consapevole dei propri diritti sovrani, fremente di indignazione e volontà di riscossa. Volontà espressa con un richiamo continuo al patto comune che dal 1948 unisce tutti gli italiani: la Costituzione repubblicana fondata sulla tutela della persona umana nel suo contesto ecologico e sociale. Un testo al vertice delle fonti giuridiche del nostro ordinamento, un manifesto del "territorio come bene comune dei cittadini" che le istituzioni nazionali da decenni calpestano e irridono per favorire, con azioni contra legem e con un'eversiva legislazione ordinaria contra cives, la quotidiana compromissione delle qualità primarie di ogni area geografica (salubrità dell’ aria e delle acque, abbondanza di suoli naturali fertili, buone condizioni delle foreste e degli ecosistemi, ricchezza di biodiversità e dí testimonianze del passato, bellezza dei paesaggi).
Questo generale strazio, come scrive Salvatore Settis, è "sempre più chiaramente la cartina di tornasole di un degrado etico, politico e civile... la cui radice è da individuare nell’invasiva presenza della finanza e dei mercati, nell’ asservimento delle istituzioni democratiche ai poteri non democratici di banche e imprese". Lo speculatore privato, che punta al suo tornaconto personale, non può servire l’interesse pubblico, e per capire una simile banalità non c’è bisogno della zingara.
Ma per capire come mai in Calabria nei confronti dell’energia rinnovabile insostenibile è maturata una dissidenza radicale, che a Serra teneva insieme il Commissario del Parco Alfonso Grillo, il Presidente del Gal Marziale Battaglia, i sindaci dell’area accorati come gli altri cittadini intervenuti al dibattito, la considerazione di Settis appena richiamata è davvero illuminante: nel mondo alla rovescia in cui siamo precipitati sono i cosiddetti rappresentanti del popolo i migliori servitori degli interessi privati, altrimenti ai massacratori nessuno avrebbe fatto ponti d’oro, l’energia sarebbe un servizio pubblico essenziale come vuole la Costituzione e oggi saremmo ricchi di impianti fotovoltaici di piccola scala realizzati su suoli in precedenza consumati, di comunità energetiche, insomma ci sarebbe già da tempo una produzione da fonti rinnovabili capillarmente diffusa e calibrata sulle caratteristiche dei vari contesti.
Al posto del superamento delle fonti fossili abbiamo avuto frammentazione e colonizzazione dei luoghi, repressione della memoria sociale e delle avanguardie veramente ecologiste. Siamo dentro lo stesso processo scandaloso che colpisce genti e ambienti di tutto il Pianeta, rispetto al quale il 2 novembre 2012 un comunicato dell’ Assemblea dei popoli indigeni dell'istmo di Tehuantepec (Stato messicano di Oaxaca ) ha messo a fuoco il concetto di "barbarie tecnologica da parte della presunta economia verde".
L’ assemblea di Serra San Bruno, moderata da Sergio Pelaia e "strutturata" dagli interventi di Piero Polimeni, Angelo Calzone e Alberto Ziparo, ci dice che i calabresi finalmente, forti della Costituzione, cioè di un testo giuridico intessuto di profondi legami sociali e alti principi etici, sono consapevoli del loro diritto di resistenza, il "baluardo di tutti i diritti" secondo la definizione della Costituzione della Repubblica Partenopea del 1799. Alle compagnie della morte e agli ascari che sono riuscite ad arruolare non mancherà da ora in avanti filo da torcere.
Controvento Calabria
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