Domenica, 02 Novembre 2025 08:21

Le rivolte di Ariola e la (vera) storia del ponte di Pasolini

Scritto da Il Vizzarro
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Nei giorni che hanno preceduto il cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini – ucciso il 2 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia – non mancano articoli, interventi e ricordi che in larga parte, probabilmente, per eccesso di retorica o smania di strumentalizzazione politica, farebbero rivoltare nella tomba il più grande intellettuale del Novecento italiano. Senza indugiare in questa direzione, ci limitiamo qui a riportare semplicemente i fatti che lo hanno avvicinato e tuttora lo legano al nostro territorio, quelli del ponte di Ariola di Gerocarne. 

Primo: nel 1957 i contadini di Ariola, frazione di Gerocarne, entroterra vibonese, si ribellarono allo Stato rifiutandosi di pagare le tasse perché non avevano neanche i servizi più basilari. Per andare a lavorare nei campi - e pure per seppellire i loro morti - dovevano passare in un fiume immergendosi nel fango fino alle ginocchia. L'esattore delle tasse aveva mandato in quelle campagne 40 carabinieri, ma il tenente che li guidava alla fine si frappose tra i militari e quella gente evitando un massacro. Loro continuarono a non pagare le tasse per protesta. Quel carabiniere (poi morto suicida), che oggi nessuno ricorda, evitò che la prima rivolta finisse in un bagno di sangue.

Secondo: nel 1960 Pier Paolo Pasolini, tornato in Calabria dopo “La lunga strada di sabbia”, venne a conoscenza di quella rivolta e si fece accompagnare ad Ariola dal regista vibonese Andrea Frezza. Segnato dalle condizioni di quella comunità, cui si era avvicinato con la stessa umiltà con cui frequentava le borgate romane, si premurò di inviare alla gente di Ariola 50mila lire con cui costruirono un ponte di legno per passare sopra il fiume 

Terzo: nel 1968, quindi otto anni dopo l’arrivo di Pasolini ad Ariola, lo scrittore serrese Sharo Gambino si recò in quella contrada mentre era in corso un'altra ribellione. Fu in quell’occasione che Gambino scoprì cosa aveva fatto Pasolini e lo raccontò, da par suo, in tre diversi scritti: un reportage per “I Quaderni calabresi” del 1968, un articolo uscito lo stesso anno su “il Gazzettino del Jonio” e un ricordo pubblicato da “Calabria Oggi” pochi giorni dopo l’assassinio del regista, il 13 novembre 1975. Sono consultabili nell’archivio comunale di Serra San Bruno tra il materiale donato dalla famiglia dello scrittore, due li abbiamo pubblicati qui integralmente e ne consigliamo la lettura a chi voglia evitare di dare adito a fake news su episodi, foto e amicizie che semplicemente non sono mai esistiti.

Quarto ed ultimo: il 21 ottobre 2022, sulla strada carrabile costruita decenni dopo in luogo del ponticello di legno finanziato da Pasolini, l’Amministrazione comunale di Gerocarne ha voluto onorare il dono del poeta alla comunità con una cerimonia e una targa commemorativa. Un modo semplice ma efficace per lasciare una traccia di memoria dell’indimenticato gesto di solidarietà verso la condizione (e la ribellione) dei contadini di Ariola.

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