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È scoppiata la pace tra Vibo e Serra, ed è una pace trasversale che profuma tanto di campagna elettorale per le ormai imminenti Politiche 2018.
Una strategia che potrebbe rivelarsi fruttuosa e che ha già stabilito una linea di contatto diretta tra il deputato Bruno Censore (Partito democratico) e uno dei più fedeli uomini del sindaco di Vibo Valentia, Elio Costa, che guida una maggioranza di centrodestra. Proprio loro due, Censore e Costa che pochi mesi fa se le erano date di santa ragione in un diverbio pubblico che aveva fatto eco ad un’iniziativa pro referendum costituzionale tenuta nella città capoluogo.
Era il novembre 2016 e in previsione delle consultazioni del 4 dicembre successivo, nel Municipio di piazza Luigi Razza era stato allestito un convegno grazie al quale una sala gremita avrebbe appreso le ragioni del Sì dell’ospite d’onore, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri. Regista dell’iniziativa il parlamentare di Serra San Bruno che già nella fase introduttiva dell’iniziativa era arrivato però allo scontro frontale con il primo cittadino e “padrone di casa” Elio Costa che, con stupore di molti, non era stato autorizzato ad intervenire all’evento, anche solo semplicemente per omaggiare con un saluto istituzionale l’amico sottosegretario. Il diverbio, consumatosi dunque in pubblico, aveva generato un clima molto gelido tra i due rappresentanti istituzionali durato mesi e mesi. Ma il tempo degli stracci che volano tra Censore e Costa pare essere adesso un ricordo lontano, perché proprio in questi ultimi giorni uno degli uomini più vicini al sindaco vibonese ha ufficializzato l’adesione ad Alternativa Popolare. Si tratta di Stefano Luciano, componente del gruppo consiliare “Vibo Unica” approdato dunque in Ap, nella frangia che fa diretto riferimento al senatore Tonino Gentile e che strizza l’occhio al centrosinistra renziano. Un’adesione grazie alla quale Luciano si sta preparando a concorrere, nella lista proporzionale di Ap, per la conquista della Camera dei deputati. Luciano inoltre si è tirato dietro, nell’ingresso nell’area Gentiliana di Ap, tutti gli altri componenti del gruppo “Vibo Unica”: il capogruppo Claudia Gioia e il consigliere comunale Angelo Palamara; ma anche i consiglieri comunali Alfredo Lo Bianco e Samantha Mercadante; Francescantonio Tedesco e gli assessori Giuseppe Russo e Lorenza Scrugli. Da buon volpone della politica locale Censore non è chiaramente rimasto in disparte a osservare inerme l’evoluzione del quadro politico in via di definizione in una piazza provinciale quantitativamente consistente per numero di elettori e pertanto fondamentale per le prossime Politiche come è quella di Vibo Valentia. Il politico di Serra San Bruno, anzi, secondo i meglio informati avrebbe influenzato, e non poco, il processo di adesione ad Ap di Luciano e la sua contestuale candidatura. Lo avrebbe fatto in virtù di un accordo di ferro siglato proprio in tandem con il neo gentiliano che porterà ad “incrociare” le preferenze al proporzionale per uno e all’uninominale per l’altro. Un cospicuo fardello di voti che assommerà quindi i consensi pro Luciano, candidato forte a Vibo città, a quelli di Censore, “cavallo di razza” in provincia. Un binomio che, conti alla mano, tornerà utile in particolare al secondo che, dopo il divorzio dall’ex pupillo ed ex aspirante primo cittadino Antonio Lo Schiavo (Mdp) e con l’ingombrante presenza del forzista Giuseppe Mangialavori, aveva perso quota nella città capoluogo.
Insomma, anche il panorama politico vibonese è in gran fermento e resterà tale fino al prossimo 4 marzo, data delle elezioni per il rinnovo del Parlamento. Mesi di fuoco in cui sarà concesso di tutto e di più, salti della quaglia ed alleanze strumentali comprese.
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