Martedì, 25 Giugno 2024 08:29

Qual è il prezzo da pagare?

Scritto da Bruno Greco
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Il 25 giugno per i serresi non è più una semplice data su un calendario ma dallo scorso anno, da quando Bruno Vavalà e Nicola Callà sono andati incontro al loro “destino” sulla Trasversale delle Serre, quel giorno è diventato una riflessione perenne sul passato, una messa, un tatuaggio, un se, un gruppo civico formato da ragazzi e ragazze e soprattutto una grossa ferita che non ha la forza di rimarginarsi. Questo dolore continua comunque ad essere attenuato da una comunità che non dimentica e non ha mai abbandonato le famiglie di Bruno e Nicola quando di più ne hanno avuto il bisogno. A dimostrazione c’è proprio il “Gruppo 25 giugno”, formato da tanti giovani che hanno voluto dare un senso a una tragedia e farne una missione civica. Da quando il gruppo è nato sono state tante le iniziative promosse e, dopo un anno di intensa attività, abbiamo cercato di capire se questa continua semina ha portato un minimo di raccolto. Gli attivisti hanno risposto ad alcune nostre domande, nel tentativo di capire qual è stato il responso da parte delle istituzioni dopo gli incontri organizzati per la messa in sicurezza della rete stradale.   

Nulla è cambiato

«A seguito dell’ultima tragedia avvenuta sulla Trasversale delle Serre – hanno detto – e alla successiva risposta popolare e mediatica, che ha messo in luce il rimpallo di responsabilità per la serie di incidenti mortali avvenuti nel nostro territorio, l’unico cambiamento evidente è dato dalla maggiore attenzione che l’opinione pubblica accorda all’emergenza in corso». Si confida che i buoni propositi degli addetti ai lavori non siano svaniti e che, come in ogni processo tecnico-burocratico, si stia lavorando per degli interventi definitivi. Ad ogni modo un dato positivo, e che fa ulteriormente aumentare la cassa di risonanza rispetto al problema viabilità, c’è e va sottolineato: «L’azione del gruppo – hanno continuato i membri del sodalizio – è servita ad affermare una consapevolezza collettiva sulle responsabilità individuali e istituzionali per ciò che riguarda l’alto tasso di incidentalità nella disastrata rete viaria dell’entroterra calabrese. Vogliamo ricordare che a luglio dello scorso anno i sindaci dei comuni interessati dal tratto in questione hanno sottoscritto un documento in cui si impegnano per il completamento e la messa in sicurezza dell’intera Ss 182, ma che anche la viabilità secondaria meriterebbe altrettanta considerazione».

A piccoli passi

Grazie alla mobilitazione di questi ragazzi anche il Prefetto di Vibo Valentia, Giovanni Grieco, ha istituito un “Tavolo tecnico permanente”, con le cariche istituzionali della provincia, per far fronte al problema. Seppur mancano gli interventi risolutivi il “Gruppo 25 giugno” ha comunque registrato un incremento dei controlli da parte delle forze dell’ordine per il monitoraggio della velocità, accompagnato da un alto numero di sopralluoghi fatti per verificare l’agibilità delle strade presenti sul territorio. Sempre secondo quanto dichiarato dagli attivisti del gruppo in alcuni tratti Anas avrebbe migliorato la manutenzione ordinaria. Per citare qualche esempio, su impulso delle mobilitazioni si è intervenuti sul rifacimento dell’asfalto, sull’installazione di catarifrangenti e sulla normalizzazione della presenza di arbusti e ostacoli di vario genere. 
«Ovviamente – gridano ancora a gran voce – non serve essere esperti per capire che allo stato attuale quanto fatto non basta a risolvere il problema, considerando che altri tratti aperti al traffico come la Vallelonga-Vazzano sono totalmente privi di sistemi di sicurezza». Eppure, come avviene ogni anno, l’Anas non manca mai di comunicare la soluzione definitiva ai tratti critici della Trasversale. 

Autovelox sì autovelox no

Aspettando il sempre annunciato completamento dell’opera il “Gruppo 25 giugno” aveva comunque sollecitato una serie di interventi concreti utili al non verificarsi di nuovi incidenti. «Il Prefetto di Vibo ha dato prova di essere seriamente interessato al tema della sicurezza legato alla vicenda. Avevamo avuto rassicurazioni da parte sua sul coinvolgimento del prefetto di Catanzaro, Enrico Ricci, al fine di spronare i sindaci dei comuni del Catanzarese a sottoscrivere un “patto di intesa” con quelli del Vibonese, che sarebbe dovuto servire ad accelerare i tempi sull’installazione di apparecchiature per il monitoraggio della velocità e sistemi di sicurezza. Si era quasi arrivati all’avvio dei lavori per l’installazione di alcuni autovelox nei punti più attenzionati, ma il nuovo il “decreto autovelox” voluto dal governo ha stravolto tutte le carte in tavola». La battaglia di questi ragazzi puntava in primis all’installazione di autovelox in alcuni punti critici. Questi, più che fare da deterrente, avrebbero rappresentato una soluzione concreta, come avvenuto in passato, ad esempio, sulla Ss 106 all’altezza del comune di Stalettì, nel Catanzarese. Dalle loro parole risulta estremamente impegnativo circoscrivere le responsabilità tra enti. Gli amministratori non affronterebbero in maniera critica il problema giustificandosi molto spesso con la fatalità.

Nuove mobilitazioni

L’azione continuerà ad essere incalzante per tenere alta l’attenzione sul tema anche se le difficoltà sono tante. «Durante i mesi estivi – hanno dichiarato – collaboreremo con altre realtà attive sul territorio per realizzare eventi di sensibilizzazione e riflettere insieme sui temi della sicurezza stradale. A breve ufficializzeremo le date, pensate per il mese di agosto. Una proposta per educare i più piccoli al rispetto delle regole stradali è già stata pensata in collaborazione con l’associazione “Il Brigante” di Serra, che ha messo a disposizione la piazzetta antistante la sede per il consueto appuntamento con i raccontastorie della “Merenda interattiva”. Un altro evento speciale rivolto ai bambini sarà fatto in collaborazione con gli organizzatori del campo estivo “Tatabum”, dove abbiamo intenzione di riproporre alcune attività educative già sperimentate nelle scuole elementari». Momenti di assemblea riguardo il tema della sicurezza stradale saranno previsti anche per gli adulti.
«La gente ci incoraggia di continuo – hanno detto infine – e molti esprimono affetto per il nostro gruppo. Il sostegno delle persone è fondamentale, abbiamo bisogno di una mano sia per ciò che riguarda le attività di sensibilizzazione che per studiare e affrontare a fondo la problematica. A settembre riprenderanno le attività scolastiche e sarebbe bello se qualcuno si proponesse di darci una mano sull’esempio di ciò che abbiamo fatto quest’anno con molti sforzi. Vogliamo far crescere il gruppo e promuovere la nascita di realtà simili in altri contesti».
Insomma, serve il sostegno di tutti per continuare questa lotta e tenere alta l’attenzione su un problema che sembra non avere soluzioni. Per avere risposte concrete a questo punto ci chiediamo: qual è il prezzo da pagare?

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Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova

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