Giovedì, 21 Settembre 2017 16:28

Acqua Sporca, archiviazione definitiva per Lo Iacono, Tassone e Andreacchi

Scritto da Redazione
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Il gip del Tribunale di Vibo, Lorenzo Barracco, ha archiviato definitivamente il procedimento “Acqua sporca” rispetto alla posizione degli ex sindaci di Serra San Bruno, Raffaele Lo Iacono, e di Simbario, Francesco Andreacchi, e dell’attuale primo cittadino di Brognaturo, Cosmo Tassone.

Il procedimento era scaturito dall’inchiesta “Acqua Sporca”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, che nel 2012 ha disposto il sequestro preventivo dell'invaso dell'Alaco, che si trova a cavallo tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia.

«Il gip Lorenzo Barracco – secondo quanto reso noto dal legale dei tre amministratori, l’avvocato Maurizio Albanese – ha dunque richiamato in toto l’infondatezza della notizia criminis emersa già nei contenuti della richiesta di archiviazione emessa dal pm Benedetta Callea (in precedenza il fascicolo apparteneva a Michele Sirgiovanni) secondo cui l’operato dei primi cittadini è stato svolto nella piena correttezza».

«Nella fattispecie – ha spiegato Albanese – l’ex sindaco Lo Iacono aveva anche chiamato in giudizio la Sorical per i danni subiti, oltre ad aver immediatamente emesso le ordinanze di non potabilità. Così come per Andreacchi che, oltre ad aver attivato un servizio esterno di controllo idrico, verificava personalmente e con l’ausilio di alcuni tecnici la documentazione relativa alla qualità dell’acqua. Anche per il caso di Brognaturo, il primo cittadino Tassone aveva spiegato come era Sorical a gestire direttamente il serbatoio di accumulo e a immettere l’acqua nella rete idrica cittadina, tra l’altro ammodernata proprio durante la sua gestione amministrativa, ed anche in tal caso rispetto ad ogni criticità venivano tempestivamente emesse le ordinanze di non potabilità».

Il quadro probatorio non è dunque stato considerato sufficiente per portare in giudizio i tre amministratori di Serra, Simbario e Brognaturo, per via della totale infondatezza della notizia di reato contestata, afferente al rifiuto ed omissione di atti d’ufficio.

Per quel che riguarda invece le 16 persone che stanno ancora svolgendo il dibattimento, la prossima udienza è stata fissata per il 24 ottobre, quando saranno chiamate a comparire di fronte alla sezione penale del tribunale di Vibo Valentia.

Ancora rispetto alla posizione dei tre amministratori, proprio il legale Albanese ha voluto chiarire come «troppo frettolosamente ed in maniera del tutto impropria sono stati additati come i fautori dell’inquinamento delle acque, quando invece il loro principale intendimento era proprio quello di verificare la buona qualità della risorsa idrica a tutela delle rispettive comunità. Quelle comunità alle quali appartengono anche le famiglie e i figli dei tre amministratori. Anzi, loro stessi sono parte della comunità, ed è del tutto impensabile che avessero avuto l’intenzione di avvelenare sé stessi e le loro stesse famiglie».

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