Domenica, 16 Febbraio 2020 14:20

Anche il Gal “Terre vibonesi” sostiene la candidatura di Tropea a "Capitale italiana della cultura 2021"

Scritto da Redazione
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Il presidente del Gal “Terre vibonesi”, Vitaliano Papillo, ha invitato tutti i corregionali a «svestire la maglia della propria città e ad indossare quella della “Perla del Tirreno”, simbolo della Calabria intera». Un messaggio simbolico per invitare tutti i calabresi a spendersi a favore dell’importante riconoscimento rappresentato dal titolo di "Capitale italiana della cultura 2021". «Se tutti ci crediamo si può. Con questo motto – ha spiegato Papillo – intendo annunciare il sostegno convinto della principale agenzia di sviluppo vibonese alla candidatura di Tropea a "Capitale italiana della cultura 2021", invitando tutti i calabresi a crederci e a “tifare” per questo ambizioso ed avvincente progetto, che è quello della Calabria intera. Si tratta, infatti, di una straordinaria operazione d’immagine, le cui positive ricadute si proietteranno su tutta la provincia e su tutta la regione».

Per questo, mutuando un linguaggio prettamente calcistico Papillo ha continuato: «Esorto i calabresi a fare come si fa quando gioca la nazionale, laddove si abbandonano le simpatie e le casacche di “club” e ci si unisce coesi in un unico, grandioso e spettacolare tifo. Facciamo di Tropea, unica realtà calabrese candidata all’ambizioso titolo, la nostra “nazionale” e, anche se la competizione è dura, sosteniamola in questa straordinaria “partita”, nella convinzione che se sarà vinta vinceremo tutti. Facciamo che questa candidatura esprima il risveglio di quel sentimento di calabresità di cui dovremmo andar sempre fieri ma che molto spesso teniamo scorrettamente sopito».

Come ha spiegato il presidente del Gal le avversarie in campo sono 40 «ma la “Perla del Tirreno”, per quello che è e per quello che ha, possiede i requisiti per farsi valere sul terreno di gioco e spuntare il match. Perché Tropea è cultura. È cultura in senso stretto, ispiratrice dell’antica Accademia degli “Affaticati”. È cultura artistica, città natale dell’impressionista Albino Lorenzo, e architettonica, con i suoi numerosi palazzi nobiliari. È cultura storica, avendo avuto un importante ruolo strategico sia in epoca romana, che bizantina, mantenuto anche nelle successive epoche araba, normanna ed aragonese. È cultura turistica, simbolo com’è della sorprendente "Costa degli dei", che tutto il mondo ci invidia. È cultura culinaria, patria che dà il nome alla regina indiscussa di tanti piatti, sua maestà la cipolla rossa. È cultura mitologica, nella leggenda che la vuole fondata da Ercole di ritorno dalle colonne che segnavano la fine dell’antico mondo conosciuto. È cultura cinematografica e scientifica, avendo dato i natali a Raf Vallone e i geni materni a Renato Dulbecco, medico e biologo, premio Nobel nel ‘75. È cultura religiosa – ha detto infine – con il suo meraviglioso Duomo, la fotogenica e un tempo eremitica Santa Maria dell’Isola e le tante chiese che custodisce. È cultura di santità e beatitudine, avendo partorito Santa Domenica, tra le prime martiri del cristianesimo, e don Francesco Mottola. In una parola Tropea è cultura calabrese: allo stesso tempo sintesi e approfondimento di una regione ricca di erudizione, arte, saperi e sapori come poche altre. Ed allora tifiamo tutti per Tropea capitale 2021 della cultura. E a giugno, quando arriverà il responso dei giudici di gara, potremo unirci compatti e fieri in un’immensa e festante ola di giubilo».

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