Venerdì, 25 Settembre 2020 09:15

Caccia, il Tar sospende il calendario venatorio dopo il ricorso di Wwf e Lipu

Scritto da Redazione
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Resta alta l’attenzione da parte della sezione vibonese del Wwf rispetto alla salvaguardia della fauna a rischio. Come comunicato dall’associazione, con ordinanza n. 522/2020 depositata ieri, 24 settembre, la prima sezione del Tar di Catanzaro ha disposto “l’annullamento previa sospensiva” della delibera di Giunta Regionale n. 219 del 7 agosto scorso e del relativo calendario venatorio, accogliendo alcuni rilievi presentati dalle associazioni Wwf e Lipu (avvocati Angelo Calzone e Fabio Spinelli, per le intervenute organizzazione aggregate Wwf). «In particolare – hanno spiegato nella nota – i giudici amministrativi hanno riconosciuto la validità delle contestazioni dei protezionisti, sia per quanto riguarda l’inserimento di due specie, il Moriglione e la Pavoncella tra le specie cacciabili, sia (fatto ancora più importante e che avrà conseguenze rilevanti sulla tutela della fauna calabrese) l’apertura della caccia nelle aree “Natura 2000” istituite in base alla Direttiva Europea 42/93/CEE “Habitat” e alla Direttiva 79/409/CEE Uccelli, senza aver predisposto la necessaria valutazione di incidenza».

Già l’anno scorso lo stesso Tar aveva bocciato il calendario contestando alla Regione l’aver reso cacciabili due specie, il Moriglione e la Pavoncella appunto «non tenendo conto – si legge ancora – né dell’invito della Commissione Europea agli Stati membri, né delle raccomandazioni dello stesso Ministero dell’Ambiente che ne aveva sollecitato l’esclusione, in considerazione della rarefazione delle specie a livello europeo; ma, come se nulla fosse, la Regione Calabria, con una pervicacia che rasenta l’arroganza, ci aveva riprovato e, puntuale, è arrivata la seconda batosta».

«Ma – sono ancora le parole dei legali che hanno presentato il ricorso – la bocciatura più sonora ed eclatante riguarda la mancanza di una valutazione di incidenza per tutte quelle aree protette, individuate dalla stessa Regione per rispondere ai dettami delle succitate Direttive Europee, nelle quali invece era permesso cacciare; come se l’attività venatoria, per lo stesso schizofrenico Ente regionale, non avesse nessun impatto su quella fauna che rappresenta una componente fondamentale degli ecosistemi. Come a dire: tuteliamo ambienti boschivi e zone umide, ma quegli animali che spesso ne avevano giustificato la protezione, possono essere tranquillamente presi a fucilate! Il tutto in contrasto con le Linee guida per la valutazione di incidenza e dell’art. 8 comma 6 legge 5/6/2003 n. 131».

Si tratta delle grandi Zone di Protezione Speciale (Zps) e di buona parte dei 128 siti individuati quali Zone Speciali di Conservazione di cui al Decreto Ministeriale 27/6/2017.

Un terzo addebito mosso dai giudici riguarda, infine, l’apertura anticipata ad alcune specie in considerazione del mancato rispetto dell’arco temporale massimo previsto dalla legge 157/92. In definitiva il Tar ha ritenuto «evidente il rischio di un pregiudizio grave e irreparabile agli interessi ambientali», disponendo la sospensione del calendario venatorio nelle parti di interesse.

«Una grande vittoria del movimento ambientalista – è la soddisfazione dei sodalizi – e un ulteriore monito alla Regione Calabria che, a differenza di quanto dichiarato, non ha inteso accettare le proposte e le osservazioni al calendario venatorio preferendo dare retta a ben altri “consiglieri”».

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