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Lunedì, 20 Gennaio 2014 17:51

Da Serra San Bruno a Corleone per un Tso. L'ambulanza manca per quasi 20 ore

Scritto da Bruno Vellone
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mini ospedale_serraSERRA SAN BRUNO – L’emigrazione sanitaria di pazienti del vibonese verso altre strutture sanitarie, non riguarda soltanto i trattamenti sanitari per cosi dire ordinari. No. Riguarda anche i trattamentisanitari obbligatori (Tso) che, da qualche tempo, vengono effettuati anche fuori regione perché in Calabria non si riescono a reperire posti disponibili. E’ il caso di un uomo, residente nella cittadina della Certosa, che, la scorsa settimana, è stato trasportato da Serra San Bruno, presso una struttura sanitaria di Corleone, provincia di Palermo, in Sicilia. Il personale sanitario del Suem 118 ha dovuto trasferire la persona raggiunta dal provvedimento - che viene emesso dal sindaco della città dove si è reso necessario adottare la misura sanitaria obbligatoria - in una struttura fuori regione a causa della carenza di posti disponibili in Calabria. 

Trascurando il disagio dei famigliari che dovranno spostarsi lontano per andare a trovare il proprio congiunto, e il punto di vista dell’ammalato, per il quale un posto vale l’altro quando si ha la sfortuna di essere colpiti dall’insulto della malattia, rimangono ulteriori considerazioni che non possiamo fare a meno di evidenziare. Ad esempio, non possiamo fare ameno di considerare come, in simili casi, a risentirne sono anche l'organizzazione della spesa sanitaria e la stessa struttura logistica delle postazioni del 118 del comprensorio serrese, munito di una sola ambulanza, che deve necessariamente impegnare anche il proprio personale specializzato. Se da un lato, la scelta scomoda di trasferire un paziente presso un nosocomio appositamente attrezzato è giustificata dal provvedimento dell’autorità, dall’altro bisogna fare i conti con la necessità d’impegnare il personale medico e l’unica ambulanza del 118 presente nel nosocomio di Serra San Bruno. L’ambulanza, dopo la richiesta del trattamento, è partita dalla cittadina montana in serata per giungere al Corleone intorno alle 3 di notte, e poi fare rientro nella mattina del giorno successivo, con la conseguenza che il territorio è rimasto completamente scoperto da mezzi dell’emergenza urgenza del Suem 118 per il tutto il tempo impiegato in questa operazione.


(articolo pubblicato su "Il Quotidiano della Calabria")

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