Domenica, 10 Luglio 2016 10:33

Dentista di Fabrizia morto in Ucraina, confessa una delle due ragazze arrestate - IL VIDEO

Scritto da Redazione
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Francesco Bava Francesco Bava

La notizia, a fine giugno, aveva destato non poco clamore. Una dinamica, inizialmente, difficile da ricostruire quella della vicenda che ha portato alla morte del dentista 65enne originario di Fabrizia, Francesco Bava, ma per anni trapiantato in Trentino, a Rovereto, e rinvenuto morto all’interno di una stanza d’albergo di Odessa, in Ucraina.

L’uomo aveva lasciato l’Italia per recarsi proprio nell’est Europa per – secondo quanto lo stesso professionista aveva riferito ai conoscenti – l’acquisto di materiale da lavoro. Da lì nessuna notizia, con il rinvenimento poi del cadavere da parte degli agenti della polizia locale nella giornata successiva. La causa del decesso sarebbe, secondo i dottori di Odessa che avevano effettuato i primi riscontri sul cadavere, quella dell’arresto cardiocircolatorio. Ma era stato successivamente il capitano della polizia locale, Sergej Ignatiev, a rivelare il sorprendente retroscena alla base del blocco cardiaco: overdose da narcotici. Bava avrebbe, infatti, ingerito un potente sonnifero, somministrato – si capirà grazie alle indagini – da un paio di giovani ucraine, due cugine di 20 e 34 anni, le stesse che il dentista di Fabrizia aveva conosciuto il giorno prima sulla spiaggia di Arcadia. Secondo la versione del capitano, le due ucraine, cugine, avrebbero trascorso qualche ora in albergo con il dentista, dove, approfittando di una sua distrazione, gli avrebbero sciolto del narcotico nel bicchiere. 

La ricostruzione è stata poi confermata da una delle due ragazze, la più grande, interrogata in caserma dall’investigatore che l’aveva casualmente fermata fuori dall’albergo, quasi in flagranza di reato (QUI IL VIDEO). «Gli ho dato da bere e lui si è addormentato. Ho preso quello che aveva», ha precisato la donna davanti alla telecamera della polizia in un video pubblicato ieri dal sito del Corriere della Sera. «Ho fatto tutto da sola, perché mia cugina dormiva». Il bottino ammonterebbe ad alcuni telefonini, denaro in valuta locale per 700 euro e diversi gioielli.

L’intenzione delle due ragazze sarebbe stata, quindi, quella di addormentare l’uomo per privarlo di tutti i suoi beni per poi darsi alla fuga, ma senza ucciderlo. Le due ladre sarebbero state, però, fermate a pochi metri di distanza dall’albergo, proprio mentre tentavano di allontanarsi dalla struttura all’interno della quale avevano abbandonato Bava privo di vita. Le due cugine erano state sorprese dunque quasi in flagranza da parte degli agenti della polizia, probabilmente insospettiti dal loro atteggiamento. «Non volevamo ucciderlo», hanno aggiunto entrambe alla confessione.

Intanto il corpo del dentista sta per rientrare a Fabrizia dopo che nelle ore scorse, su autorizzazione dei familiari, era stata effettuata l’autopsia che farà definitiva chiarezza sulla vicenda. I quattro figli di Bava, al momento, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione sul caso, così come atteggiamento prudente trapela dall’ambasciata italiana di Kiev, che attende notizie definitive dagli inquirenti. 

A Rovereto, città dove il dentista si era trasferito ormai da circa 40 anni, era conosciuto da tanti come un buon professionista, ma soprattutto come personaggio goliardico. Soprannominato “il Barone” era amante della Juventus e dei viaggi in ogni parte del mondo, delle lunghe notti con gli amici e del divertimento.

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