Lunedì, 28 Settembre 2020 16:22

Il priore della Certosa scrive ai fedeli: «La processione di San Bruno non si farà»

Scritto da Redazione
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(Foto di Raffaele Timpano) (Foto di Raffaele Timpano)

Riceviamo e pubblichiamo:

Carissime sorelle e carissimi fratelli,

si avvicina la festa del nostro Padre San Bruno e voglio esservi accanto, insieme ai monaci della Certosa, per farvi sentire la nostra comunione in questo momento di difficoltà e di incertezza. Speravamo che l’andamento della pandemia potesse ridursi, in modo da poter accompagnare solennemente in processione San Bruno, ma dobbiamo rinunciarvi: il busto infatti verrà portato direttamente alla Chiesa Matrice e lì rimarrà per tutta la settimana. Volevamo anche riaprire in quest’occasione le celebrazioni nella Cappella esterna della Certosa, ma anche questo ci è impossibile, perché potremmo accogliervi soltanto una decina di persone.

In questo momento c’è bisogno di una grande solidarietà e comunione nella preghiera, siamo tutti consapevoli di vivere una situazione difficile perché tante persone mancano del necessario sostegno, sia sul piano umano che su quello spirituale. Come sapete, dall’inizio della pandemia, ogni giorno noi monaci continuiamo l’offerta della preghiera per coloro che soffrono e sperano. È una preghiera che nasce dalla consapevolezza di essere veramente fratelli, noi monaci e voi cittadini di Serra, fratelli perché figli dello stesso Padre: San Bruno. Anche se noi restiamo all’interno del Monastero in clausura, siamo profondamente legati a voi come vostri fratelli e percepiamo il dono dell’affetto che ci date continuamente, ricambiandolo per ciascuno di voi.

Quest’anno, avvicinandosi la solennità del nostro Santo Padre Bruno, vogliamo assicuravi, anche se con questa semplice lettera, conforto e sostegno con la nostra continua preghiera fraterna, chiedendo a tutti voi di ricordarvi dei monaci certosini nelle vostre quotidiane preghiere.

Come sapete, da alcuni anni abbiamo iniziato un cammino di riordino spirituale e materiale della nostra Certosa per renderla una vera casa di preghiera, nel silenzio e nella solitudine. Il Signore ha cominciato a premiare i nostri sforzi, mandandoci delle vocazioni di giovani che si sentono chiamati ad offrire la loro vita nella preghiera e che stiamo accogliendo offrendo loro la possibilità di vivere secondo l’insegnamento di San Bruno.

Ringraziamo, quindi, di tutto questo il Signore, ma dobbiamo sempre ricordarci che, quando una comunità monastica comincia a vivere veramente la sua vocazione, il maligno si risveglia e l’attacca con tanti strumenti. Qualcuno ha detto che la Certosa è un parafulmine, che attira su di sé il male per non farlo cadere sugli altri; per questo noi oggi chiediamo la vostra fraterna preghiera e la vostra solidarietà, per continuare la nostra missione lontani da ogni male, non solo dalle prove e dalle tentazioni, ma anche da ogni perfidia, capace solo di procurare male e tristezza a tutti. Il nostro desiderio è di continuare a rimanere in questa Certosa per vivere qui la vocazione del nostro Padre Bruno e per questo vogliamo affidarci al sostegno della vostra preghiera.

Possa il Signore, con l’intercessione di San Bruno, guarire tutti da ogni male, perdonare ogni cattiveria e portare in ogni casa la gioia e la serenità del suo amore.

Dio vi benedica!

Il priore della Certosa

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