Venerdì, 23 Ottobre 2020 16:49

In memoria di Toto Galloro

Scritto da Vito Teti
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"Come oggi" nasceva mia madre. "Come oggi" nasceva Bruna. E, oggi, mi sto preparando per andare ad accompagnare per il suo ultimo viaggio un altro compagno di una vita, fratello dall'infanzia, parente e mio padrino di Cresima (con zii comuni e fratello di mio cognato Vito) con cui restavamo uniti anche nelle discussioni e nelle naturali e inevitabili distanze e fratellanze che avvengono tra persone che si vogliono bene. A Toto Galloro, che ha dedicato una vita alla scuola come stimato docente di materie letterarie, che studiava e leggeva come pochi, che amava i libri, le citazioni e i classici, oltre alla storia locale, che studiava con amore e competenza, che pubblicava dei saggi e da anni si dedicava a una ricerca sulla presenza degli ebrei in Calabria, sarebbe piaciuto sapere che, ieri, dopo averlo "visto" come mai avrei pensato (stroncato da un infarto improvviso e soltanto l'anno scorso era andata via la moglie Sara), sono andato, per placare la tristezza e per non fare uscire più lacrime, a rivedere li Rini, le sabbie, dove, da giovinetti, anche con lui, come con i cugini e altri amici, andavamo per "scivolarci", per provare il brivido della discesa e poi la stanchezza piacevole della risalita o per arricchire le nostre collezioni di conchiglie, per raccogliere rami di origano o la frutta di stagione sugli alberi. Mia madre diceva: «Oggi in figura domani in sepoltura» e in questa espressione c'era tutta la sua sapienza sul senso o non senso dolente della vita. Sull'imprevedibilità e sull'ineluttabilità. Mia madre, quando stava ancora bene, diceva che, una volta morta, ci avrebbe voluto vedere e sentire cantare. Che non dovevamo piangere. Non me la sento, mamma. Troppe perdite e troppi dolorosi lutti in un periodo breve, anche se alla mia età possono apparire normali. «Qui una volta era tutto mare», ricordavano gli anziani. E, infatti, il mare è lì a due passi come se volesse riprendersi il suo spazio antico. Ad ascoltare le previsioni più fondate, anche se sembrano apocalittiche, un giorno qui potrebbe tornare il mare. L'ultimo video del bellissimo album di Springsteen, che esce proprio oggi, parla del passare del tempo, di coloro che non ci sono più, del nostro rapporto con la morte. Lo ascolterò domani. Oggi, pensando al compleanno di mamma e di Bruna, farò compagnia a Toto, guarderò il Crocefisso con le sue braccia adagiate al corpo, con il volto di sofferenza e di speranzosa attesa, continuando da solo lunghe, forse inutili, meditazioni sulle piccolezze e sulle grandezze della vita, sul senso e sul non senso dell'esistenza, sul dolore e sulla speranza (per i suoi e per i nostri figli e comuni nipoti).

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