Lunedì, 18 Febbraio 2013 14:36

Memoria e testimonianza: una via per ricordare Pasquale Andreacchi

Scritto da Alessandro De Padova
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mini iniziativa_pasqualeQuale dolore più grande per un genitore scoprire che il proprio figlio è stato ucciso in un modo così barbaro. Lo sanno bene Salvatore e Maria Rosa. Lo sanno bene perchè, ormai, è da più di tre anni che Pasquale non c'è più. E la sua mancanza si sente. Si sente nel quotidiano. Si avverte ogni qualvolta Salvatore e Maria Rosa entrano in casa e non vedono quel ragazzo buono alto due metri. Si avverte nella vita di tutti i giorni, insomma. Loro, però, hanno una forza nel reagire quasi inusuale. Nonostante siano perfettamente consapevoli del fatto che l'assassino di Pasquale è libero. Un omicidio impunito. Salvatore e Maria Rosa, però, non intendono mollare.

Vogliono che sia fatta giustizia. Che i colpevoli possano finalmente avere la giusta punizione, per aver stroncato la vita ad un ragazzo innocente. Pasquale aveva ancora una vita davanti. Quel maledetto mese di ottobre del 2009, però, qualcuno ha deciso che per lui fosse il momento di farla finita. La colpa? Nessuna. Anche perchè quale colpa potrebbe avere un ragazzo come Pasquale. Nella mattinata di oggi, intanto, presso i locali di palazzo Chimirri si è tenuta un' iniziativa organizzata dalle associazioni presenti sul territorio (IN.CA.STRI., Comitato civico Pro - Serre, Associazione culturale ''Il Brigante'' e 'Libera') alla quale hanno preso parte anche gli studenti delle scuole superiori. Assente, invece, la gente comune, quella che non reagisce. Che preferisce rimanere in silenzio. Che non si ribella di fronte a questo stato di cose.

A moderare il dibattito, ci ha pensato il giornalista Sergio Pelaia, il quale nel corso del suo intervento ha ripercorso la vicenda di Pasquale, dal giorno della scomparsa fino al ritrovamento dei resti. Presente anche Merilia Ciconte, componente di Libera e del Movimento Spontaneo di Soriano, nato all'indomani dell'omicidio di Filippo Ceravolo: ''La mafia uccide - ha sottolineato - ma lo fa anche il silenzio, l'individualismo e l'omertà. Non bisogna rimanere indifferenti di fronte a questa barbarie e di fronte a tutte le altre stragi di vittime innocenti. Occorre dare l'esempio, con azioni concrete, avendo il coraggio di ribellarsi e di dire no alla mafia''. Donatella Cristiano, invece, presidente dell'associazione Incastri, ha sottolineato come ''se Serra avesse visto quello che abbiamo visto noi, se tutti sapessero che Salvatore, Maria Rosa, i fratello e le sorelle di Pasquale hanno dovuto ricomporre uno per uno i resti del proprio caro, se tutti si rendessero conto dello strazio di una madre per la perdita di un figlio, forse i serresi avrebbero reagito''. Secondo Antonella Vinci, componente del gruppo Scout Serra 1, bisogna ''contribuire a mantenere vivo il ricordo di Pasquale, in una comunità profondamente colpita e lacerata da atti sempre più disumani''. Salvatore Albanese, presidente del Comitato Civico Pro - Serre, dopo aver criticato i media nazionali per l'inerzia assunta al cospetto della morte di un giovane, ha ringraziato il dirigente scolastico Tonino Ceravolo per il contributo, invitando nel contempo la dirigente della scuola media ad essere ''più sensibile a queste tematiche''.

Sergio Gambino, invece, è stato più incisivo, lanciando frecciate a coloro i quali ''non si indignano per l'omicidio di un giovane innocente'' voltandosi dall'altra parte quando bisogna organizzare iniziative a sostegno della famiglia Andreacchi. Per Maria Antonietta Napoli, Pasquale ''ha lasciato un ricordo indelebile in quanti hanno avuto modo di conoscerlo''. In mezzo, gli interventi di Salvatore Bonazza e Gabriella Fazzari, in rappresentanza degli istituti scolastici presenti all'evento. L' intervento di Giovanna Esposito, invece, si è concentrato per lo più sul responsabile dell'omicidio; mentre Maria Rosa Miraglia - riferendosi a Pasquale - ha parlato di un  ragazzo buono e innocente. Per ultimo, l'intervento del testimone di giustizia Rocco Mangiardi, che ha ripercorso le fasi della propria vita. Al termine degli interventi, lo stesso Mangiardi ha consegnato al presidente del consiglio comunale, Giuseppe De Raffele, le firme raccolte per chiedere all'amministrazione comunale di intitolare una via del paese a Pasquale Andreacchi.

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    Dopo il successo dell’anno scorso, che ha visto i volontari del WWF impegnati nell’opera di sensibilizzazione alla conservazione del nostro patrimonio naturalistico nella suggestiva cornice del vivaio forestale “Rosarella” di Serra San Bruno, l’associazione ambientalista invita tutti ad un nuovo appuntamento con la biodiversità e il contrasto alle minacce che incombono su di essa. Attivisti, soci, simpatizzanti e cittadini, domenica prossima, dalle 10,30, saranno ospiti delle splendide strutture di Villa Vittoria a Mongiana, messe a disposizione dal Comando Provinciale del Corpo Forestale che ha risposto con entusiasmo alla proposta del WWF Calabria.

    La tradizionale manifestazione del WWF assume quest’anno un carattere particolare, essendo legata alla campagna del WWF Italia denominata “Stop ai crimini di Natura”, una iniziativa finalizzata a far conoscere all’opinione pubblica i pericoli gravissimi che minacciano la biodiversità in tutto il mondo, senza sottovalutare gli attacchi continui che subisce la Natura d’Italia e della nostra regione. Il programma prevede, oltre alla presentazione della campagna nella sala conferenze, l’allestimento di tavoli per raccogliere adesioni, percorsi di interesse botanico e faunistico (a cura del CFS) e una visita al museo delle Ferriere.

    Distruzione, alterazione e frammentazione degli habitat naturali, caccia eccessiva, bracconaggio, commercio illegale e introduzione di specie “aliene”, oltre alla minaccia globale rappresentata dal riscaldamento del pianeta determinato dall’effetto serra, sono le sfide quotidiane che il WWF è impegnato a contrastare , con la sola forza dei suoi volontari, degli scienziati e dei milioni di persone, che, in tutto il mondo, sostengono concretamente questa autentica guerra per salvare il pianeta e le irripetibili e meravigliose creature che lo popolano e lo rendono straordinario.

    Un impegno di civiltà e di amore che il WWF combatte dal 1961 in ogni regione della Terra per salvare dall’estinzione le ultime Tigri in Asia (ne sopravvivono in tutto 3200) o gli ultimi Rinoceronti sterminati per l’utilizzo del corno nei paesi orientali (della specie che vive a Giava, ne sono rimasti appena una cinquantina!); per non parlare delle poche centinaia di Gorilla di montagna rimasti, che vengono ancora braccati e massacrati per la carne o minacciati dalla distruzione delle loro foreste. Gli stessi elefanti africani, il simbolo stesso della savana, vengono crudelmente abbattuti dai bracconieri al ritmo impressionante di 22.000-25.000 all’anno . Ma l’elenco delle specie animali e vegetali che la terra rischia di perdere in breve tempo è sconvolgente e si allunga ogni giorno che passa, tanto da aver indotto gli scienziati a parlare di una “sesta estinzione di massa ”, dopo le cinque che hanno sconvolto la vita sul pianeta nelle passate ere geologiche. Con la differenza che stavolta, ad essere responsabile della fine di migliaia di specie, è un’altra specie: la nostra.

    Del resto gli Italiani e i Calabresi sanno benissimo che l’assalto alla natura e agli animali ha assunto anche da noi il livello di allarme rosso, considerato il continuo massacro del territorio e le minacce che gravano sulla nostra fauna. Un assalto contro cui agiscono, spesso a rischio della vita, i Ranger del WWF in tutto il mondo e, in Italia, 300 eroiche Guardie Venatorie Volontarie che , dalle Alpi alla Sicilia, sacrificano il loro tempo e i loro soldi per salvare orsi e lupi, uccelli migratori o per denunciare gli innumerevoli “Crimini di natura” che vengono commessi quotidianamente in ogni parte dell’ex “Bel Paese”, mettendo a repentaglio la salute dell’ambiente e, con essa, quella degli stessi abitanti. Un drappello di queste autentiche sentinelle dell’ambiente, sotto le insegne del Panda, opera da tempo in Calabria ed è anche al loro impegno quotidiano, così come all’insostituibile ruolo svolto tradizionalmente dal Corpo Forestale dello Stato, che l’appuntamento di Mongiana è dedicato.

    Per arrestare la folle corsa verso la distruzione del pianeta (l’unico che abbiamo!), il WWF chiede il sostegno di tutti: sul sito www.wwf/criminidinatura chiunque può informarsi maggiormente sul fenomeno e sostenere la campagna del WWF con una donazione, oltre a diffondere le informazioni e sottoscrivere la petizione per chiedere sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche.


    WWF Calabria


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