Sabato, 28 Marzo 2020 17:49

Nuove ordinanze di quarantena nelle Serre, a Spadola preoccupano le condizioni di una dipendente del San Bruno

Scritto da Redazione
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Arrivano nuove ordinanze di quarantena con sorveglianza attiva emesse dai primi cittadini del comprensorio delle Serre per cautelarsi contro eventuali casi di contagio e di ulteriore diffusione del Covid 19 nella zona montana del Vibonese.

A Mongiana sono 3 le ordinanze varate dal primo cittadino Francesco Angilletta per altrettante persone che sarebbero rientrate di recente in paese da fuori regione. Altrettante quelle emesse a Serra San Bruno dal commissario prefettizio Salvatore Guerra nei confronti di 3 cittadini. Sono 7 invece quelle disposte a San Nicola da Crissa a titolo precauzionale dal sindaco Giuseppe Condello. Come si ricorderà le disposizioni governative in vigore hanno reso necessaria «la quarantena obbligatoria presso il domicilio dei singoli soggetti interessati, per l’emanazione del provvedimento di competenza» e gli elenchi dei soggetti eventualmente interessati sarebbero stati ricavati o su base di auto censimento volontario o dalle «società di autolinee e le compagnie aeree che hanno comunicato l’elenco dei passeggeri diretti in Calabria» già nei giorni scorsi.

A Fabrizia ci sono nuove 17 ordinanze di quarantena emesse in via precauzionale già a partire da due giorni fa, giovedì 26 marzo, dal primo cittadino Francesco Fazio, molte delle quali indirizzate a persone che potrebbero essere arrivate a contatto con i numerosi casi di contagio riscontrati nella cittadina.

Diversa invece la natura alla base della disposizione siglata a Spadola dal sindaco Cosimo Piromalli, per una persona residente dunque nel paese della Minerva che «lavora presso l’ospedale di Serra San Bruno con la qualifica di omissis nel reparto di omissis, reparto adiacente la stanza dove era ricoverato il paziente positivo al Covid-19 – si legge nell’ordinanza –. Constatato che la Sig.ra omissis è venuta a contatto con il paziente e con il personale del 118 e del Pronto soccorso di Serra San Bruno, che a sua volta ha trattato il soggetto riscontrato poi positivo al Coronavirus». La disposizione si sarebbe resa necessaria in particolare perché, si legge ancora nell’ordinanza, «la Sig.ra accusa la sintomatologia influenzale e che la stessa è stata costretta a rivolgersi al suo medico di famiglia». La persona in questione sarebbe in attesa del responso del tampone, così come si desume dalla stessa ordinanza sindacale.

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