Sabato, 27 Luglio 2013 13:59

'Perseo': Piero Aiello e la holding Giampà

Scritto da Salvatore Albanese
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mini piero_aielloSolo ascoltando l’analisi del viceprocuratore Antimafia, Giuseppe Borrelli, ci si rende realmente conto di quale fosse la potenza del clan Giampà e quale influenza esercitasse, incontrastato, su tutto il territorio lametino: «C'era una parte della città che pur senza svolgere attività criminali, approfittava ampiamente delle opportunità di guadagno messe a disposizione dal clan». Una vera e propria rete del malaffare, in cui convergevano, direttamente o indirettamente, diversi soggetti appartenenti alla cosiddetta “società civile”. Borrelli parla di «una struttura al servizio della città», uno sportello di servizio a cui il cittadino - sia forte che debole, sia facoltoso che povero - poteva facilmente fare riferimento per ricevere aiuto. Questa era la cosca Giampà, decimata ieri mattina dalla maxi-operazioni della Dda di Catanzaro. Un’inchiesta di ‘ndrangheta buona quindi a far affiorare anche la cosi detta “zona grigia”, che non era mai emersa in precedenza, neanche nelle due volte in cui venne sciolto il Consiglio comunale lametino per ingerenze con la criminalità organizzata, nel 1991 e nel 2002. Secondo lo stesso Borrelli: «A Lamezia la zona grigia non è in realtà un'area esclusivamente qualificata, costituita da avvocati, imprenditori, politici, ma prescinde piuttosto dalla professione».

 L’inchiesta, denominata “Perseo”, ha portato all’arresto di ben 75 persone e a svariati provvedimenti di sequestro preventivo di beni immobili acquistati con l’impiego di capitali illeciti. Gli inquirenti hanno ricostruito tutte le “attività” della cosca: dalla truffa all’omicidio, dai reati contro il patrimonio al traffico di stupefacenti ed armi, dallo scambio elettorale politico-mafioso alle truffe assicurative per pagare i killer assoldati dal clan. In particolare sono stati ricostruiti sei omicidi e quaranta vicende estorsive (molte ai danni di negozianti della stessa Lamezia). Un vero e proprio sistema capace di controllare per anni la vita sociale dell’intera città. Oltre agli affiliati al clan Giampà, a finire in manette anche avvocati, medici e imprenditori. Ma soprattutto politici. La Dda di Catanzaro ha infatti richiesto il fermo anche di Gianpaolo Bevilacqua, Consigliere provinciale in quota Pdl e rappresentante della Provincia nella Sacal di Lamezia Terme, il quale, oltre al reato di concorso esterno in associazione mafiosa, è anche indicato come “politico di riferimento della cosca Giampà”, e dovrà rispondere dell’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un commerciante per l’acquisto con “sconto forzoso” di alcune tute per i detenuti. 
 
Rigettata dal Gip Abigail Mellace, invece, la richiesta di misura cautelare dei domiciliari per il senatore Pdl Piero Aiello, che non sarà quindi al momento tratto in arresto, ma rimane indagato per una vicenda di corruzione elettorale. Il neo Senatore piddiellino è accusato di voto di scambio aggravato dalle modalità mafiose. Secondo gli inquirenti Aiello, già Assessore alla Sanità e all’Urbanistica, con riferimento alle elezioni regionali del 2010 - in cui raccolse oltre 10.405 preferenze, risultando il sesto tra gli eletti del Pdl – avrebbe chiesto l’ausilio, nei giorni della campagna elettorale, agli uomini della cosca Giampà proprio per ottenere l’elezione a Palazzo Campanella, affidando in seguito in cambio gli appalti per la fornitura di materiale vario alla Regione ai boss Giuseppe Giampà e Savario Cappello. Aiello, medico 57enne originario di Ardore, divenuto da anni elemento di spicco del centro-destra calabrese, è noto negli ambienti politici come “Mister preferenze” per le migliaia di voti conquistati ad ogni tornata elettorale in cui si è candidato. 
 
Di seguito i 75 indagati 
 
Emiliano Fozza, nato il 24.08.1979
Domenico Sirianni, detto “Pescatore”, nato il 13.09.1985
Andrea Crapella, nato il 13.09.1986
Michael Mercuri, detto “Maicolino”, nato il 6.10.1989
Nino Cerra, detenuto, nato il 30.08,1991
Angelo Francesco Paradiso, detto “Ciccuzzu”, detenuto, nato il 29.08.1986
Antonio Ventura, detto “Popello”, nato il 7.12.1984
Giuseppe Grutteria, nato il 23.12.1984
Pasquale Bentornato, nato il 6.02.1983
Michele Bentornato, detto “Bagnera”, nato l'11.07.1985
Antonio Curcio, detto “Ntoni du pani”, nato il 2.05.1974
Antonio De Vito, detto “Jack” e “Principino”, detenuto, nato il 25.07.1973
Francesco Renda, nato il 14.02.1984
Franco Trovato, nato il 16.08.1976
Luigi Trovato, detto “Gino”, nato il 20.04.1970
Luciano Trovato, nato il 19.06.1985
Antonio Muraca, nato il 22.07.1969
Giuseppe Ammendola, nato il 21.02.1983
Gino Strangis, nato il 1.03.1969
Pasquale Strangis, nato il 27.03.1980
Pino Strangis, nato il 26.11.1975
Salvatore Ascone, detto “U pinnularu” oppure “U craparu”, nato l'11.09.1966
Antonio Donato, nato il 6.02.1969
Giuseppe Lucchino, nato il 3.09.1976 
Giorgio Galiano, nato il 10.10.1954
Antonio Fragale, nato il 4.03.1961 
Francesco Costantino Mascaro, nato il 9.01.1974 
Giovanni Cosentino, nato il 25.02.1974 
Domenico Giampà, detto “Micariellu” e “Buccaciellu”, nato il 17.01.1981 
Giuseppe Catroppa, nato il 14.10.1984 
Pasquale Catroppa, nato il 24.07.1986 
Vincenzo Bonaddio, detto “Lucky” e “Ca-ca”, nato il 23.01.1959
Pasquale Giampà, detto “Millelire”, nato il 24.11.1964
Aldo Notarianni, detto “Piluosci” e “Alduzzu”, nato l'1.01.1965 
Antonio Notarianni, nato l'1.05.1952 
Maurizio Molinaro, detto “Cannaruzziellu”, nato il 12.04.1983 
Vincenzo Giampà, detto “Camacio”, detenuto, nato il 19.07.1968 
Alessandro Torcasio, detto “Cavallo”, nato il 28.09.1983 
Claudio Paola, detto “Trachino”, nato l'8.11.1986 
Eric Voci, nato il 25.03.1990 
Saverio Torcasio, nato il 4.11.1986 
Vincenzo Arcieri, nato l'8.02.1960 
Vincenzo Ventura, nato il 21.12.1966 
Daniele Scalise, nato il 10.10.1985 
Pino Scalise, nato il 13.03.1958 
Antonio Voci, detenuto, nato il 20.09.66 
Fausto Gullo, nato il 19.07.1971 
Emanuele Strangis, nato il 25.06.1981 
Carmine Vincenzo Notarianni, nato il 12.11.1957 
Pasquale Notarianni, nato il 26.05.1986 
Alessandra Folino, nata il 6.10.1986 
Dragos Ionut Ciubuc, nato il 20.11.1992 
Giuseppe Notarianni, detto “Mastru Peppe”, nato il 18.021959 
Carmen Bonafè, nata il 12.12.1962 
Alberto Giampà, nato il 14.03.1984 
Michele Muraca, nato il 12.06.1964 
Vincenzo Perri, nato il 13.10.1975 
Domenico Curcio, nato il 28.08.1969 
Giancarlo Chirumbolo, detenuto, nato il 5.08.1984
Pietro Aiello , nato il 30.06.1956
Giovanni Scaramuzzino, detto “Chicco”, nato il 15.09.1976
Vincenzo Torcasio, detto “U niguru”, nato il 18.11.1962
Luigi Notarianni, di Aldo, detenuto, nato il 4.05.1992
Carlo Curcio Petronio, nato il 28.09.1944
Renato Rotundo, nato il 24.03.1970
Pasquale Gigliotti, nato il 16.08.1981
Antonio Paradiso, nato l'1.05.1990
Luciano Arzente, nato il 20.06.1989
Juan Manuel Ruiz, nato il 28.08.1989
Davide Giampà, detenuto, nato il 14.12.1989 
Saverio Giampà, detenuto, nato il 29.09.1987
Torcasio Vincenzo, detto “U russu” o “Giappone”, nato il 29.07.1978
Giampaolo Bevilacqua, nato il 12.03.1968
Davide Orlando, nato il 4.01.1982
Domenico Chirico, detenuto, detto “U battero”, nato il 12.04.1982
 
 
 
 
 
 

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    Dopo il successo dell’anno scorso, che ha visto i volontari del WWF impegnati nell’opera di sensibilizzazione alla conservazione del nostro patrimonio naturalistico nella suggestiva cornice del vivaio forestale “Rosarella” di Serra San Bruno, l’associazione ambientalista invita tutti ad un nuovo appuntamento con la biodiversità e il contrasto alle minacce che incombono su di essa. Attivisti, soci, simpatizzanti e cittadini, domenica prossima, dalle 10,30, saranno ospiti delle splendide strutture di Villa Vittoria a Mongiana, messe a disposizione dal Comando Provinciale del Corpo Forestale che ha risposto con entusiasmo alla proposta del WWF Calabria.

    La tradizionale manifestazione del WWF assume quest’anno un carattere particolare, essendo legata alla campagna del WWF Italia denominata “Stop ai crimini di Natura”, una iniziativa finalizzata a far conoscere all’opinione pubblica i pericoli gravissimi che minacciano la biodiversità in tutto il mondo, senza sottovalutare gli attacchi continui che subisce la Natura d’Italia e della nostra regione. Il programma prevede, oltre alla presentazione della campagna nella sala conferenze, l’allestimento di tavoli per raccogliere adesioni, percorsi di interesse botanico e faunistico (a cura del CFS) e una visita al museo delle Ferriere.

    Distruzione, alterazione e frammentazione degli habitat naturali, caccia eccessiva, bracconaggio, commercio illegale e introduzione di specie “aliene”, oltre alla minaccia globale rappresentata dal riscaldamento del pianeta determinato dall’effetto serra, sono le sfide quotidiane che il WWF è impegnato a contrastare , con la sola forza dei suoi volontari, degli scienziati e dei milioni di persone, che, in tutto il mondo, sostengono concretamente questa autentica guerra per salvare il pianeta e le irripetibili e meravigliose creature che lo popolano e lo rendono straordinario.

    Un impegno di civiltà e di amore che il WWF combatte dal 1961 in ogni regione della Terra per salvare dall’estinzione le ultime Tigri in Asia (ne sopravvivono in tutto 3200) o gli ultimi Rinoceronti sterminati per l’utilizzo del corno nei paesi orientali (della specie che vive a Giava, ne sono rimasti appena una cinquantina!); per non parlare delle poche centinaia di Gorilla di montagna rimasti, che vengono ancora braccati e massacrati per la carne o minacciati dalla distruzione delle loro foreste. Gli stessi elefanti africani, il simbolo stesso della savana, vengono crudelmente abbattuti dai bracconieri al ritmo impressionante di 22.000-25.000 all’anno . Ma l’elenco delle specie animali e vegetali che la terra rischia di perdere in breve tempo è sconvolgente e si allunga ogni giorno che passa, tanto da aver indotto gli scienziati a parlare di una “sesta estinzione di massa ”, dopo le cinque che hanno sconvolto la vita sul pianeta nelle passate ere geologiche. Con la differenza che stavolta, ad essere responsabile della fine di migliaia di specie, è un’altra specie: la nostra.

    Del resto gli Italiani e i Calabresi sanno benissimo che l’assalto alla natura e agli animali ha assunto anche da noi il livello di allarme rosso, considerato il continuo massacro del territorio e le minacce che gravano sulla nostra fauna. Un assalto contro cui agiscono, spesso a rischio della vita, i Ranger del WWF in tutto il mondo e, in Italia, 300 eroiche Guardie Venatorie Volontarie che , dalle Alpi alla Sicilia, sacrificano il loro tempo e i loro soldi per salvare orsi e lupi, uccelli migratori o per denunciare gli innumerevoli “Crimini di natura” che vengono commessi quotidianamente in ogni parte dell’ex “Bel Paese”, mettendo a repentaglio la salute dell’ambiente e, con essa, quella degli stessi abitanti. Un drappello di queste autentiche sentinelle dell’ambiente, sotto le insegne del Panda, opera da tempo in Calabria ed è anche al loro impegno quotidiano, così come all’insostituibile ruolo svolto tradizionalmente dal Corpo Forestale dello Stato, che l’appuntamento di Mongiana è dedicato.

    Per arrestare la folle corsa verso la distruzione del pianeta (l’unico che abbiamo!), il WWF chiede il sostegno di tutti: sul sito www.wwf/criminidinatura chiunque può informarsi maggiormente sul fenomeno e sostenere la campagna del WWF con una donazione, oltre a diffondere le informazioni e sottoscrivere la petizione per chiedere sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche.


    WWF Calabria


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