Mercoledì, 21 Dicembre 2011 22:15

Plutino e l'intimidazione al consigliere regionale Nucera per un posto nella sua struttura

Scritto da Redazione
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mini Nucera-GiovanniLa "zona grigia" di cui ha parlato oggi il procuratore capo Giuseppe Pignatone, commentando gli arresti di Reggio, emerge costantemente dalle inchieste della magistratura che svelano risvolti sempre più sconcertanti sui rapporti tra 'ndrangheta e politica. Anche se non il più grave, sicuramente l'episodio che stupisce di più dell'operazione "Alta tensione" è quello riguardante il consigliere regionale del Pdl Gianni Nucera (foto). Tra i 7 arrestati, tutti presunti appartenenti alle cosche Caridi-Borghetto-Zindato, c'è anche un consigliere comunale del Pdl, Giovanni Plutino, ex assessore, alla terza consiliatura, che è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa in quanto sarebbe il referente politico della cosca. Secondo gli inquirenti, Nucera sarebbe stato avvicinato da Plutino e Domenico Condemi con lo scopo di ottenere favori per le famiglie che controllano i quartieri reggini di San Giorgio Extra, Modena e Ciccarello. IUl consigliere regionale avrebbe dovuto far rinnovare il contratto alla nipote di Eugenio Borghetto nella struttura del gruppo consiliare del Pdl, anzi avrebbe dovuto inserirla nella sua struttura speciale dandole un incarico "più duraturo e remunerativo", ma al suo rifiuto ci fu una reazione piuttosto inquietante: gli fu lasciata sul cofano della macchina una tanica piena di benzina con un panno inserito come miccia. Nucera, impaurito, denunciò. La responsabilità di Plutino nel costituire il punto di riferimento della cosca nelle istituzioni, viene messa nero su bianco dai magistrati reggini, che scrivono che il consigliere comunale del Pdl a palazzo San Giorgio "forniva un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo alla stessa (cosca Caridi, ndr) come referente politico del sodalizio, destinatario delle preferenze elettorali ricevute sia dagli affiliati, sia da parte di terzi ma raccolti in suo favore dagli esponenti della cosca nel corso di varie consultazioni elettorali, con particolare riferimento a quelle per l'elezione del consiglio comunale di Reggio Calabria del maggio 2011, anche mediante sistemi di alterazione della libera competizione elettorale e di controllo della libertà di voto".   

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