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Martedì, 07 Settembre 2021 18:04

«La poesia sentimentale nutrita di affetti e idee», presentato a Serra il libro di Silvana Costa

Scritto da Redazione
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È stata presentata nei giorni scorsi nel salone di Palazzo Chimirri a Serra San Bruno la silloge poetica di Silvana Costa dal titolo “Nel silenzio dell’anima”. L’iniziativa ha visto i saluti del sindaco Alfredo Barillari e gli interventi di Domenico Calvetta, direttore della Rivista “Santa Maria del Bosco”; Silvana Costa, autrice del libro e Angela Varì, docente e scrittrice. Il ruolo di moderatore è stato affidato ad Antonio Zaffino, mentre la lettura delle poesie è stata “condita” dalla chitarra di Bruno Tassone (Parafonè).

Calvetta, nel corso del suo intervento, si è soffermato sulla poetica di Silvana Costa, che rappresenta una «fucina» oltre a essere un «lancio culturale nella pubblicazione di libri per alcuni poeti e scrittori». Il direttore editoriale della Rivista ha evidenziato anche che l’autrice «incentra il suo pensiero sulla poesia sentimentale, nutrita di affetti e di idee dove alla base si muove una letteratura che attinge alla cognizione dolorosa del vero. Essa predilige il genere lirico che è la vera poesia da intendersi sfogo del cuore che conosce solo la sincerità dell’ispirazione». La docente e scrittrice Angela Varì ha vivacizzato la serata recitando alcune poesie e conversando con l’autrice, di cui ha sottolineato la l’«empatia», la «dolcezza» e la «professionalità».

DESCRIZIONE - La Calabria, questa nostra "penisola nella Penisola" - come la chiamo io - è la rosa più bella del Mediterraneo e, come tale, la vittima predestinata degli afidi più ingordi. Ma si intravede una speranza per il futuro, visto che essa sta imparando a raccontarsi - finalmente! - da sé. Ed a questo flusso narrativo partecipa, con la sua seconda silloge, Silvana Costa, calabrese di Serra San Bruno: una madre, un'insegnante, una donna che sa ricavare da ogni giorno la forza per continuare a vivere, ad operare, a spendersi in un mondo reso ormai molto faticoso da quella che sembra diventare sempre meno vita e sempre più una folle corsa verso l'abisso. La poetessa serrese ha il grande talento di saper attingere a quella fonte che alberga dentro di noi e ci collega al nostro vero essere, trovandovi linfa per rinfrancare il cuore dal tormento interiore, l'inseparabile compagno degli animi sensibili. Ed allora lei scrive. "Per nutrire il cuore". Per sentirsi "leggera come piuma al vento a primavera". Per lasciare una traccia (un monito) in "questo mondo che vuole annegare".