Martedì, 15 Settembre 2020 12:38

Botta e risposta sul “Salva Vibo” tra Tucci (M5S) e Mangialavori (FI)

Scritto da Redazione
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All’indomani del “Decreto Salva Vibo”, promosso dai 5 Stelle Tucci e Auddino, tramite un emendamento approvato e presentato per permettere all’ente Provincia di scongiurare il dissesto finanziario, si accende la diatriba tra parlamentari vibonesi. Nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri alla Provincia di Vibo, il parlamentare 5 stelle Riccardo Tucci e il presidente Salvatore Solano hanno esposto i vantaggi portati a casa dall’emendamento, che permetterà all’ente di dilazionare in 5 anni il proprio debito.
Ma, a preoccupare non sono solo le casse della Provincia bensì anche quelle del Comune guidato dal sindaco Maria Limardo, a rischio secondo dissesto, che nel recente passato aveva già dichiarato: «A quando il “Decreto Salva Vibo”? Il Governo ha salvato Reggio Calabria dal dissesto, faccia altrettanto per Vibo Valentia!!».

Nel frattempo un nuovo emendamento “Salva Vibo” al “Decreto agosto”, che però questa volta riguarda Palazzo Luigi Razza, è stato sempre presentato da Tucci e Auddino ma anche dal parlamentare forzista Giuseppe Mangialavori. «Non basta depositare un emendamento e farsi applaudire» ha dichiarato ancora ieri Tucci a Palazzo Ex Enel, facendo intendere che poi bisogna portare a casa i risultati. Anche se detto tra le righe, lo strale del parlamentare pentastellato sarebbe stato diretto proprio al collega forzista Mangialavori, il quale ha inteso controbattere attraverso una nota stampa. «Il bene di Vibo Valentia – sono le parole di Mangialavori – deve venire prima delle appartenenze di partito, prima delle sterili rivendicazioni personali, prima delle inutili vanità politiche. Destano sconcerto e stupore – ha continuato – le recenti dichiarazioni del deputato Riccardo Tucci in merito agli emendamenti “Salva Vibo”. L'esponente pentastellato sembra non aver affatto gradito la mia proposta di modifica al “Decreto agosto”, la quale, se approvata, potrebbe consentire il risanamento finanziario del Comune di Vibo Valentia e di tutti quegli altri enti ancora privi di un piano di riequilibrio. Secondo il giovane parlamentare, il mio emendamento avrebbe il solo scopo di procurarmi applausi; insomma, sarebbe una sorta di mossa propagandistica e io, da parlamentare eletto dal popolo e da politico da anni impegnato nella difesa di un territorio spesso marginalizzato e mai troppo ascoltato a Roma, farei meglio a starmene “zitto”».

Dunque, pur non essendo stato chiamato in causa direttamente, il senatore Giuseppe Mangialavori ha inteso rispondere a quello che è stato interpretato come un chiaro riferimento alla sua persona. «Lasciando da parte le considerazioni in merito al singolare concetto di democrazia prodotto da un rappresentante del Parlamento italiano – ha aggiunto Mangialavori –, mi preme far notare al deputato 5 stelle che in gioco non c'è né il mio né il suo destino politico: ciò che è in ballo, ora, è il futuro di Vibo Valentia, la nostra città. Questo non è un duello western, io non sono Clint Eastwood, lui non è Gian Maria Volontè. Invece di perderci in simili discussioni, piuttosto che disperdere energie nel tentativo, puerile, di mostrare i muscoli, bisognerebbe fare quadrato e unire le forze per una battaglia comune».

«A differenza di Tucci – ha detto ancora il senatore di Forza Italia – rappresento un partito di opposizione e non posso certo contare su una ampia maggioranza politica che possa assicurare il via libera al mio emendamento. Ma è mio preciso dovere tentare ogni strada che possa consentire alla città di Vibo di raggiungere l'obiettivo. Il mio auspicio è che il deputato 5 stelle – che ha già avuto modo di ribadire la necessità di una “forte sinergia tra diverse forze politiche” – possa supportare ogni tentativo di “salvare” Vibo, al di là delle singole appartenenze partitiche».

«Entrambi – conclude Mangialavori – lavoriamo per il medesimo risultato. Non è il momento di dimostrazioni di forza, è il momento di fare tutto il possibile per tirare fuori dal baratro il Comune di Vibo Valentia».

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