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Giovedì, 08 Marzo 2012 15:27

Caso Zaffino: il silenzio del Pdl e quello strano annuncio smentito dal Prefetto

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mini quotidiano_29_marzo_2011_1SERRA SAN BRUNO – Assume contorni sempre più controversi il caso Zaffino scoppiato in seno all’amministrazione comunale serrese targata Pdl. La cronistoria dei fatti è chiara: Bruno Zaffino, imprenditore alla prima esperienza in politica, viene cercato e candidato dal Pdl serrese in una lista ufficiale del partito; il Pdl vince le elezioni; Bruno Zaffino – iscritto al partito – ha un boom di consensi (oltre 200) e viene nominato assessore dal sindaco Bruno Rosi; il 29 novembre in Consiglio comunale i vertici dell’amministrazione affermano che la giunta Rosi è il meglio che il partito vincente possa esprimere; il 22 dicembre, all’improvviso, Zaffino viene estromesso dalla giunta con una motivazione banale, la necessità di rilanciare l’attività amministrativa. Si torna in Consiglio giovedì 1 marzo, e la bomba scoppia: il sindaco comunica l’avvicendamento in giunta, tutti nella maggioranza sperano che sia finita lì e invece Zaffino prende la parola

, e dice cose destinate a restare nelle orecchie dei serresi per molto tempo: “Sindaco, devi avere il coraggio di sviscerare tutta la verità, perché la verità la sai tu, la so io e la sa tutta la maggioranza”. Sull’aula cala il gelo, una timida replica di Rosi non soddisfa la minoranza che si autosospende e va dal Prefetto, il Pdl tace. Un silenzio rumoroso, che dice molto.

Trovano il tempo e la voglia, i berlusconiani serresi, di intervenire su altre cose: Rosi dice che l’acqua è buona e che si sente rassicurato da Sorical, Nazzareno Salerno (consigliere regionale e capogruppo Pdl in Consiglio comunale) interviene nella querelle Pdl-Udc a Catanzaro e a Vibo; Antonio Gambino (coordinatore cittadino) replica ai “soggetti non autorizzati” del Comitato Pro-Serre per cercare di giustificare che il Pdl è l’unico partito che non è disposto a scendere in piazza per l’ospedale. Nessuno, però, si sente in dovere di spiegare ai cittadini a cosa alludesse l’ex assessore Zaffino con quelle dichiarazioni. Su quella presunta verità che conoscerebbe tutta la maggioranza consiliare nessuno ha il coraggio di replicare, di chiarire, di smentire. Sguardi bassi. Silenzio. Imbarazzato e imbarazzante: per le 224 persone che hanno votato per Zaffino e per Rosi sindaco, per tutti gli altri elettori del Pdl, per chi ha votato per i partiti di opposizione, per il buon nome di una intera comunità che non ha mai conosciuto vicende simili.

E intanto salta agli occhi un’ulteriore stranezza: all’indomani della venuta di Scopelliti a Serra per l’investitura pubblica di Rosi come candidato del Pdl, il Quotidiano della Calabria (foto: edizione di Vibo del 29 marzo, pag. 24) riporta le dichiarazioni rilasciate nell’occasione dall’allora coordinatore provinciale del partito, Valerio Grillo: “Per dimostrare legalità e trasparenza – ha detto Grillo di fronte a Scopelliti – le nostre liste saranno al vaglio della Prefettura”. Un annuncio insolito. Ma se serve a ridare credibilità alla politica, ben venga il vaglio della Prefettura. Il fatto, però, è che l’annuncio elettorale di Grillo pare sia stato smentito categoricamente dal prefetto di Vibo, Michele Di Bari. I consiglieri di minoranza infatti, dopo l’incontro in prefettura, hanno riferito in una nota stampa che il massimo rappresentante del Governo ha negato fermamente che la lista del Pdl sia stata sottoposta al vaglio dell’Utg, che peraltro non avrebbe prerogative in tal senso.

E allora perché quello strano annuncio? E perché non si è dato seguito a quelle parole? Qual è la verità di cui parla Zaffino e che conoscerebbe tutta la maggioranza? Sono domande più che lecite, che ogni cittadino serrese ha il diritto di porre. Rispondere, quello sì, sarebbe un dovere morale.

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