Venerdì, 21 Febbraio 2020 12:00

Fabrizia, minoranza all’attacco sul Carnevale: «Svenduto e relegato a Serra San Bruno»

Scritto da Redazione
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FABRIZIA - «Carnevale fa rima con maschere, carri allegorici, divertimento per grandi e bambini e anche con modesti affari per i commercianti locali. Quest’anno, però, non per Fabrizia».

A sostenerlo è l’avvocato Antonio Carè, portavoce del gruppo “Ramoscello d’Ulivo”, secondo cui «è proprio il caso di dire che l’amministrazione delle chiusure - aggiungendo al suo nutrito palmares un altro record, quello del trasferire altrove - ha tirato alla comunità fabriziese un brutto scherzo di carnevale. Nessuna meraviglia, era già successo in precedenza col “Mountain Bike Tour” anch’esso relegato e svenduto a Serra San Bruno. Succede oggi col Carnevale 2020, che anziché farlo sfilare per le vie di Fabrizia deliziandola dell’allegria, gioiosità e colori dei bambini e ragazzi, un’amministrazione grigia e incolore ha pensato bene di fornire la sua collaborazione al “Carnevale serrese”, privando la comunità di qualche ora di svago e spensieratezza collettiva».

Una scelta «incomprensibile» e «autolesionista» secondo Carè, che «reca danno ai commercianti locali e non fa giustizia alle tante associazioni e volontari fabriziesi che, negli anni, oltre ad aver inventato e costruito il “Carnevale fabriziese” si sono sempre spesi, assieme ai genitori dei ragazzi, ad organizzare la festosa allegoria in sede. Viene da chiedersi: ma questi amministratori rappresentano gli interessi dei cittadini di Fabrizia o di Serra San Bruno e Arena? Ma tanto si sa: a carnevale ogni scherzo vale».


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