Giovedì, 08 Aprile 2021 09:54

I tirocinanti calabresi protestano a Roma e Catanzaro: «Non ci faremo più prendere in giro»

Scritto da Redazione
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Domani, venerdì 9 aprile, i tirocinanti calabresi protesteranno a Roma e a Catanzaro per chiedere il «riconoscimento del sacrosanto diritto alla contrattualizzazione e all’attribuzione di un punteggio dopo 10 anni di sfruttamento. In piena pandemia - affermano i tirocinanti - siamo costretti a partire, costretti a manifestare e costretti a sopperire alla carenza di personale negli enti locali senza un minimo di riconoscimento e per 500 euro al mese senza contributi, ferie e malattia. La beffa è che questa miseria che ci corrispondono a titolo di rimborso spese fa pure reddito e molti hanno perso pure il reddito di cittadinanza che percepivano prima di rinnovare l'Isee. Noi abbiamo sempre lavorato e non possiamo essere paragonati a nessuno, né tanto meno possiamo essere trattati come merce di scambio per voti da destra e sinistra e partitini vari. Noi siamo la grande famiglia dei tirocinanti calabresi che sono rimasti in questa terra a lavorare e a subire le peggiori angherie della politica locale e nazionale».

A giudizio dei tirocinanti, l’assessore regionale Fausto Orsomarso «ha provato a cambiare il tiro ma a nulla sono serviti i suoi solleciti e gli studi che ha provato a mettere in campo tenendo in considerazione titoli di studio ed età. Alcuni professori senza titolo parlano di concorsi, ma gli stessi sanno che non abbiamo alcun punteggio per il servizio svolto negli enti? E allora questa volta, e molto prima della tornata elettorale, ci muoviamo noi: vogliamo diritti, vogliamo stabilità, vogliamo la ritenuta IRPEF su una busta paga seria e non su un sussidio. Siamo a casa con i genitori a 40, 50 anni e non possiamo accedere neanche al rem e ad altri ammortizzatori sociali. Vi siete chiesti perché? Andate a vivere voi fuori casa con 500 euro al mese pagati ogni 3 mesi. Siamo eroi e non ci faremo più prendere in giro».

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