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Lunedì, 31 Dicembre 2012 12:59

La grande fuga. Reggio, 'Il Comune è decotto': Scopelliti sogna il Senato

Scritto da Salvatore Albanese
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mini scopelliti

Non usano mezze parole i Giudici della sezione di controllo che in due sedute, il 13 ed il 20 dicembre, hanno vagliato le condizioni del Comune di Reggio Calabria: “Una situazione già compromessa, tipica di un ente decotto. Un dissesto ormai da tempo fattualmente concretizzatosi”. Si attende per tanto “la delibera accertativo-ricognitiva dello stato di decozione”. Insomma sulla neo città metropolitana aleggiano i fantasmi del dissesto finanziario e Palazzo San Giorgio, fortino di quel “modello Reggio” made in Giuseppe Scopelliti, è già con un piede nella fossa.

La carriera politica dello sprezzante Scopelliti scorre quindi sul filo del rasoio. Il governatore per sfuggire al tracollo della sua Reggio, avrebbe deciso di concorrere per il Senato in una lista apparentata al PDL. Le possibili alternative in questo caso sarebbero due: una candidatura da capolista con la sua “Scopelliti Presidente” o, più plausibilmente, nel movimento “Grande Sud”, a cui avrebbero già aderito diversi presidenti di regioni meridionali in quota PDL (Caldoro, Cappellacci e Jorio).

Insomma, in entrambi i casi, si tratterebbe di salvacondotti utili a bypassare lo stato di default dell’ente reggino aggravato da un ammontare di residui passivi di 680 milioni di euro circa.

Una situazione drammatica per il Comune di Reggio che durante gli ultimi due mandati (Scopelliti ed Arena), ha dovuto sborsare ben 215milioni di euro solo per coprire le spese dei contenzioni legali (26mila citazioni al Giudice di Pace, 895 citazione al Tribunale Civile, 31mila contenzioni giudiziari, 517 ricorsi al Tar, 760 decreti ingiuntivi, 476 procedimenti penali, 2.771 pignoramenti). Da qui una situazione economica sconvolgente che ha finito per ripercuotersi sugli altri settori dell’amministrazione: dalle aziende municipalizzate (quasi tutte in mano a consorterie ‘ndranghetiste) ai ritardi dei pagamenti degli stipendi dei dipendenti comunali. Dati che potrebbero arrestare, prima del previsto, le aspirazioni romane del governatore calabrese, a discapito del quale la Corte dei Conti stessa potrebbe presto dichiarare l’incandidabilità. Tanto che Scopelliti, già nelle relazioni precedenti, viene esplicitamente indicato come responsabile di aver determinato con condotte dolose e gravose, omissive e commissive, il dissesto finanziario dell’ente. Il cielo è grigio sopra Reggio Calabria.

 

 

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