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Domenica, 06 Gennaio 2013 13:37

Politiche 2013. Salerno nella terra di nessuno

Scritto da Salvatore Albanese
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mini Salerno-Nazzareno_2Sono giorni duri, per tutti. Il vento del malcontento soffia forte e non solo fra il popolo. Ora a perdere la bussola sono in tanti, compresi gli ‘intoccabili’. Quelli abituati da decenni al ruolo di ‘uomini che non devono chiedere mai’. O almeno così si illudevano. E oggi, Nazzareno Salerno, Consigliere regionale di maggioranza, colui che fu nel lontano 1990, anche se per solo un anno, il Sindaco più giovane d’Italia,  dopo un lungo peregrinare (dalla Dc al Ccd, poi all’Udc, ad An ed infine al Pdl) rimane in panne, infangato in quella zona franca dove tutto sembra più astratto e macchinoso. Dove i fatti ti inchiodano all’immobilità forzata, tanto che nella corsa per il Parlamento, nelle prossime politiche di primavera, per lui sembra non ci sia spazio né per la Camera né per il Senato. Né nel Pdl né in altre liste collegate.

Il Presidente della commissione ‘attività sociali, sanitarie, culturali, formative’, rimane infatti al momento fuori da qualsiasi potenziale e logica pianificazione politica. Incapace quindi di tenere il passo dell’eterno rivale Bruno Censore, premiato di recente dalle urne ‘parlamentarie’ del Pd vibonese e inserito al quinto posto nella lista per la Camera. Tempi difficili quindi per Salerno che, salvo la poltrona calda di Palazzo Campanella, ha ormai perso qualsiasi riferimento politico, stretto dalla presenza ingombrante del “vicino di casa” Alfonsino Grillo, anch’esso Consigliere regionale, indicato direttamente da Giuseppe Scopelliti come potenziale candidato alle prossime politiche nella lista “Grande Sud” (un movimento nato da pochi giorni sotto la regia degli onorevoli Gianfranco Miccichè, Marcello Dell’Utri e Mara Carfagna), a cui pare abbia aderito anche Giancarlo Pittelli. Altra figura ingombrante soprattutto in chiave locale, per il sempre più escluso Salerno. Pare infatti che nel centro-destra serrese esista da tempo un conflitto strisciante fra, per l’appunto, “Salerniani” e “Pitelliani”, con quest’ultimi capitanati dal Sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi, e dall’Assessore agli Affari generali, Adriano Tassone.

Altra grana quella registratasi invece sul fronte del Pdl vibonese, dove pare siano venuti a mancare anche i legami con il Senatore Francesco Bevilacqua di cui, alla luce dei recenti dissidi personali, Salerno ha ormai perso la guida politico-spirituale.

Sullo sfondo la “situazione serrese” dove una maggioranza quindi sempre più frammentata ha subito, dopo un solo anno e mezzo di amministrazione, la visita stabile della Commissione d’accesso: il preludio ad un sempre più possibile scioglimento del Comune di Serra San Bruno per infiltrazione mafiosa. E non si tratterebbe di una novità se si considera il fatto che altri paesi, tutti feudi elettorali dello stesso Nazzareno Salerno, fra cui ad esempio Mongiana e Nardodipace, hanno di recente subito lo stesso provvedimento.

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