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Domenica, 16 Settembre 2012 15:09

Reggio alla resa dei conti. Il futuro del Comune e l'effetto domino sulla Regione

Scritto da Salvatore Albanese
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mini arena_e_scopellitiA quanto pare siamo alla frutta. La gestione del Comune di Reggio Calabria potrebbe essere, già nei prossimi giorni, risolta con l’affidamento dell’ente ad una triade commissariale. Nella giornata di giovedì il Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha convocato d’urgenza il Prefetto di Reggio, Vittorio Piscitelli, per approfondire ulteriormente i particolari emersi dalla relazione stilata dalla commissione d’accesso insediatasi nella città dello Stretto nel gennaio scorso. Argomento dell’incontro, la presunta continuità di rapporti fra l’amministrazione reggina e la criminalità organizzata, sia per il periodo della gestione Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria fino al 2010 ed attuale presidente della Regione, sia per il breve mandato dell’attuale sindaco Demetrio Arena.

I commissari hanno inoltre verificato le presunte irregolarità di natura contabile ed amministrativa che hanno portato il comune ad avere un buco in bilancio di circa 160 milioni di euro.

L’ente potrebbe essere sciolto per il sussistere di “elementi concreti, univoci e rilevanti su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata”, ed il conseguente commissariamento si protrarrà per un periodo che va dai 12 ai 18 mesi, prorogabili fino al primo turno elettorale utile. Verosimilmente a Reggio, in caso di commissariamento, il nuovo sindaco sarà eletto tra l’autunno del 2013 e la primavera del 2014.

Nonostante si tratti di una zona ad alta “densità ‘ndranghetista”, il comune di Reggio Calabria non ha mai subito un commissariamento per infiltrazione mafiosa in tutta la sua storia. Significativo il commento rilasciato dallo stesso Ministro Cancellieri, in seguito al recente commissariamento di altri 5 comuni della Calabria (tra cui Gerocarne e San Calogero nel vibonese). Dal Viminale si è infatti parlato di “un quadro complicato e delicato per la Calabria, che va attenzionata per i rapporti fra criminalità mafiosa ed enti locali.” Infatti, se la giunta reggina dovesse essere sciolta per infiltrazione mafiosa, si darebbe il via ad un effetto domino che finirebbe per avere notevoli ripercussioni negli equilibri di tutto il resto del territorio regionale. Dopo aver indagato su palazzo San Giorgio, infatti, non si può non voltare lo sguardo verso palazzo Alemanni.

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