Domenica, 16 Febbraio 2020 20:50

Serra, i dissidenti escono allo scoperto: «Dimissioni e subito al voto»

Scritto da Redazione
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SERRA SAN BRUNO - «Egregi amministratori, avevate detto e scritto in tutte le salse che l’inciucio Censore-Salerno del marzo 2019 era stato fatto per senso di responsabilità nei confronti di Serra e dei serresi e che l’unico scopo era quello di evitare il commissariamento dell’Ente per oltre un anno. Quello che avete detto e scritto è giunto il momento di dimostrarlo».

Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali di opposizione Walter Lagrotteria, Valeria Giancotti e Brunella Albano i quali, in merito alla situazione che si è venuta a creare al Comune - con l’elezione del sindaco Luigi Tassone in seno al consiglio regionale - citano alcuni riferimenti normativi. «Tenuto conto che l’art. 65 del TUEL non lascia alcun dubbio interpretativo - scrivono i consiglieri - il comma 1 recita testualmente: “Le cariche di presidente provinciale, nonché di sindaco e di assessore dei comuni compresi nel territorio della regione, sono incompatibili con la carica di consigliere regionale”. Ancora, l’art. 141 del TUEL unitamente a una serie di sentenze del Consiglio di Stato precisano: “L'articolo 141, lettera b, n. 3 del D.lgs. 267/2000, ove è disciplinata l'ipotesi di scioglimento del consiglio comunale per cessazione della carica, per dimissioni contestuali, della metà più uno dei consiglieri, non introduce una diversa e speciale forma di dimissioni rispetto a quella regolamentata dall'articolo 38 del medesimo D.lgs., intendendo il legislatore, con la norma in esame, semplicemente far scaturire un preciso effetto giuridico (lo scioglimento dell'organo) al verificarsi di un mero fatto (le contestuali dimissioni di più della metà dei consiglieri), sulla base della presunzione che la contestuale presentazione delle dimissioni della metà più uno dei consiglieri sottende la volontà politica di sciogliere il consiglio. Non si configura, pertanto, un «atto collettivo» (negoziale) di dimissioni, unitario e plurimo allo stesso tempo, bensì a un mero fatto consegue l'effetto dissolutorio previsto dalla norma. In ultima analisi, l'atto di rassegnazione delle dimissioni è un atto giuridico in senso stretto, cioè un atto i cui effetti giuridici non dipendono dalla volontà dell'agente, ma sono disposti dall'ordinamento, senza riguardo all'intenzione di colui che li pone in essere; è, infatti, atto irrevocabile, non recettizio e immediatamente efficace (Consiglio di Stato - Sentenza 17 novembre 2009)”».

Lagrotteria, Giancotti e Albano fanno riferimento anche a un’altra sentenza del Consiglio di Stato, quella del 9 marzo 2015: «“Mentre l’articolo 38, comma 8, Tuel, non attribuisce alcun rilievo allo scopo perseguito dai dimissionari di creare le condizioni per lo scioglimento del Consiglio comunale, nel caso di dimissioni individuali dell’amministratore locale, qualche oscillazione il giudice amministrativo di appello l’ha evidenziata, invece, nel configurare le dimissioni ultra dimidium quale atto collettivo negoziale, nel quale, occorre valorizzare il collegamento esistente tra le volontà dei singoli consiglieri in funzione dell’obiettivo unitario dello scioglimento e qualificare l’atto recante le dimissioni quale atto collettivo, caratterizzato dall’inscindibilità del legame esistente tra le volontà espresse dai singoli dimissionari, risultante dimissioni rese con un unico atto ovvero, con tesi prevalente, quale atto giuridico in senso stretto, cioè un atto i cui effetti giuridici non dipendono dalla volontà dell’agente, ma sono disposti dall’ordinamento, senza riguardo all’intenzione di colui che li pone in essere”».

A giudizio dei tre consiglieri comunali di opposizione, «letto ciò, è chiaro ed inequivocabile che le c.d. “dimissioni ultra dimidium” (metà più uno dei membri assegnati, non essendo computabile a tal fine il Sindaco) determinerebbero lo scioglimento immediato del consiglio comunale. Pertanto, qualora tali dimissioni si concretizzassero entro il 24 febbraio prossimo, si avrebbe così la possibilità di tornare alle urne per eleggere il nuovo sindaco ed il nuovo consiglio comunale, nella prossima tornata elettorale di primavera 2020. Questo per noi, oggi, rappresenta l’unico atto di responsabilità possibile: restituire la parola ai cittadini serresi, per ridare così la dignità che merita a una cittadina oramai messa in ginocchio sotto ogni punto di vista: economico, sociale e culturale. La nomina di un commissario prefettizio nel marzo 2019, momento in cui si è insediata l’attuale giunta comunale, avrebbe sicuramente causato meno “danni” rispetto al “disastroso operato” dalla stessa fin qui effettuato: mancata approvazione del PSC (ex Piano Regolatore); notevole degrado della viabilità comunale, nonostante un intervento già effettuato di circa 100mila euro; aumento al massimo consentito dalla legge della tassazione IMU, che graverà sui cittadini serresi per i prossimi 20 anni; aumento della tassa sui rifiuti; notevoli e continui disagi al sistema Idrico comunale, nonostante gli interventi già effettuati per circa 250mila euro; chiusura della piscina comunale, nella totale indifferenza dell’amministrazione comunale; dichiarazione di pre-dissesto finanziario, di fatto concretizzatasi con la presentazione del Piano di riequilibrio finanziario al Ministero dell’Interno, che costerà lacrime e sangue ai cittadini serresi: atto, questo, che ha sancito l’inequivocabile incapacità amministrativa dell’attuale giunta comunale».

Lagrotteria, Giancotti e Albano invitano quindi gli amministratori «al protocollo dell’Ente per rassegnare, contestualmente, le dimissioni dalla carica di consiglieri comunali a qualsiasi ora, di qualunque giorno voi scegliate. L’importante è che tutto ciò avvenga prima del 24 febbraio prossimo. Qualora ciò non dovesse succedere, ne risponderete ai cittadini serresi, quale ulteriore atto di irresponsabilità e arroganza, che negherà, ancora una volta, un futuro di possibile crescita e sviluppo a Serra e ai serresi, con l’unico scopo, fino ad oggi a voi noto: tutelare i propri interessi e le proprie ambizioni personali».

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