Mercoledì, 25 Marzo 2020 17:41

Serra, le proposte di Liberamente alla Regione per fronteggiare l'emergenza

Scritto da Redazione
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Il movimento civico serrese Liberamente ha inviato una lettera alla presidente della Regione Calabria Jole Santelli, al capo dipartimento della Protezione civile regionale, al commissario dell’Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano, al commissario prefettizio di Serra San Bruno Salvatore Guerra e al sub-commissario Sergio Raimondo e, infine, ai consiglieri regionali calabresi.

Nella lettera, il sodalizio guidato da Alfredo Barillari - nel «fattivo spirito di collaborazione che deve necessariamente instaurarsi in un momento di estrema criticità come quello che stiamo vivendo», a causa dell’emergenza Coronavirus - intende segnalare «misure e azioni di cui si chiede la valutazione per una possibile applicazione, in primis, presso il territorio comunale di Serra San Bruno, già dichiarato “zona rossa” con ordinanza PGR del 23/03/2020, e poi presso gli altri Comuni nelle medesime condizioni con estensione, ove possibile, in tutto il territorio regionale».

In sintesi, i rappresentanti del movimento chiedono che «si valuti la possibilità di acquistare e somministrare i nuovi test di diagnosi veloce della malattia e l’istituzione di unità di continuità assistenziali speciali per il trattamento, a domicilio o presso immobili appositamente predisposti, dei contagiati».

«L’esperienza della Regione Veneto e, in particolare del comune di Vo’ Euganeo - scrivono i rappresentanti di Liberamente - ha permesso di dimostrare come, attraverso l’estensione del numero dei tamponi, sia possibile azzerare in tempi brevi i contagi anche in zone che erano state tra i primi focolai d’Italia con centinaia di casi. Le maggiori difficoltà riscontrate in tal senso si sono rivelate: i tempi per ottenere i risultati e l’eccessivo carico per i laboratori. A tal fine, segnaliamo la disponibilità in commercio di un kit di diagnosi veloce, già richiesto ed ordinato da alcuni comuni tra cui quello di Belvedere (cfr. quotidiano Repubblica). Il Rapid Test, attraverso poche gocce di sangue, consentirebbe in pochi minuti di avere gli esiti di un eventuale contagio individuando e consentendo l’isolamento immediato anche dei portatori asintomatici. Tali test potrebbero essere somministrati da personale qualificato in apposite ambulanze o nelle tende pre triage e potrebbero consentire la veloce ricerca dei contagiati tra la popolazione o almeno, in via prioritaria, tra i soggetti maggiormente esposti (operatori sanitari, forze dell’ordine, soggetti impegnati in attività a contatto con il pubblico, ecc.)». La seconda esperienza a cui fanno riferimento i componenti di Liberamente «è quella messa in atto a Piacenza in virtù della quale, sperimentata l’importanza di anticipare quanto possibile la cura, l’AUSL ha istituito delle unità speciali di continuità assistenziale operative dalle 8 alle 20 che, su segnalazione dei medici di base, si recano nelle abitazioni dei malati o sospetti tali, controllano lo stato di salute, fanno tamponi ed eventuali ecografie e forniscono i kit di farmaci necessari. Applicando tale misura anche a Serra San Bruno e nei vari comuni calabresi si consentirebbe di prestare assistenza ai soggetti contagiati ed alle famiglie, alleggerire i vari Pronto Soccorso ed avviare le terapie necessarie il prima possibile riducendo il ricorso ai ricoveri ospedalieri e sgravando il già provato sistema sanitario calabrese. Infine, non possiamo esimerci dallo scendere nella specificità della situazione del nosocomio San Bruno. Considerato che il trasferimento degli anestesisti disposto dall’Asp porterà, in una situazione di estrema emergenza, al venir meno del Pronto soccorso e, con ogni probabilità, alla chiusura degli stessi reparti, e consapevoli della difficoltà di reperire gli anestesisti necessari per le esigenze dell’ospedale Covid di Vibo Valentia, chiediamo si lanci un appello al reclutamento su base volontaria di carattere nazionale alla stregua di quanto fatto dalla Protezione civile nazionale o di mettere in atto ogni azione possibile per acquisire al più presto, secondo le recenti procedure semplificate emergenziali, le professionalità necessarie a mantenere il presidio di Pronto soccorso a Serra San Bruno e non sacrificare il diritto alla salute ed alla vita dei cittadini del comprensorio delle Serre».

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