Lunedì, 09 Maggio 2016 08:51

Serra, presentata la lista LiberaMente. Barillari: 'Basta con la politica che costruisce solo carriere'

Scritto da Bruno Greco
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Con la presentazione della lista LiberaMente, che fa capo al candidato sindaco Alfredo Barillari, i tre schieramenti politici serresi si sono ufficialmente posizionati al nastro di partenza per la competizione elettorale con la quale si deciderà il nuovo primo cittadino di Serra San Bruno. 

A moderare il dibattito tra i presenti è stato Giuseppe Ferragina che nell’intervento introduttivo si è fatto subito critico nei confronti della lista “La Serra rinasce”, capitanata da Luigi Tassone e dal parlamentare Bruno Censore sottolineando il fatto che l’avversario politico «scappa dai confronti televisivi o radiofonici perché ha bisogno di nascondere qualcosa o semplicemente ha paura del confronto». 

In una sala Chimirri gremita, la linea di interventi prevista dai componenti della lista LiberaMente è stata quella di dare spazio ai cittadini presenti, creando la possibilità per chi volesse intervenire di dire la propria senza filtri «come fanno gli avversari politici incapaci di avviare un confronto». 

Un saluto dal pubblico per la nuova compagine politica è arrivato in primis dal professore Domenico Gioffré, che si è complimentato con la squadra di Barillari «per la capacità di sottrarsi alle logiche di partito».

Subito dopo è seguito l’intervento di Andrea Rosi, figlio del sindaco uscente, che ha focalizzato l’attenzione su alcuni interventi che andrebbero fatti nell’immediato ossia «decoro urbano, ripristino delle vecchie sorgenti d’acqua per staccarsi da Sorical e approvazione del Piano strutturale comunale per il rilancio dell’edilizia».

A seguire, Salvatore Zaffino si è detto «contento di far parte di un gruppo indipendente da partiti e leader, in continuità con quanto già fatto in passato con il gruppo politico “Al lavoro per il cambiamento (lista guidata alle precedenti amministrative da Mirko Tassone candidato alla carica di sindaco, ndr)». Zaffino ha evidenziato come gli ultimi 15 anni di attività amministrativa siano stati caratterizzati da un «bipolarismo alternato, legato ai poteri forti, dove a guadagnarci sono sempre gli stessi a discapito dei cittadini».

Rosalba Calabretta, la più giovane del gruppo, ha ringraziato la sua squadra con la quale si dice già da subito «pronta ad affrontare un lavoro mirato solo al servizio della comunità».

Successivamente a prendere la parola è stato Davide Schiavello, altro giovane aspirante alla carica di consigliere. «Ho fatto parte del Comitato civico pro Serre – ha dichiarato Schiavello – all’interno del quale abbiamo affrontato tante lotte. Lotte che adesso vorrei passassero dalla piazza sul tavolo delle istituzioni, all’interno del palazzo municipale».

I candidati Giusi Pupo e Francesco Tassone hanno fatto sapere rispettivamente di essere felici di far parte di un «gruppo ricco di idee» e che «si pone in maniera discontinua con il passato perché la parola politica è sinonimo di servizio, non di potere».

Daniele Galeano, analizzando l’uscita pubblica di sabato scorso della lista “La Serra rinasce”, si è detto «sconcertato nel vedere sul palco il presidente della Regione Mario Oliverio che promette canali preferenziali e favorisce una lista in un comune come Serra, dove a scendere in campo ci sono stati tre schieramenti civici. Questo atteggiamento – ha chiosato Galeano – oltre ad essere scorretto rappresenta una minaccia, perché un presidente della Regione dovrebbe farsi garante e mostrarsi disponibile con tutti gli schieramenti civici presenti sul territorio».

Simona Tripodi e Bruno Tassone, altri due volti nuovi della politica serrese, hanno mostrato grande soddisfazione per «avere rotto con il passato sposando la causa di un soggetto politico indipendente».

Ad alzare il tono del dibattito è stata Rosanna Federico, già consigliere di minoranza e candidata alla carica di sindaco alle ultime amministrative per la lista “Città degli abeti”, gruppo politico ispirato da Censore dopo la spaccatura del centrosinistra serrese (ora ricompattato). «Sono contenta – ha esordito la Federico – di avere detto di no all’arroganza e di non essere scesa a compromessi con nessuno. Rispondendo agli avversari, dico che il nostro gruppo appoggerà sin da subito le proposte dei comitati civici, ai quali vanno conosciuti i meriti che qualcuno arroga solo alla politica. In più – ha proseguito la Federico – anche senza nessun leader dietro, busseremo alle istituzioni per batterci a favore dell’ospedale e senza avere paura di fare azioni risarcitorie nei confronti della Sorical per la pessima gestione del servizio idrico». In ultimo, giustificando la sua scelta politica, la Federico ha concluso dicendo: «Quando alle passate amministrative sono stata chiamata a candidarmi alla carica di sindaco, sono scesa in campo per intraprendere una direzione opposta a quella seguita dall’amministrazione Lo Iacono, che loro stessi tacciavano come causa del fallimento. Oggi si sono riuniti e discutono dei fallimenti che loro stessi hanno creato. In merito al millantato tempo di incubazione del progetto politico della lista “La Serra rinasce”, che dicono di aver preparato da 5 anni a questa parte, rispondo che non è affatto vero. La realtà è invece un’altra, che nessuno si è mai interessato di quanto succedeva nella vita amministrativa e io sono stata lasciata sola».

A chiudere il dibattito sulla presentazione della lista LiberaMente è stato il candidato a sindaco Alfredo Barillari. Citando gli ideali di libertà del poeta scalpellino Mastro Bruno Pelaggi, Barillari ha esordito: «Noi non siamo né censoriani né salerniani. Non stiamo dietro la giacchettina di nessun parlamentare che decide per noi quando dobbiamo prendere o non prendere la parola, rifiutando qualsiasi confronto. E soprattutto non millantiamo interventi strutturali che rappresentano contenitori vuoti da utilizzare per la campagna elettorale da deputato. Abbiamo scelto di essere liberi – ha spiegato Barillari – rigettando un disonorevole professionismo politico che fino ad oggi è stato utilizzato solo per costruire carriere e mai a favore della comunità». 

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