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Giovedì, 18 Giugno 2020 13:25

Serra verso le Comunali | Il Pd è una polveriera. E anche i salerniani frenano i piani di Censore

Scritto da Redazione
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In foto da sinistra: Maria Rosaria Franzè, Vincenzo Damiani, Antonio Procopio. In foto da sinistra: Maria Rosaria Franzè, Vincenzo Damiani, Antonio Procopio.

Lo scriviamo da mesi: per Bruno Censore la punta di diamante della lista che andrà a giocarsi le amministrative a Serra San Bruno dovrà essere per forza di cose un candidato giovane e interno al Partito democratico. Una donna o un uomo di sicuro affidamento così come lo è di certo Maria Rosaria Franzè: presidente del consiglio comunale uscente, componente della più stretta cerchia censoriana fin da quando ha mosso i primi passi politici, ma soprattutto coordinatrice della kermesse “Serre in Festival” promossa nel corso delle ultime tre estati nella città della Certosa dall’associazione “Condivisione” presieduta da Censore stesso. Prevarrebbe così ancora una volta la linea giovane e soprattutto la discriminante del “vincolo fiduciario” che già si rivelò vincente alle ultime amministrative con l’elezione a sindaco di un altro censoriano doc, l’attuale consigliere regionale Luigi Tassone.

Non a caso lo stesso primo cittadino uscente facendo da cassa di risonanza ai diktat di Censore, due giorni fa, aveva parlato di «linea politica già definita. Andremo avanti senza tentennamenti – aveva assicurato l’ex sindaco –, seguendo il percorso del rinnovamento e del senso di responsabilità». Le dichiarazioni di Tassone sono arrivate in concomitanza con la notizia del discusso “vertice” avuto nei giorni scorsi (assieme a Censore e Raffaele Lo Iacono) a cena con Bruno Rosi (FdI), con quest’ultimo pronto, almeno pare, ad aderire anche lui al progetto degli amministratori uscenti con una candidatura a lui riconducibile.

Le reazioni delle prime ore – sia rispetto alle nuove potenziali alleanze trasversali, sia riguardo all’imposizione di una «linea politica già definita» – sembrano però non essere andate giù ad alcuni dei rappresentanti interni al circolo cittadino del Pd. Tra questi spicca l’ex assessore Gina Figliuzzi, o meglio il coniuge Vincenzo Damiani, uno dei maggiorenti dei democratici serresi che, dopo tanti passi indietro, ed un gran lavoro svolto negli anni per portare acqua al mulino di Censore, vorrebbe ora raccoglierne i frutti attraverso un qualche “salto di qualità”.

Insomma, parlare di acque agitate nel Pd serrese pare poco, anche se l’ex parlamentare Bruno Censore sembra intenzionato a continuare sulla sua strada, tanto che nel corso delle prossime settimane tenterà comunque di rendere la scelta di Maria Rosaria Franzè digeribile anche per il resto dello schieramento. A proposito di interni titubanti sembra chiara, e niente affatto “allineata”, anche la posizione di un altro assessore uscente, Adele La Rizza, che in termini pacati ha fatto sapere alla nostra redazione che starebbe valutando l’idea di non candidarsi affatto alle Amministrative di settembre.

Nel gruppo della maggioranza uscente, però, i malumori registrati in questi ultimi giorni rispetto alla scelta del candidato a sindaco non sembrano riguardare solo il Pd, ma anche gli alleati salerniani di “In Alto Volare” che, in maniera sempre più pressante, avrebbero invocato l’individuazione di un nome alternativo a quello di Maria Rosaria Franzè. I salerniani starebbero insomma spingendo per un candidato “super partes” capace di mantenere in equilibrio l’ago della bilancia tra le due anime del gruppo e che, soprattutto, non sia esclusivamente riconducibile al Pd. In questa fase un ruolo non secondario potrebbe rivestirlo Giovanni Procopio, consulente del lavoro e dirigente amministrativo scolastico in pensione, da sempre tassello nient’affatto irrilevante del quadro politico locale e che, soprattutto, ha vestito i panni di “pontiere” ad inizio 2019, quando per evitare di mandare prematuramente in archivio l’esperienza Tassone vi fu la necessità di siglare l’intesa fra Bruno Censore e Nazzareno Salerno. Proprio nel corso delle trattative su un’eventuale figura esterna al Pd come candidato a sindaco sarebbe dunque emersa l’ipotesi di puntare su un suo familiare stretto, ovvero il figlio Antonio, che tra l’altro ha già all’attivo un’esperienza amministrativa nell’esecutivo dell’ex sindaco Raffaele Lo Iacono. Censore, però, continua a prendere tempo.