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mini CAGLIOTI_DAMIANOSERRA SAN BRUNO - Aveva le armi addosso. Pronte a sparare, a rispondere colpo su colpo al fuoco delle cosche nemiche. I carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Serra, guidata dal capitano Stefano Esposito Vangone, ne sono convinti. Nuovi delitti di 'ndrangheta stavano per consumarsi nell'hinterland Vibonese. Nel territorio tra Sant'Angelo di Gerocarne, Stefanaconi e Piscopio la faida si era già palesata con l'omicidio di Fortunato Patania, 61enne con precedenti penali, titolare di un distributore di carburante, freddato nel settembre scorso mentre giocava a carte. Suoi parenti diretti sono Antonio e Cosimo Caglioti, padre e figlio, arrestati il 9 gennaio con armi pronte a colpire e con materiale in uso alle forze dell'ordine. E parente di Patania è anche Damiano Caglioti (foto), 23enne fratello di Cosimo, arrestato ieri mattina. In seguito ad una perquisizione, i carabinieri gli hanno trovato addosso una pistola con 12 cartucce nel caricatore, pronta a sparare. Inoltre, nella sua abitazione di Sant'Angelo di Gerocarne, in un'intercapedine del camino, il giovane tratto in arresto aveva nascosto un revolver calibro 38 privo di marca e matricola. Insieme a Damiano, ora detenuto nel carcere di Vibo, gli uomini dell'Arma hanno deferito in stato di libertà anche un suo dipendente, F.A., 48 anni.

mini SoveratoQuindici custodie cautelari nei confronti di altrettanti presunti affiliati alle cosche Sia-Procopio-Tripodi operanti nel Soveratese, accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, sequestro di persona, occultamento di cadavere, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. Tra gli arrestati c'è anche Vincenzo Alcaro, brigadiere dei carabinieri in servizio al reparto operativo del comando provinciale di Catanzaro, mentre l'ex vicesindaco di Soverato, Teodoro Sinopoli, è indagato in libertà: entrambi sono accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. L'operazione, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dai carabinieri del Ros, del comando provinciale di Catanzaro e della compagnia di Soverato, mira a fare luce sulla faida

mini cani_randagiSERRA SAN BRUNO – Diverse volte la stampa locale ha tentato di accendere i riflettori sull’allarme randagismo a Serra. Ora però questo fenomeno, già preoccupante di suo, ha assunto risvolti inquietanti. E’ di ieri, infatti, la segnalazione di alcuni cani randagi trovati morti, avvelenati, per strada. Era già successo nei mesi scorsi, ma in questi giorni questa barbarie si sta ripetendo ancora una volta per le strade cittadine e ciò sta scatenando l’indignazione di moltissimi serresi costretti ad assistere a questo macabro spettacolo. La denuncia, come succede ormai sempre più spesso, questa volta è partita da Facebook, poiché alcuni cittadini hanno “postato" ciò che avevano visto in serata, ovvero quattro cani agonizzanti per terra, alcuni già morti, nei pressi del distributore di benzina che si trova sulla ex statale che conduce a Mongiana.

mini il sindaco di Serra San Bruno Bruno RosiSERRA SAN BRUNO - Forse c'era ancora qualcuno che pensava che le principali preoccupazioni dell'amministrazione comunale serrese riguardassero problemi gravi come la chiusura dell'ospedale, la torbidità e il cattivo odore dell'acqua "potabile", la gestione del ciclo dei rifiuti con una raccolta differenziata che funzioni, il miglioramento della viabilità cittadina. Invece no. Il problema che assilla i vertici del comune è un altro: il web. Proprio così, la giunta comunale si è riunita per decidere il da farsi sul problema di internet. Problema annoso. Forse anche i cittadini avranno questo pensiero fisso, chissà, ma per il sindaco Bruno Rosi e per i suoi assessori sicuramente sì, internet è un grosso problema. E' un problema perchè su internet si sono creati spazi liberi, indipendenti, in cui si fa informazione, approfondimento, cultura, satira, e da cui partono anche dure critiche e discussioni che evidentemente danno molto fastidio all'amministrazione targata Pdl.

mini fortapascNella notte tra martedì e mercoledì l’auto di Ilario Filippone è saltata in aria. L’aveva acquistata pochi mesi fa: l’hanno incendiata, dopodiché hanno sfasciato la cassetta della posta di casa sua. Filippone è un cronista di nera e di giudiziaria, scrive di ‘ndrangheta dalla Locride per Calabria Ora. Le prime a vedere la sua auto in fiamme sono state sua madre e sua sorella. Un attentato gravissimo, l’ennesimo, alla libertà di informazione in Calabria. Una frase banale, questa, ipocrita, che ogni volta che accade un fatto simile rimbalza nei comunicati sfornati in serie dagli uffici stampa di politici e sindacalisti, rappresentanti delle istituzioni e predicatori della “società civile”. Eppure fatti gravi, come quello accaduto a Filippone, a queste latitudini sono all’ordine del giorno. E sempre fiumi di solidarietà vomitevole.

Lunedì, 02 Aprile 2012 09:45

Agguato a Sorianello: 23enne in fin di vita

mini polizia-di-statoDomenica di sangue nel Vibonese. Ieri sera, intorno alle 21,30, il 23enne Giovanni Emanuele è stato gravemente ferito in un agguato nei pressi di Savini, frazione di Sorianello. Mentre era a bordo della sua auto, Emanuele, già noto alle forze dell'ordine e parente del presunto boss Bruno, è stato raggiunto da diversi colpi d'arma da fuoco al torace e alla testa. Sul posto, allertati da alcuni automobilisti, sono giunti gli uomini del commissariato di P.S. di Serra San Bruno guidati dal dirigente Domenico Avallone. Il 23enne è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia, dov'è giunto in fin di vita. Le sue condizioni restano molto critiche. Allo stesso orario si è verificato un altro fatto di sangue a Triparni, dove un 50enne con precedenti, Mario Longo, di Vibo Marina, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco mentre era a bordo della sua auto. Anche se i due fatti di sangue non sono collegati tra loro, le modalità sembrano in tutto e per tutto riconducibili ad agguati di 'ndrangheta.

mini consiglio_comunale_serraSERRA SAN BRUNO - Si torna ai Consigli comunali mattutini. Dopo poche sedute serali, l'amministrazione comunale targata Pdl si adegua ad una prassi che aveva aspramente criticato durante l'era Lo Iacono, perchè non consentiva - e non consente - la partecipazione dei cittadini. Ma tant'è, magari per sfruttare la temporanea assenza dell'ex assessore Bruno Zaffino, la maggioranza ha deciso così. Assenti anche il capogruppo Pdl, Nazzareno Salerno, e il consigliere Mirko Tassone. In apertura, com'era prevedibile, si è discusso di questioni diverse dall'unico punto previsto all'ordine del giorno, ovvero la nomina del revisore dei conti.

mini manifestazione 21 sett 2011SERRA SAN BRUNO - Serra scende in piazza per l'ospedale. Serra si ferma, oggi, in uno sciopero generale a cui hanno aderito moltissime realtà del territorio, unite per combattere una politica iniqua di tagli che discriminano un'area disagiata assestando un durissimo colpo all'ospedale "San Bruno". Il Comitato civico Pro-Serre lavora da mesi per organizzare iniziative di dibattito, di protesta, per cercare di mettere in luce un'ingiustizia sociale che nel corso degli anni è stata imposta ad un territorio che già di per sè è ferito, emarginato, compromesso. L'attenzione sul tema dell'ospedale oggi è più che mai alta

Giovedì, 22 Marzo 2012 14:45

Pasquale e le altre vittime innocenti

mini pasquale 3SERRA SAN BRUNO – Pasquale Andreacchi, Bruno Vinci, Michele Scrivo, Pasquale Primerano: quattro serresi caduti per mano criminale, quattro innocenti. I loro nomi, ieri, insieme a quelli di altre 900 vittime delle mafie, hanno scandito il cammino del corteo che ieri ha attraversato la cittadina bruniana. Vittime di mani violente e spregiudicate: qualcuno ucciso per errore, forse per uno scambio di persona, qualcuno perché, eroicamente, ha difeso i suoi cari dalla protervia della mafia, qualcun altro, come Pasquale, strappato alla famiglia ad appena 18 anni e massacrato, barbaramente, senza che si sappia neanche il perché. Proprio l’assurdità di questa vicenda disumana ha indotto i referenti vibonesi di Libera a scegliere Serra San Bruno come luogo simbolo della memoria delle vittime innocenti.

E Pasquale era innocente, era poco più di un bambino quando, la sera dell’11 ottobre 2009, si allontanò da casa. Non sarebbe mai più tornato. Pasquale è stato sequestrato, picchiato selvaggiamente, ucciso con un colpo di pistola in mezzo agli occhi.

mini omicidioSono stati interrogati per tutta la notte i familiari e i conoscenti delle tre persone coinvolte nell'agguato avvenuto a Vibo Marina nella tarda serata di ieri. Francesco Scrugli, 42enne pregiudicato, è stato ucciso mentre entrava in un'abitazione, probabilmente da due sicari che hanno fatto fuoco, ferendoli, anche su Rosario Battaglia, 27 anni, e Raffaele Moscato, 26. Nell'agguato potrebbero essere state usate due pistole che hanno esploso, secondo i primi rilievi, decine di colpi all'indirizzo dei tre. Scrugli, morto all'istante, è considerato dagli inquirenti un affiliato alla 'ndrina dei Lo Bianco di Vibo Valentia, ed era già sfuggito ad un agguato l'11 febbraio scorso. La vittima dell'omicidio di ieri era rimasta coinvolta nelle operazioni "Nuova Alba" e "Nasty embassy"

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