GIRDA ROTTAMI

mini prefettura_viboDopo Joppolo, questa volta tocca a Limbadi. Il prefetto di Vibo Valentia, Michele Di Bari, delegato dal Ministro dell' Interno di accertare se in questi anni ci siano stati o meno condizionamenti da parte della criminalità organizzata ed, in particolar modo, del clan Mancuso, ha nominato la commissione d' accesso agli atti, così composta: Maria Rosa Luzza, Viceprefetto, in servizio presso la Prefettura di Vibo Valentia; Onofrio Marcello, Primo Dirigente della Polizia di Stato, in servizio presso la Questura di Vibo Valentia; Maggiore Vittorio Carrara, Ufficiale dei Carabinieri, in servizio presso il Comando Provinciale di Vibo Valentia. Al momento, l'amministrazione comunale è guidata dal sindaco Francesco Crudo, in carica dal 2011. 

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mini assegno_sopravvivenzaSarà un intervento a favore dei giovani tra 18 e 29 anni compiuti, con un'erogazione mensile di almeno 50 Euro al mese (ma che può anche raddoppiare a seconda del numero degli aventi diritto) per tre anni consecutivi (2013-2014-2015) a partire da luglio prossimo. L'Amministrazione Comunale di Polistena, guidata dal sindaco Michele Tripodi del Partito dei Comunisti Italiani, ha adottato il provvedimento con delibera di Giunta n. 70/2013, istituendo l'assegno di sopravvivenza, denominato così anche provocatoriamente, proprio per scuotere le coscienze in un momento di crisi economica drammatica per il nostro Paese. ‘La mancanza di lavoro, di opportunità, di spazi solidali dove formare la propria dignità umana e professionale - si legge in un manifesto - costituisce il principale problema dei giovani di oggi che si affacciano ad un mondo pieno di incertezze che nega i diritti e costringe molti ragazzi ad espatriare, se va bene, o peggio ad imboccare percorsi devianti’. L'assegno di sopravvivenza sarà uno strumento rivoluzionario, ideato dall'attuale maggioranza comunale, per tentare di alleviare il disagio di centinaia di famiglie che a Polistena si trovano in condizioni di semipovertà, e soprattutto intervenendo sui giovani, il vero anello debole della catena sociale contemporanea. Per dare attuazione all'iniziativa, entro le prossime settimane seguirà un bando pubblico, disciplinato da apposito regolamento con criteri fissi ed oggettivi, allo scopo di formare una graduatoria che terrà conto, fra l'altro, dell'anzianità di disoccupazione, della consistenza numerica del nucleo familiare, della residenza in abitazioni in locazione. 
I beneficiari dell'assegno, inoltre, saranno giovani disoccupati senza procedimenti pendenti per reati di mafia e liti con il comune, che vivono all'interno di nuclei familiari in cui tutti i componenti risultano disoccupati. 
Lo stanziamento previsto, a valere sul bilancio comunale, sarà di 60.000 Euro per il 2013, di 120.000 per il 2014, di 120.000 Euro per il 2015. 
Ciò sarà possibile grazie ad un'attenta ed oculata gestione delle risorse di bilancio, che in questi tre anni l'Amministrazione Comunale ha saputo centellinare, facendo risparmiare gradualmente sui costi vivi di servizi fondamentali, come l'acquedotto, la nettezza urbana, rendendo progressiva la tassazione, estinguendo, con piani di ammortamento e senza maturarne di nuovi, i debiti prodotti in passato da altri. ‘Diversamente, l'Amministrazione Comunale di Polistena ancora una volta - prosegue la lettera del sindaco Tripodi - dimostra con i fatti di realizzare seriamente le cose, come accaduto per l'abbattimento dell' Imu sulla prima casa un anno fa. L'assegno mensile di sopravvivenza potrà costituire uno straordinario punto di partenza, per estendere ed affermare ovunque il diritto a vivere anche in assenza di lavoro o posto fisso, realizzando intanto a Polistena, per la prima volta della storia dei Comuni italiani, il principio secondo cui parte delle risorse monetarie del territorio vengono direttamente restituite ai cittadini che le immetteranno nel circuito dell'economia locale’
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mini Soriano_Calabro_generaleSORIANO CALABRO - Doccia fredda per l’ amministrazione comunale di Soriano, guidata dal sindaco Francesco Bartone, del Pd, ma eletto nelle consultazioni del 2009 con una lista civica. Secondo notizie in nostro possesso, infatti, due componenti della giunta (Francesco Serravite, con delega allo Sport e tempo libero e Rosella Varì, con delega alla Pubblica istruzione ed alla Cultura) più altri due consiglieri comunali, ovverosia Giovanni e Raffaele Farina, avrebbero rassegnato le dimissioni, creando così una crisi all’interno della maggioranza. Come si ricorderà, il 6 e 7 giugno 2009 Bartone - a capo della lista civica ‘La Città del sole’ - riuscì ad avere la meglio sull’allora sfidante Giuseppe Battaglia, della compagine ‘Insieme si può’. 

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mini lamezia_comitato_acquaRiceviamo e pubblichiamo:

Ci risiamo. A distanza di anni dall’inizio della battaglia che Il Comitato Lametino Acqua Pubblica sta portando avanti per la ripubblicizzazione della Lamezia Multiservizi SPA, anni nei quali fra le più importanti delle molte nostre lotte vi è stata la delibera di iniziativa popolare, sostenuta da oltre 700 firme, sul diritto all’acqua e sulla revisione dello statuto comunale per la definizione del Servizio Idrico Integrato come servizio pubblico privo di rilevanza economica e per la convocazione di un consiglio comunale aperto per la relativa discussione, dobbiamo registrare e denunciare pubblicamente l’assoluta indisponibilità dell’Amministrazione Speranza, non solo a mettere in pratica le azioni necessarie e concrete conseguenti (leggi modifiche statutarie comunali) ma anche solamente quella di concedere un incontro pubblico con i rappresentanti il Comitato Lametino.

Lo stesso Comitato ha più volte chiesto all’amministrazione e più direttamente alla persona del Sindaco un incontro ufficiale affinché potesse essere chiarita e dibattuta la pubblicizzazione del settore idrico e di tutti servizi di interesse comune gestiti dalla Lamezia Multiservizi.

Prima un laconico “non è possibile nell’immediato” ad una pur formale richiesta telefonica di udienza con la segretaria di gabinetto del Sindaco, poi il silenzio ad una richiesta formalmente inoltrata all’Ufficio Protocollo (vedi richiesta prot. n°85764 del 20/12/2012).

Risulta allora chiaro che NON E’ VOLONTA’ di questa Amministrazione e del Sindaco, suo più alto rappresentante, in nessun modo di dare seguito concreto a quelle che sono state le intenzioni solo pubblicamente dichiarate (ed in più occasioni) dagli stessi soggetti di sposare in pieno il risultato fortemente politico del referendum, di diventare un comune di riferimento dimostrando che, la dove esiste una volontà politica, è possibile segnare una svolta democratica e di giustizia sociale pur nelle difficoltà quotidiane che la gestione della “cosa” pubblica comporta!

Insomma, le prove saranno indiziarie ma portano tutte verso un'unica direzione… cedere le quote della Lamezia Multiservizi SPA ad un socio privato, con buona pace dei cittadini di Lamezia!

SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA!

Comitato Lametino ACQUA PUBBLICA

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mini hotel_501Il reato contestato è quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La Procura della Repubblica di Vibo Valentia  ha inviato l'avviso di conclusione indagini a tre imprenditori, Giovanni e Giuseppe Mancini (componenti del consiglio di amministrazione della struttura alberghiera) e Sergio Casati (presidente del consiglio di amministrazione del 501 hotel), accusati di aver effettuato false fatturazioni per ottenere dall'Inps le erogazioni per la cassa integrazione guadagni per alcuni dipendenti mentre altri erano assunti in nero. Secondo l’accusa gli indagati avrebbero fatturato solo parzialmente i ricavi di eventi e matrimoni in modo da integrare i presupposti per la Cassa integrazione di alcuni lavoratori impiegati invece nelle ore di non occupazione coperte dalla C.i.g. Altra contestazione è poi quella di aver utilizzato altri lavoratori in nero in aggiunta a quelli già interessati dalla Cassa integrazione. In tal modo, dal 2010 ad oggi, secondo la Procura sarebbe stata truffata l’Inps, ente erogatore delle prestazioni assistenziali.

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Domenica, 17 Febbraio 2013 10:22

Caso acqua, Tassone: 'Uno scandalo senza fine'

mini conf_stampa_mirko_30_aprile_2012
Riceviamo e pubblichiamo
 
 
Uno scandalo cui bisogna porre fine immediatamente. Non è più possibile assistere all’osceno balletto delle ordinanze che, un giorno si e l’altro pure, vietano ai cittadini di accedere ad un bene primario quale l’acqua. E’ necessario fare chiarezza e farla subito. Non si può continuare a cincischiare con la salute dei cittadini. Al di là delle ultime vicende, (vedi allarme benzene) gli utenti non possono continuare ad essere approvvigionati attraverso un invaso posto sotto sequestro. In particolare, i serresi hanno la necessità di ricevere le risposte che l’attuale amministrazione si ostina a non voler cercare. Occorre staccare la spina a Sorical ed all’Alaco. Non c’è più tempo da perdere, bisogna recuperare i pozzi, le sorgenti ed ottimizzare  tutte le risorse idriche comunali. E’ necessario tagliare ogni dipendenza da Sorical, a costo di contingentare le forniture idriche. Una elementare regola di buon senso dovrebbe far capire, infatti, che è meglio erogare acqua buona per mezza giornata, piuttosto che pompare tutto il giorno acqua putrida, insalubre e quindi inservibile. A ciò si aggiunga che, la gran parte dell’acqua proveniente dai serbatoi comunali può essere equiparata tranquillamente ad acqua minerale, mentre quella dell’Alaco, diventa potabile ( quando lo è) solamente in seguito a massicci interventi a base di cloro. Le istituzioni, a partire da quella comunale, hanno, inoltre, il dovere di ricostruire il rapporto di fiducia con i cittadini. Per farlo bisogna uscire dall’ambiguità. Non sono più tollerabili manifestazioni di superficialità o errori marchiani, ai limiti dell’incompetenza, quali quelli commessi con l’ordinanza n. 4, del 1 febbraio u.s., con la quale è stato escluso dal “ divieto all'uso potabile dell'acqua” il rione servito dal serbatoio “ denominato “Guido”, ovvero lo stesso per il quale era stata dichiarata la non potabilità con una precedente ordinanza, la n. 28 del 3 ottobre 2012. Un’ordinanza peraltro, a distanza di oltre quattro mesi, mai ritirata e pertanto, ancora, in vigore. Una situazione paradossale, assurda, come paradossale e assurdo è l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che, durante la fase più acuta dell’allarme benzene, per giustificare il ritardo nell’emanazione dell’ordinanza ha affermato che i risultati del prelievo, effettuato il 6 dicembre 2012, erano stati comunicati solamente il 1 febbraio 2013. Una Toppa peggio del buco, dal momento che alcuni esponenti dell’amministrazione cittadina affermano, ad ogni piè sospinto, che le analisi vengono fatte con regolarità. Se così fosse, però, non ci sarebbe stata alcuna necessità che a comunicare la non potabilità fosse un organismo terzo. Mentre l’amministrazione cittadina continua a cullarsi nella sua usuale ignavia, nonostante in questi due anni non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta, continuiamo a porre quesiti ed interrogativi al fine di poter tutelare la salute dei cittadini. Il data 6 febbraio il sottoscritto ha indirizzato l’interpellanza che segue, al sindaco, al presidente del consiglio, al Prefetto ed alla commissione di accesso agli atti.
 
 
INTERPELLANZA A RISPOSTA SCRITTA
 
POTABILITÀ DELL'ACQUA
 
 
OGGETTO: Potabilità dell’acqua
 
 
Il sottoscritto consigliere 
 
Premesso che
 
- da alcuni anni i cittadini residente nel comune di Serra San Bruno sono costretti a subire gravi disagi a causa della non potabilità dell’acqua;
- nel mese di Maggio 2012 è stato posto sotto sequestro l’invaso Alaco che rifornisce la gran parte delle utenze cittadine;
- in data venerdì 1 febbraio 2013, è stata emanata l’ordinanza n. 4 con la quale è stato disposto “il divieto all’uso potabile dell’acqua in tutto il territorio comunale ad esclusione delle località servite dai serbatoi  comunali (Serbatoio denominato “Guido”, serbatoio denominato “Ninfo”, serbatoio denominato “Castagnari”);
- che nell’ordinanza n. 4/2013 il divieto all’uso dell’acqua potabile non veniva esteso alle “località servite dai serbatoi comunali (Serbatoio denominato “Guido”, serbatoio denominato “Ninfo”, serbatoio denominato “Castagnari”)”;
- in data 3 febbraio 2013 con ordinanza n. 5 è stata disposta la revocato dell’ordinanza n. 4/2013;
- da notizie apprese dagli organi di stampa, l’Arpacal avrebbe consegnato al prefetto di Vibo Valentia, dott. Michele di Bari, una relazione dalla quale risulterebbe che sul campione di acqua prelevato “dall’impianto dell’Alaco”, è stata “individuata una serie di componenti che, nella materia delle analisi per le acque potabili, non sono codificati dalla legislazione vigente: sono i cosiddetti “composti aromatici alogenati derivanti dal benzene espressi come benzene”
 
 
Considerato che
 
- da notizie apprese dagli organi di stampa, il prelievo che avrebbe individuato la presenza di Cloriti oltre i limiti previsti dal D. Lgs. 31/01 e s.m.i. risalirebbe al 6 dicembre 2012:
- l'ordinanza di non potabilità, con grave ritardo, è stata pubblicata solamente l'1 febbraio u.s.;
- con ordinanza n. 28 del 3 ottobre 2012 era stato disposto il divieto all’uso dell’acqua potabile per le località servite dal serbatoio denominato “Guido”;
- nel corso degli ultimi anni sono state emanate numerose ordinanze di non potabilità dell’acqua;
- le continue ordinanze hanno generato paura e sfiducia nei cittadini;
- le continue ordinanze oltre ad produrre apprensione danneggiano gravemente l’immagine della cittadina;
 
 
Interpella il Sindaco per conoscere
 
- se e quando è stata revocata l’ordinanza n. 28/2013
- se nel corso di questi mesi, dalla data del suo insediamento, l’attuale Amministrazione abbia effettuato una ricognizione conoscitiva, al fine di individuare le cause dei ripetuti episodi di non potabilità dell’acqua verificatasi negli ultimi anni e negli ultimi mesi;
- quali siano gli agenti inquinanti presenti nell’acqua;
- se oltre alle analisi batteriologiche sono state effettuate, a cura dell’Amministrazione comunale, analisi approfondite al fine di individuare l’eventuali presenza di agenti inquinanti di altra natura;
- con riferimento al menzionato prelievo effettuato dall’Arpacal, in data 6 dicembre 2012, l’arco temporale durante il quale l’acqua erogata nelle abitazioni dei cittadini non è stata potabile;
- quali possono essere i rischi derivanti per la salute dei cittadini a causa del prolungato uso di acqua inquinata da “cloriti” e “composti aromatici alogenati derivanti dal benzene”; 
- le ragioni per le quali i risultati dei prelievi effettuati il 6 dicembre 2012 siano stati comunicati solamente il 1 febbraio u.s.
- quali azioni, anche di carattere legale, codesta Amministrazione abbia intrapreso o stia per intraprendere nei confronti dei responsabili dell’omessa o tardiva comunicazione relativa ai risultati delle analisi del campione prelevato lo scorso 6 dicembre 2012;
- quali azioni, anche di carattere legale, codesta Amministrazione abbia intrapreso o stia per intraprendere nei confronti della società che gestisce l’invaso dell’ Alaco;
- quali siano stati i provvedimenti intrapresi da codesta Amministrazione per risolvere, in maniera definitiva, l’increscioso problema dell’acqua non potabile; 
- quali progetti codesta Amministrazione abbia allo studio al fine di interrompere la dipendenza idrica dalle forniture provenienti dall’Alaco;
- quanti e quali pozzi comunali in disuso siano stati riattivati per alleggerire la dipendenza dalle forniture provenienti dall’invaso dell’Alaco;
 
 
Il consigliere comunale
 
Mirko Tassone
 
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SERRA SAN BRUNO - Critiche all' amministrazione comunale guidata dal sindaco Bruno Rosi. Ma non solo. Nel pomeriggio di ieri, i rappresentanti del gruppo 'Al lavoro per il cambiamento' hanno organizzato un incontro con la stampa durante il quale si è cercato anche di elaborare un primo bilancio dell'attività politica di questi mesi. 'Abbiamo lavorato tra mille difficoltà – ha affermato il consigliere comunale, Mirko Tassone – avendo come obiettivo quello di fare politica a livello locale, rilanciando una vera alternativa rispetto a quanto visto finora. Dall’amministrazione non c’è stata alcuna risposta sui molti problemi della cittadina'. Secondo Tassone, inoltre, 'non sono stati nemmeno capaci di fare la tradizionale illuminazione natalizia, non hanno risolto il problema dell’acqua potabile e quello relativo alla Sorical, al cimitero è stato compiuto un intervento abusivo a fronte di una spesa dissennata e ancora non siamo riusciti a capire l’utilità dell’estensione dei vigili estivi fino quasi a dicembre, se non per dare contentini e creare una piccola parentopoli'. Michele Grenci, coordinatore del gruppo, ha chiesto a gran voce le 'dimissioni del sindaco e degli amministratori' per 'manifesta incapacità', che, tra le altre cose, 'ci ha portati ad una commissione di accesso agli atti per presunte infiltrazioni mafiose'. Raffaele Masciari, invece, ha avvertito il bisogno di 'dare al territorio la possibilità di potersi riscattare, facendo una politica incentrata sulla legalità e nell’interesse sociale. Con chi condivide questi punti possiamo aprire un dialogo costruttivo per costruire un’alternativa. Non chiudiamo le porte a nessuno ma dialogheremo solo con chi vuole il rilancio del territorio'. L' 'incompetenza dell' amministrazione' è stata evidenziata anche da Anacleto Federico, il quale si è soffermato sul problema della mancanza di riscaldamenti presso la scuola elementare 'Nazzareno Carchidi'. Angelo Vavalà, invece, ha parlato di situazione 'tragica', aggiungendo che, però, 'con il nostro movimento vogliamo scuotere le coscienze del popolo diventato ormai passivo'.
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mini acqua_serraSerra San Bruno si scopre un'altra volta arida, prosciugata all'improvviso del suo bene più prezioso. Quasi da due giorni senz'acqua, i serresi si ritrovano esasperati dai disagi che sono costretti ad affrontare. Dall'amministrazione comunale il buio totale: nessuna informazione ufficiale, nessun avviso ai cittadini, solo qualche parola confusa, condita da timide rassicurazioni poco credibili anche alle orecchie di chi le pronuncia. Al solito, quando si tratta di acqua, nessuno ha idea di cosa fare, di come risolvere il problema. Un paese allo sbaraglio, in balìa degli umori velenosi dell'Alaco, dell'inefficienza di Sorical e dell'ignavia dell'amministrazione Rosi.

L'anno scorso ci trovammo all'improvviso a secco sotto un metro di neve.

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mini sorianelloAnche il comune di Sorianello ha deciso di costituirsi parte civile nel processo "Luce nei boschi", che sta facendo luce su anni di faide e delitti avvenuti nel territorio delle Preserre e dell'Alto Mesima, roccaforte del locale di 'ndrangheta di Ariola. Proprio ieri si è tenuta l'udienza preliminare del procedimento che vede alla sbarra 43 persone accusate dai pm di far parte della cosca egemone in questa zona. Già ieri sono state ammesse tutte le parti civili che avevano presentato richiesta. Oltre a diversi privati cittadini, ad essere ammessi come parte civile sono stati i comuni di Arena, Dasà, Gerocarne e Acquaro. A questi si aggiungerà anche l'amministrazione di Sorianello guidata dal sindaco Sergio Cannatelli, che il 3 dicembre scorso ha deliberato in tal senso, poichè, come gli altri enti, ricade nel territorio in cui si sono verificati molti dei fatti criminosi al centro del processo.

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Martedì, 20 Novembre 2012 12:57

Serra, si è insediata la Commissione d'accesso

mini comm._accesso_serraSERRA SAN BRUNO - Si è insediata nella mattinata di oggi la commissione d'accesso composta da Emanuela Greco (Viceprefetto in servizio presso la Prefettura di Vibo Valentia), Giovanni Gigliotti (Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, in servizio presso la Questura di Vibo Valentia) e dal capitano Stefano Esposito Vangone (Comandante della Compagnia Carabinieri di Serra San Bruno). I membri della commissione d'indagine inviata dal Prefetto al comune di Serra sono arrivati in municipio intorno alle 11 e 30; a riceverli c'erano il sindaco Bruno Rosi e il vicesindaco Gerardo Bertucci. Dopo l'arresto del consigliere comunale ed ex assessore Bruno Zaffino nell'operazione 'Saggezza' - condotta dalla Direzione distrettuale Antimafia di Reggio Calabria - il prefetto Michele Di Bari ha deciso di vederci chiaro sull'operato dell'amministrazione targata Pdl

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