GIRDA ROTTAMI

mini SORIANO-LeoneUna lettera di minacce indirizzata al giornalista Nicola Lopreiato, capo servizio della redazione vibonese della Gazzetta del Sud. Mittente: Leone Soriano (foto), attualmente detenuto e ritenuto dagli investigatori il capo dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Filandari. ''Invece di rompere ogni giorno con la cosca Soriano, che non esiste e non e' mai esistita - e' scritto nella lettera spedita dal carcere di Cosenza - pensa di piu' alla tua famiglia che e' meglio per tutti''. ''So che finiro' in tribunale anche per questa lettera - ha scritto ancora Soriano - ma devi finirla di rompermi i .... Mi hai fatto passare per un morto di fame ma non lo sono. Ho vinto due milioni di euro al gratta e vinci ma non ti dico in che banca sono''. Nella lettera, composta da due pagine, Soriano se la prende anche con esponenti delle forze dell'ordine ed ex amministratori comunali di Filandari. Nel novembre scorso Soriano era stato arrestato, insieme ad altre nove persone, nell'ambito dell'operazione ''Ragno'' coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri contro la stessa cosca. Le accuse sono di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, incendio, detenzione e porto abusivo di armi e di esplosivi, aggravati dalle modalita' mafiose. Nel provvedimento si contesta anche il reato di minacce contro alcuni carabinieri e giornalisti, tra cui lo stesso Lopreiato. Nelle carte dell'inchiesta, investigatori ed inquirenti hanno evidenziato come la cosca Soriano avesse assoggettato non solo Filandari, ma anche alcuni centri vicini. Nicola Lopreiato ha subito denunciato il fatto ai carabinieri. Della vicenda e' stato informato anche il prefetto di Vibo, Luisa Latella.

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mini alemorelliDal carcere in cui si trova rinchiuso, Franco Morelli, consigliere regionale del PDL cosentino arrestato dalla DDA di Milano il 20 novembre scorso nell'ambito dell'operazione "Infinito", ha mandato una lettera a Franco Corbelli, presidente del movimento "Diritti Civili". Nella missiva Morelli, dopo aver ringraziato Corbelli per "la vicinanza attestata alla mia famiglia", scrive "Mai e poi mai avrei potuto immaginare che un giorno la mia esistenza si sarebbe potuta connotare di una vicenda così dolorosa, che però per alcuni versi diventa anche drammaticamente comica. Mi trovo, mio malgrado, ad essere protagonista inconsapevole di un film che non mi appartiene né per forma, né per contenuto (mafia, servizi segreti ecc.. ecc.. simili romanzesche storie sono lontane dalla infinitesima parte di cervello e di anima in modo siderale)».

«L'unica vera grande consolazione in questi frangenti, è che Domine Dio ha inteso donarmi questa sofferenza evidentemente perché ha in serbo progetti migliori e più edificanti. Se qualcuno ha pensato di trarre dei vantaggi ignobili questa si chiama doppiezza. E, personalmente, ho sempre aborrito la doppiezza. Quindi per me, è grande consolazione pensare quanto prima espresso ed è ancora maggiore il convincimento che Domine Dio illumini gli inquirenti, affinché presto vedano la luce ove vi sono delle ombre».

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mini carmelo-lo-biancoVIBO VALENTIA - Sono state condotte in carcere dagli uomini della Squadra Mobile di Vibo Valentia 8 delle 21 persone coinvolte nell'operazione "New Sunrise", che fece luce sulle attività criminali della cosca di 'ndrangheta dei Lo Bianco sul territorio della città capoluogo di provincia. Le condanne, per gli affiliati alla 'ndrina egemone su Vibo città, sono diventate definitive dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione. Gli 8 arrestati sono: Carmelo Lo Bianco, 66 anni, condannato a 10 anni di reclusione; Francesco Barba, 49 anni, condannato a 5 e 8 mesi; Salvatore Carmelo D'Andrea, condannato a 4 anni e 8 mesi; Michele Lo Bianco, 63 anni, condannato a 4 anni e 8 mesi; Giuseppe Lo Bianco, 66 anni, a 4 anni e 8 mesi; Antonio Lo Bianco, 63 anni, a 4 anni e 8 mesi; Vincenzo Barba, 59 anni, a 7 anni e 4 mesi; Francesco Bognanni, 38 anni, a 4 anni e 8 mesi. Per quasi tutti gli arrestati si tratta di pene residue da scontare rispetto alle condanne confermate dalla Cassazione, per cui molti di loro già alla fine del 2012 potrebbero tornare in libertà.

L'inchiesta "New Sunrise" fu condotta nel 2007 dalla Dda di Catanzaro e dai poliziotti della Mobile vibonese guidata all'epoca dal dirigente Maurizio Lento. L'operazione accese i riflettori sulle attività della cosca e sul ruolo di vertice della stessa svolto da Carmelo Lo Bianco (foto). "La cosca - scrive la Mobile - avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di assoggettamento e di omertà dei cittadini, era stabilmente dedita al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona, al compimento di delitti contro il patrimonio (prevalentemente estorsione e usura) e contro la persona, reati compiuti al fine di mantenere incontrastata l'aggregazione della cosca". 

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mini arena-scopellitiUn'altra tegola giudiziaria per l'amministrazione comunale reggina guidata da Demetrio Arena (foto): questa mattina, nell'ambito di una operazione contro la cosca Caridi, è stato arrestato, insieme ad altre 6 persone, anche Giuseppe Plutino, 47 anni, consigliere comunale del Pdl, con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Stando a quanto trapela, Plutino sarebbe stato, secondo gli inquirenti, un referente politico della cosca Caridi al comune di Reggio Calabria. L'operazione della Polizia di Stato scattata stamattina riguarda il controllo delle attività estorsive nei quartieri Modena, Ciccarello e San Giorgio Extra, attività che sarebbe stata appannaggio, appunto, dei Caridi , che sarebbero "federati" con la potente cosca dei Libri. Su richiesta della Dda, agli indagati viene contestata l'associazione per delinquere finalizzata ad estorsione e danneggiamenti. Tra i 7 arrestati, oltre a Plutino, c'è anche Leo Caridi, ritenuto dagli inquirenti l'attuale reggente della cosca poichè il boss Nino, fratello di Leo, è in carcere dal 2007. Gli altri 6 arrestati sarebbero, secondo la Dda, presunti affiliati del clan.

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mini angela_dominelliVIBO VALENTIA - Angela Dominelli (foto) rimarrà detenuta nel carcere di Castrovillari. Il Gip Gabriella Lupoli ha convalidato l'arresto della 22enne di Sorianello accusata di tentato omicidio aggravato, respingendo la richiesta dell'avvocato difensore della ragazza, Giuseppe Stuppia, che aveva presentato istanza di scarcerazione chiedendo la misura degli arresti domiciliari. Accolta in pieno, invece, la richiesta di convalida della custodia cautelare in carcere avanzata dal Pubblico ministero Michele Sirgiovanni, titolare delle indagini. Il giudice, però, prendendo in considerazione anche una richiesta avanzata dal legale della Dominelli, ha disposto una perizia per accertare le condizioni di salute della ragazza.

Come si ricorderà, lunedì scorso, intorno alle 19, su corso Umberto I a Serra San Bruno, una lite tra ragazze si è trasformata in un accoltellamento, un tentato omicidio secondo le forze dell'ordine. Protagonista in negativo dell'episodio sarebbe proprio la Dominelli che, al culmine dell'alterco, secondo gli inquirenti ha assestato un fendente alle spalle ad una 19enne di Fabrizia, Ramona Cirillo. A quest'ultima, dopo l'intervento del 118, è stata riscontrata una ferita all'emitorace sinistro e un versamento polmonare. Dopo il trasferimento a Catanzaro la sera stessa dell'accoltellamento, la vittima è stata subito sottoposta ad intervento chirurgico e adesso le sue condizioni sembra stiano migliorando. Contemporaneamente alla macchina dei soccorsi è scattata subito quella delle forze dell'ordine, che dopo pochi minuti dall'accaduto hanno tratto in arresto la presunta responsabile dell'accoltellamento. I carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, hanno infatti rintracciato la 22enne poco dopo il fatto, arrestandola con l'accusa di tentato omicidio aggravato, e trasferendola nel reparto femminile della casa circondariale di Castrovillari. Alla base dell'insano gesto pare potrebbe esserci stata una qualche forma di rivalità d'amore tra due ex amiche. La Dominelli in un primo momento ha negato di essere la responsabile dell'accaduto, per poi sostenere invece di aver agito per legittima difesa perchè, a suo dire, sarebbe stata aggredita dalla vittima e dalla sorella.

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Martedì, 13 Dicembre 2011 12:09

Scarcerato Salvatore Pasquino

Avv Lele_masciariScarcerato Salvatore Pasquino, il 35enne di Mongiana che era stato arrestato nei giorni scorsi dagli agenti del locale commissariato di P.S. con l'accusa di danneggiamento aggravato, minacce e porto di armi atte ad offendere, reati che avrebbe commesso nei confronti della ex moglie. Stamattina a Vibo Valentia si è celebrato il processo per direttissima: il Tribunale (presidente Giancarlo Bianchi) ha accolto le richieste del legale di Pasquino, l'avvocato Raffaele Masciari (foto), scarcerando il 35enne, a cui è stato imposto l'obbligo di dimora a Mongiana con il permesso di attraversare la cittadina della certosa per recarsi al lavoro. Il Pm aveva richiesto per Pasquino la misura cautelare in carcere. Il processo è stato rinviato a marzo 2012. 

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