GIRDA ROTTAMI

mini onthenews_rifiutiQuello dei rifiuti rappresenta un settore molto complesso che, se gestito in maniera non regolare, può portare a gravi conseguenze, come insegnano la terra dei fuochi in Campania e quella presunta in Calabria e forse anche nel nostro comprensorio, oppure all’emergenza infinita che sconta la nostra regione ormai dal lontano 1999. Tuttavia se gestiti correttamente possono produrre benefici non solo ambientali ma anche economici, poiché si può allungare il ciclo di vita ed estrarre nuove materie per il mercato nonché energia. Di tutto questo e di altri aspetti che riguardano la gestione dei rifiuti se ne discuterà negli studi di RS98, durante la trasmissione On the news, condotta da Antonio Zaffino e Francesca Onda, sabato 28 giugno dalle 10,30 con Nicola Tucci, esperto della materia. 

Per seguire la puntata in streaming, basta collegarsi al seguente indirizzo: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/

 

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piecuriedhuPrima dell’introduzione del calendario gregoriano, nel giorno della natività di San Giovanni Battista, si celebrava l’arrivo della stagione estiva. La notte del solstizio d’estate (23 e 24 giugno) è la più corta dell’anno e ci introduce di conseguenza al giorno più lungo in termini di luce.

Oltre alla celebrazione di San Giovanni, nella concezione pagana, questa notte viene ricordata anche come la notte del raduno delle streghe intorno all’albero di noci, pianta prediletta per compiere sortilegi. Persino i contadini in passato facevano crescere il noce lontano dalle altre piante pensando che lo stesso avesse una natura quasi velenosa.
Lo strano connubio tra sacro e profano è un mistero per la tradizione ma rappresenta anche il disvelamento di un’antitesi che in passato si traduceva con l’unione di due opposte polarità, ossia quella che in età precristiana si credeva fosse lo sposalizio tra il Sole e la Luna.
A livello astrale, il Sole, che rappresenta il fuoco divino, entra nella costellazione del Cancro, simbolo dell’Acqua, dominato dalla Luna. Non a caso, alcuni degli attributi iconografici del Battista sono il Fuoco e l’Acqua.

Il 24 giugno appunto, giorno in cui si festeggia uno dei più importanti santi della cristianità, i serresi si avviano nella campagna circostante alla ricerca dei malli di noci utili alla preparazione del Nocino di San Giovanni. Questa singolare bevanda, diffusa un po’ su tutto lo Stivale, nella fase preliminare si prepara con le noci non ancora mature, che conservate nell’alcool proprio nel giorno di San Giovanni, vengono lasciate maturare per diversi mesi prima che il Nocino sia pronto per essere gustato. Durante il solstizio d’estate, la guazza presente sulle piante si pensava avesse un potere particolare tanto da preservare dalle malattie. Infatti, in Campania, il Nocino preparato con i malli raccolti durante la notte di San Giovanni viene chiamato “a merecina” (la medicina).

Gli abitanti di Serra San Bruno sono particolarmente legati a questo giorno anche per motivi storici. Il 24 giugno del 1084, San Bruno, alle porte di Grenoble, fondava la Grande Chartreuse, casa madre dell’ordine dei certosini. Nel periodo che va dalla fondazione della Certosa francese fino all’arrivo a Serra, Brunone di Colonia viene chiamato a Roma da Papa Urbano II (suo allievo) del quale diviene guida spirituale. Quando Urbano II è costretto a riparare nel meridione d’Italia a causa dell’invasione dei territori pontifici da parte di Enrico IV, a Brunone di Colonia viene offerta la possibilità di diventare arcivescovo. Lo stesso, non completamente nelle corde del sistema ecclesiastico, rifiuta di indossare la mitra per dedicarsi alla vita eremitica e contemplativa. Così, nel 1091, giunto nei territori della Torre (attuale Serra San Bruno) Brunone dimostra la sua profonda devozione nei confronti del Battista menando vita eremitica come lo stesso fece nel deserto. La data di fondazione della Grande Chartreuse e la vita eremitica di Brunone giustificano dunque il protettorato di San Giovanni nei confronti dell’Ordine Certosino.
La chiesa matrice di Serra (ossia madre di tutte le chiese) è stata la prima eretta dalla popolazione, durante la nascita del centro urbano, che di una costruzione in legno fece il proprio luogo di culto. Ma in realtà, la prima vera chiesa sorta in muratura nella cittadina fu quella di San Giovanni, (divenuta chiesa dell’Assunta in Terravecchia con la nascita dell’omonima Confraternita). Nella stessa, il visitatore non mancherà di imbattersi nelle bellissima tela dedicata al Battista e conservata proprio a sinistra dello splendido altare maggiore e nella statua lignea di manifattura serrese che oggi viene esposta all’adorazione dei fedeli.

Durante questa festività, parenti e amici concordavano il cosiddetto “San Gianni”, ossia l’accordo orale durante il quale avveniva la scelta del padrino e della madrina per i propri figli. Questa forma di unione deriva appunto dal Battesimo che il Battista officiò nei confronti di Gesù nel fiume Giordano. In particolare le donne, per il “San Gianni”, donavano alla prescelta un vaso pieno di fiori e una stoffa dalla quale la futura madrina ne avrebbe ricavato una camicia o altro, abito che sarebbe divenuto simbolo dell’unione delle due famiglie.
Fino al non lontano 1965, era tradizione per il seggio priorale della chiesa dell’Assunta portare in processione per le vie del paese il cosiddetto “piecuriedhu” (agnello), statua lignea anch’essa di manifattura serrese. I confratelli dell’Assunta, con a capo il priore e al seguito degli zampognari, portavano in processione “lu piecuriedhu” nelle case dei serresi in segno di benedizione. Una sorta di prelazione era riservata alle promesse spose, che prima di ogni altro ricevevano l’Agnus Dei. A benedizione avvenuta “allu piecuredhu” veniva lasciata un’offerta. Le famiglie più abbienti ma non solo, davano in dono dei monili piuttosto preziosi, che col tempo vennero applicati alla statua e ancora oggi la decorano seppure molti sono andati perduti.

Nel 1965, durante il mandato del priore pro-tempore Luciano Cordiano, la tradizionale processione “di lu piecuriedhu” viene dallo stesso abolita perché ritenuto di matrice pagana l’atto di adorazione di un animale. In realtà, i fedeli col rito processionale dell’agnello ligneo, non partecipavano affatto ad un rito paganeggiante, tutt’altro, dato che l’Agnello di Dio non è altro che la rappresentazione più prossima a Gesù nonché il principale riconoscimento iconografico del Battista che predisse l’arrivo del Messia.Secondo i fedeli, l’abolizione della processione “di lu piecuriedhu” da parte del priore pro-tempore, deriverebbe da un fattore prettamente sociale. Il priore Cordiano, proveniente da una delle famiglie più abbienti della cittadina, si sarebbe rifiutato di portare in processione l’effige sacra, provando vergogna a partecipare all’atto caritatevole dei fedeli.
Se la seconda ipotesi abbia una matrice di verità non lo sapremo mai… ma, in fondo, come si dice, “Vox populi vox Dei!”.

Foto di Bruno Tripodi, pubblicazione Assumpta est

 

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ospedale serraSono giunte direttamente all’attenzione del nuovo direttore generale dell’Asp, Florindo Antoniozzi, le richieste dei pazienti in cura presso i reparti Dialisi di Serra San Bruno e Soriano. I due centri, da tempo, sono divenuti oggetto di una concitata discussione per via del totale degrado a cui gli stessi locali sono abbandonati. Gli utenti dei due punti dialisi – nefropatici, trapiantati e dializzati -, infatti, da anni chiedono all’Azienda sanitaria provinciale maggiore attenzione sulle strutture, in modo da poter ricevere, legittimamente, migliori cure erogate in locali più confortanti.

A riguardo è arrivato quindi l’impegno del neo manager Antoniozzi, alla guida dell’Asp Vibonese da poche settimane, in successione al Commissario straordinario Maria Pompea Bernardi. L’accordo è stato suggellato durante il faccia a faccia tenuto martedì scorso, tra lo stesso Direttore generale ed il segretario regionale dell’Aned, Pasquale Scarmozzino, durante il quale il manager sanitario si è ufficialmente impegnato a visionare il progetto di ammodernamento dei due centri dialisi di Serra e Soriano e a reperire – di conseguenza – i fondi necessari per la copertura degli interventi, in modo da poter offrire quindi condizioni strutturali adeguate, ma anche un maggior numero di posti letto, a disposizione dei reparti e avviare politiche sanitarie di prevenzione delle insufficienze renali.

È stato proprio Scarmozzino, quindi, a soffermarsi sulla condizione strutturale dei due punti dialisi dichiarando: «La dialisi di Serra è una priorità improcrastinabile. Non si possono e non si devono lasciare malati terminali in ambienti con infiltrazioni d’acqua piovana e spifferi dalle finestre. Non possono attendere la terapia salvavita dall’astanteria del Pronto soccorso e non possono rimanere quattro ore al giorno senza neanche un televisore». Disagi anche al centro di Soriano dove «in questo caso – conclude Scarmozzino – chiediamo rispetto e attenzione a partire dai parcheggi riservati alle autovetture dei dializzati».

 

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carabinieri 124Quella del gasolio, a Simbario, non è certo l’ultima frontiera del furto. Non è infatti la prima volta , che ignoti - armati di “pompa elettrica” artigianale - tentano di vampirizzare il “prezioso liquido” aspirandolo direttamente dai serbatoi degli automezzi comunali o dai depositi delle infrastrutture pubbliche.

Già l’anno scorso analogo furto era stato infatti operato a danno delle cisterne di approvvigionamento dell’impianto di riscaldamento della scuola elementare e dell’automezzo della nettezza urbana di proprietà comunale. E proprio sullo stesso, durante la scorsa notte, si sono ancora una volta concentrate le attenzioni della “banda del gasolio” di Simbario. Il mezzo - parcheggiato come sempre durante le ore notturne, nei pressi del Calvario, in via Ceraso - poco prima delle 22.00 è stato nuovamente preso di mira da ignoti che, armati di tubo in gomma e pompa elettrica, hanno tentato di asportarne più carburante possibile. Operazione questa volta rimasta incompleta, visto che i ladri sono stati sorpresi e costretti alla fuga a bordo di un’autovettura, allarmati dalla presenza di un passante, lo stesso che tempestivamente non ha mancato di segnalare il fatto agli uomini della stazione dei Carabinieri di Serra San Bruno. Le forze dell’ordine, una volta giunti sul posto, proprio all’altezza del bocchettone del serbatoio del mezzo, hanno rinvenuto gli utensili - di fattura artigianale - utilizzati dai ladri per portare a compimento il furto.

Come detto non è la prima volta che a Simbario si verificano furti di carburante a danno di mezzi o edifici di proprietà comunale, ma a questi vanno sommati - oltreché gli atti intimidatori più volte inscenati all’indirizzo del sindaco Francesco Andreacchi (ultimo la testa di capra mozzata di domenica scorsa) e del vicesindaco Caterina Bertucci – anche altri atti vandalici come il furto di due batterie a danno dello stesso automezzo per la raccolta dei rifiuti solidi urbani o come, peggio ancora, l’incendio colposo che tempo fa aveva devastato un autocarro con cestello, custodito all’interno dell’autorimessa comunale.

 

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mini Carabinieri-sorianelloPotrebbe essere un avvertimento quello che si è consumato stanotte, intorno all' una e mezza, a Soriano Calabro, centro dell'Alto Mesima, teatro negli ultimi anni di vari fatti criminosi. Ignoti, infatti, hanno dato alle fiamme il portone di casa di F.A.B., 63enne pregiudicato del luogo. Ancora incerte le cause dell'accaduto anche se potrebbe prendere corpo l'ipotesi di un avvertimento nell'ambito della criminalità organizzata locale. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri, che si trovava sul luogo dell'accaduto durante un normale giro di perlustrazione. Sono stati proprio gli uomini diretti dal maresciallo Barbaro Sciacca a spegnere le fiamme, mediante gli estintori che hanno in dotazione.

 

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perdita dacquaÈ da diversi giorni oramai che gli abitanti di Serra San Bruno lamentano un’ingente perdita alla rete idrica comunale proprio sul centralissimo Corso Umberto I. Nonostante il danno evidente sia sotto gli occhi di tutti, ancora non sono stati adottati i giusti provvedimenti per riparare il guasto. La perdita, oltre a rappresentare un incessante spreco d'acqua pubblica, potrebbe rivelarsi altamente pericolosa soprattutto durante le ore notturne, quando le temperature si abbassano sotto lo zero. L'acqua che fluisce sui graniti del manto stradale, ghiacciandosi, potrebbe infatti rivelarsi un'insidia per autovetture e pedoni.

Il ritardo da parte del Comune nel provvedere alla riparazione della perdita ha dell'assurdo, dato che il guasto - registratosi proprio sulla strada più frequentata del paese - è stato notato da tutti i cittadini. Chissà se anche qualche amministratore locale, in questi ultimi giorni, abbia finito per metterci piede, bagnandosi magari le "lucide scarpe" durante una passeggiata politico-convenzionale "a testa alta".

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Giovedì, 05 Dicembre 2013 13:42

Simbario, 40enne arrestato per droga

 

mini Carabinieri-sorianelloSIMBARIO - Durante una normale perquisizione presso l'abitazione di un quarantenne situata nel piccolo centro delle Serre vibonesi, i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, diretti dal maresciallo Giuseppe Grillo, hanno rinvenuto 40 grammi di marijuana allo stato puro. Inevitabili le manette nei confronti di C.B., classe '73, arrestato con l'accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante la perquisizione, in particolare, i militari hanno dapprima rinvenuto un bilancino di precisione e, dopo aver esteso l'attività nel cortile, i carabinieri si sono resi conto della presenza di un contenitore di vetro, ben occultato, con dentro una busta di plastica contenente appunto la marijuana. Nei confronti di C.B. sono stati dunque disposti gli arresti domiciliari, in attesa del giudizio per direttissima.

Nella mattinata odierna si è tenuta a Vibo l'udienza di convalida. Il giudice Ricci, però, ha deciso di revocare la misura degli arresti domiciliari nei confronti del quarantenne, difeso dagli avvocati Giuseppe Mercurio e Raffaele Barbara.

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mini casa_sanaLa casa è un po’ come la nostra terza pelle. Infatti, dopo l'epidermide ed i vestiti, sono proprio le strutture domestiche a fungere da tramite tra noi ed il mondo che ci circonda. Anche per questo è importante ripensare il ruolo dell’abitazione in cui trascorriamo la maggior parte delle ore della nostra vita, immaginandola non più come una scatola asettica o un contenitore impenetrabile che isola chi la vive dall’ambiente esterno, ma piuttosto come un luogo - allo stesso tempo - protettivo ed aperto. Pronto ad accogliere ed assorbire le positività energetiche offerte dalla natura: il sole, l’umidità atmosferica, il vento e tutte le risorse ambientali preziose che l’uomo potrebbe sfruttare al meglio per fare della propria casa un luogo altamente confortevole, nel pieno rispetto delle più disparate necessità abitative e delle proprie disponibilità economiche, ed in cui i costi di gestione e manutenzione siano ridotti al minimo.
 
Se ne discuterà dalle 17, sabato prossimo a Serra San Bruno, dove l’Ing. Biagio Rachiele, il dottor F. Rocca (Gruppo CasaSana) ed il progettista Ing. M. F. Russo – durante il primo convegno “Obiettivo CasaSana: confort chiavi in mano” - avranno la possibilità di illustrare - in un incontro aperto agli addetti ai lavori, agli operatori del comparto edile e a tutta la cittadinanza - i vantaggi del possedere una casa eseguita secondo tutti i crismi sanciti dalla bioarchitettura e dalla bioedilizia d’avanguardia. Un appuntamento unico quindi, sul territorio delle Serre calabre, per acquisire tutte le informazioni utili a conoscere meglio i segreti di queste nuove soluzioni abitative sempre più diffuse nel mondo della costruzione di case private, edifici commerciali ed industriali. 
 
Durante lo stesso evento, tutti i partecipanti avranno la possibilità di ottenere un preventivo ed un audit energetico “intelligente” completamente gratuito.
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mini IMG872SERRA SAN BRUNO - Una bella giornata tra la natura, alberi, tavolini e barbecue che fanno da contorno ad un pic-nic tra amici o parenti. Vista così appare tutto perfetto, ma nel momento in cui si va a scrutare l'area circostante, ecco la sorpresa: una discarica a cielo aperto che appare ai nostri occhi quasi come un lago composto non di acqua limpida ma bensì di eternit, bombole di gas e immondizia di vario genere che vanno ad inquinare  e depauperare la località “Rosarella”, famosa nella zona come luogo per passare ore spensierate durante una classica “scampagnata”. E' proprio durante questa ultima che è avvenuta la macabra scoperta di un posto apparentemente tutto lindo e consone a madre natura ma guardando più in là purtroppo ecco il pugno nell'occhio. Una delle diverse aree lasciate a se stesse e che con una maggiore attenzione avrebbe potuto riportarla allo splendore di un tempo, ma a quanto pare ancora molto trascurata e  per tal motivo ha fatto storcere il naso non solo alle persone del luogo ma anche ai numerosi turisti . Ci si domanda quindi come mai non si è pensato di ripulire tale area visto che proprio pochi mesi prima è stata sottoposta ad un'opera di ristrutturazione. Un vero peccato ed un'altra macchia di cattiva gestione riguardante l'amministrazione comunale già alle prese con una raccolta differenziata carente sotto ogni aspetto.
 
(articolo pubblicato su 'L'Ora della Calabria')
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mini prociv2SERRA SAN BRUNO - «Non è stato un gesto che ci ha prodotto danni economici particolarmente rilevanti, ma sicuramente siamo amareggiati per quanto accaduto». Ha esordito così il coordinatore del gruppo comunale della Protezione civile, Antonio Carnovale, nel corso della conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio di ieri presso la sala giunta del Comune e durante la quale sono stati evidenziati alcuni aspetti relativi al furto che, nei giorni scorsi, ha interessato la sede locale della Prociv. Furto che, secondo lo stesso Carnovale, ha «penalizzato l’intera comunità serrese. Avevamo intenzione di acquistare un defibrillatore automatico, ma non lo possiamo fare, considerato che dovremo quanto prima dotarci di nuove apparecchiature radiofoniche. Il danno economico ammonta a circa trecento euro. Si tratta di strumenti di particolare rilevanza - ha aggiunto il coordinatore della Protezione civile - che vengono utilizzati soprattutto durante le emergenze. Abbiamo provveduto a formalizzare la denuncia alle forze dell’ ordine che ringraziamo per quanto fatto finora, nei confronti delle quali nutriamo profonda stima e fiducia, consapevoli che prima e poi verranno individuati i responsabili». Nei giorni scorsi, in particolare, ignoti hanno fatto irruzione presso la sede locale del gruppo Protezione civile, situato nel centralissimo corso Umberto I. I malviventi hanno rotto i vetri della finestra dello stabile, per poi fare irruzione all’interno, portando via le apparecchiature radiofoniche, utilizzate per affrontare le emergenze. «È un fatto che ci colpisce tanto dal punto di vista morale - precisa Carnovale - ma non saranno sicuramente gesti del genere a fermare la nostra attività. Non ci saremmo mai immaginati che la malvagità umana arrivasse a tanto. Vorremmo, però, porgere un sentito ringraziamento a quanti ci sono stati vicini ed a tutti coloro i quali hanno espresso solidarietà e vicinanza nei nostri confronti». Il gruppo comunale della Protezione civile, che conta all’incirca venti volontari e che opera sul territorio dall’ agosto del 2011, ha ottenuto di recente l’iscrizione all’ albo regionale delle associazioni di Prociv. Questo, ovviamente, consentirà al gruppo di operare su tutto il territorio comunale assieme alla colonna mobile di soccorso regionale. È stata, inoltre, attivata una linea mobile che può essere raggiunta dai cittadini per ogni tipologia di segnalazione, che rientra ovviamente nelle competenze della Protezione civile: 389 - 0506177.

 

(articolo pubblicato su 'Il Quotidiano della Calabria')

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