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Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
Il prossimo giovedì 16 gennaio prenderà il via l’azione legale intrapresa dal parroco della ‘Parrocchia di San Martino Vescovo’ di Soriano, don Pino Sergio, contro i nipoti del suo predecessore, don Francesco Bevilacqua. Oggetto del conteso la Casa di riposo sita nello stesso centro delle Serre. Fu proprio l’attuale parroco Pino Sergio a sollevare la questione nel giugno scorso, il quale «nell’interesse dei fedeli», per curare la causa, si è di recente affidato all’avvocato Maria Rosaria Nesci, decidendo di agire legalmente contro gli “illegittimi” ereditieri della struttura.
Un vero esempio di Calabria vincente, capace di inventare ed esportare in tutto il resto del mondo un prodotto considerato da tanti la scoperta del decennio. Succede a Simbario, dove la Personal Factory, grazie ai fratelli Francesco e Luigi Tassone, ha ormai conquistato la ribalta internazionale. “Formule in rete e robot visionario: il business che tagli i costi in edilizia” ha titolato l’edizione odierna de La Repubblica.it, dando ampio lustro a quell’innovazione di frontiera che, partendo dal piccolo borgo dell’entroterra vibonese, ha destato l’interesse dei produttori internazionali, fino alla Cina. Una piccola macchina, “tascabile”, capace di produrre in loco centinaia di malte diverse abolendo del tutto la logistica.
Il Musagete, Istituto culturale della Calabria con sede a Francavilla Marittima, in provincia di Cosenza, opera da ormai 27 anni su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione ed interesse per la cultura letteraria contemporanea, per la poesia e le manifestazioni artistiche in genere. Più di un quarto di secolo, quindi, in cui l’Istituto ha inanellato centinaia di eventi, reading e premi letterari di caratura nazionale. In particolar modo, l’ultimo dei concorsi banditi – il Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata 2013, giunto già alla terza edizione – ha visto trionfare una giovane autrice serrese: Luigia De Francesco.
BROGNATURO – Si è spento il 16 agosto di due anni fa, in un afoso martedì estivo, dopo oltre quarant’anni di sacerdozio. La morte lo ha sorpreso prematuramente fra le mura della sua abitazione sita nel centro storico di Serra San Bruno. Steso sul divano, con il cuore lacerato ma con l’immancabile espressione benevola e cordiale ancora stampata sul volto. Per legittimo tributo alla memoria del compianto parroco Don Francesco Timpano, guida spirituale dell’intera cittadinanza brognaturese e non solo, la comunità locale ha voluto organizzare un memorial in onore del compianto prete, proprio nella data della seconda ricorrenza della sua dipartita.
Il capitolo finale, forse, lo scriverà il Parlamento, che sarà chiamato a discutere il disegno di legge costituzionale approvato dal governo Letta pochi giorni fa. Il grosso della trama, però, è ancora tutto da sviluppare, e un contributo corposo in questo senso potrebbe venire fuori anche dalle aule giudiziarie. A ogni modo la storia ventennale della Provincia di Vibo Valentia – che è tra quelle che l'esecutivo delle larghe intese vorrebbe tagliare – è densa di avvenimenti, non tutti proprio esaltanti, che hanno determinato, in buona parte, una sorte per cui l'eventuale soppressione potrebbe risultare come una sorta di eutanasia istituzionale, una morte indotta che però ha ben poco di dolce.
Riceviamo e pubblichiamo: Carissimi, non avrei mai voluto rivolgermi a voi con una lettera aperta , ma le circostanze mi impongono di farlo. Mi sento obbligato , dopo gli ultimi eventi che mi hanno lasciato l’amaro in bocca, d’informarvi della situazione della “ Casa di riposo”, che voi tutti legittimamente sapete essere vostra in quanto parrocchiani e in quanto donatori e benefattori per la realizzazione della stessa. Dieci anni orsono, quando ho accettato di essere parroco di Soriano Calabro, mi sono impegnato con il Vescovo dandogli la mia parola, di non ricorrere ad azioni che avrebbero in qualche modo turbato la comunità
Crostone integrale con cipolla di Tropea, tonno “alletterato” e olive e poi tortino di pasta corta con alacce, mollica di pane e mandorle. È questo l’esordio della cena che venerdì prossimo 28 giugno al ristorante di Eataly del Lingotto di Torino vedrà ai fornelli il giovane chef Bruno De Francesco del ristorante Zenzero di Serra San Bruno (Vibo Valentia). L’evento, intitolato “Grande cena dell’orgoglio contadino”, avrà come protagonista assoluta l’enogastronomia calabrese. Se ai fornelli dell’iper-boutique del gusto creata da Oscar Farinetti ci sarà Bruno De Francesco, ad affiancarlo un altro calabrese verace: l’ideatore della serata, Silvio Greco, uno dei massimi esperti di agroalimentare, docente di produzioni animali presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) nonché biologo marino, responsabile Ambiente di Slow Food Italia. Orgoglio contadino, dunque, ma anche orgoglio calabrese. Il menu della cena prevede, infatti, per secondo, salsicce di suino nero calabrese e patate al forno con verdure grigliate e insalata verde e poi, in finale, pere “Madernasse life” con cioccolato fondente. In abbinamento ai piatti della serata, inoltre, i vini delle cantine di Casa Comerci di Limbadi (Vibo Valentia), Granàtu e Libìci, due rossi, entrambi a base del vitigno autoctono magliocco canino.
Con l’evento del 28 giugno Eataly festeggia i saperi e i sapori del profondo Sud, dell’agricoltura e del mare calabrese. Una “filosofia” sposata con convinzione dallo chef Bruno De Francesco, autentica rivelazione di passione gastronomica ma, al tempo stesso, di rigorosa ricerca che si esprime in semplicità e immediata nitidezza di sapori. «Mi piace – spiega Bruno – passare dal mercato del giovedì all’orticello di famiglia, dal pescivendolo di fiducia al bosco serrese».
Fabrizia ha ricevuto una nuova triste notizia, la violenta morte del giovane Francesco Daniele, ucciso, a quanto pare, per una manciata di stupidi euro. Anche se questa manciata di euro avessero rappresentato una questione vitale, nascente da un’estrema povertà, un crimine che fa fuori la vita di una persona non merita umana assoluzione. Si tratta di un perverso ed imperdonabile crollo nella più cupa barbarie, secondo un copione di sopraffazione fisica dell’uomo contro il proprio simile, effetto evidente della caduta morale e civile. Stiamo verificando, attraverso la frequente cronaca ridondante di notizie di atti estremi e disperati, dietro i quali molto si nasconde un grave disadattamento, tanto da indurre a sostenere la tesi attestante che “la delinquenza è primariamente una malattia sociale”.
Cosche che si consorziano, mettendo da parte vecchi e nuovi rancori in nome del bene comune. Un bene comune da milioni di euro, che spazia dal business dei parchi eolici, al traffico di stupefacenti, passando per il controllo degli appalti e il racket delle estorsioni. E’ per questo che i Vrenna-Bonaventura-Ciampà di Crotone, hanno deciso di allearsi con i Megna di Papanice. Un sistema sul quale la Dda di Catanzaro aveva messo gli occhi da tre anni. L’operazione, denominata 'Old family', è scattata stamani. 35 i soggetti finiti in manette, 250 gli agenti di polizia impegnati nell’esecuzione dei fermi. Nel provvedimento disposto dal procuratore aggiunto Giuseppe Bombardieri e dal sostituto Pierpaolo Bruni, vengono contestati i reati di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni Il Vizzarro.it - quotidiano online
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