Le abbondanti piogge registratesi a metà della scorsa settimana sulla quasi totalità del territorio vibonese, soprattutto a ridosso della fascia montana, hanno causato ingenti disagi, rappresentati in particolare da frane su una rete viaria già abbastanza precaria. E proprio un movimento franoso, con il contestuale cedimento della carreggiata, aveva interessato nella giornata di giovedì 24 marzo la strada provinciale 60 che conduce da Pizzoni a Soriano Calabro.

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Sono stati attimi di paura nel corso della notte tra venerdì e sabato scorso, a Pizzoni, in località “Santa Barbara”, dove un’autovettura si è capovolta su se stessa a seguito dell’impatto con un cinghiale.

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I carabinieri della Stazione di Soriano Calabro, diretti dal maresciallo Barbaro Sciacca, e coordinati dal tenente della Compagnia di Serra San Bruno, Mattia Ivano Losciale, hanno tratto in arresto 4 persone, con l'accusa di furto aggravato di 6 quintali di olive: si tratta di F.E., di 38 anni; N.R., di 33 anni; P.R. di 30 anni ed F.P., di 54, tutte residenti a Pizzoni. 

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mini martinocerSORIANO CALABRO - “Spero tanto che questa storia possa avere al più presto possibile un epilogo, che sia fatta piena luce sull'omicidio di mio figlio ma, soprattutto, che siano individuati i responsabili”. A dirlo ai microfoni di "A Sangue freddo" - programma condotto da Nadia Donato e Loredana Colloca sull'emittente tv LaC - è Martino Ceravolo, papà di Filippo, il giovane ucciso per errore nell'ottobre di due anni fa sulla strada che collega Pizzoni a Soriano Calabro. “Mi rivolgo ancora una volta al ministro dell'Interno, Angelino Alfano, affinchè si faccia carico di questo caso, altrimenti è chiaro che se non ci dovessero essere risposte nel più breve tempo possibile, allora farò una protesta personalmente a Roma. Non vorrei vedere – ha aggiunto Martino – altri ragazzi di 19 anni in una bara bianca così come successo a mio figlio”.

Il fatto, come si ricorderà, risale al 25 ottobre 2012. Era di giovedì. Quella sera Filippo aveva deciso di recarsi a Pizzoni per trovare la ragazza. Non ci sarebbe rimasto, poi, molto, perchè il giorno seguente il giovane di Soriano avrebbe dovuto alzarsi presto al mattino per andare al lavoro con il padre in giro per i mercati della zona. Fatta una certa ora, Filippo ha deciso di rincasare e, nel farlo, ha chiesto un passaggio a Domenico Tassone. Tanti sono state fino ad ora i giovani morti ammazzati. Filippo, però, a differenza di molti altri, era un innocente. Un ragazzo che non ha mai avuto problemi con la giustizia ma che, alla fine, ha pagato con il prezzo più caro la scelta di salire in macchina con la persona sbagliata. Obiettivo dei sicari, infatti, era proprio Tassone ma, per una pura fatalità, uno sbaglio, gli assassini hanno colpito, uccidendo Filippo, molto qualche ora dopo all'ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia.

A distanza di oltre due anni, dunque, la famiglia Ceravolo attende di avere giustizia. Attende di conoscere chi, quella sera, ha avuto il coraggio di sparare senza accorgersi che in quella macchina c'era anche Filippo. Pretende che sul caso sia fatta piena luce. E lo Stato ha il dovere di dare giustizia, perchè un omicidio come quello di Filippo, a distanza di due anni, non può rimanere impunito.

 

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mini radunozampognariLa neonata associazione “Peter Pan”, fondata da 11 ragazzi residenti nella cittadina di Pizzoni, si è fatta promotrice del “Raduno degli zampognari”, evento per il quale – come comunicato dagli attivisti – attualmente hanno dato l’adesione 46 zampognari provenienti da tutta la Calabria. Il raduno si terrà sabato 1 novembre, quando, i veri detentori della musica tradizionale calabrese si incontreranno nella Villa del paese per conoscersi e confrontarsi sui metodi di costruzione del famoso strumento popolare e sulle suonate che variano in base alla provenienza di ognuno. Partendo dalla Villa, i suonatori si esibiranno di seguito per le vie del paese.

Questo singolare raduno – in passato tenutosi anche nella cittadina di Serra San Bruno e curato dall’associazione “Il Brigante” – coinvolgerà suonatori provenienti dalla provincia di Vibo fino a quelli provenienti dalla provincia di Reggio. Per fare qualche esempio, i partecipanti potranno assistere alle suonate dei fratelli Tassone di Serra e a quelle dei fratelli Battaglia di Cardeto.

«Sarà il primo raduno di zampognari in assoluto a Pizzoni – hanno detto i membri dell’associazione “Peter Pan” – che si terrà in contemporanea con la “Sagra dell'autunno”, all’interno della quale sarà possibile gustare le nostre caldarroste. Abbiamo organizzato questo evento – hanno detto infine – per recuperare e promuovere antiche tradizioni e i prodotti tipici del territorio». L'associazione “Peter Pan”, presieduta da Simone Sette, è nata con l’intento di essere un punto di riferimento culturale per il territorio. Gli stessi attivisti, si faranno promotori in futuro di nuove manifestazioni di carattere culturale e sportivo.

 

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Operai anasLa Strada Provinciale 65, che lungo la Valle Mesima conduce dall’Abitato di Filogaso fino allo svincolo autostradale “Serre”, rimarrà in parte chiusa al traffico fino all’1 dicembre 2015. La chiusura riguarderò esclusivamente il tratto compreso tra il chilometro 2,840 e il chilometro 3,770. Il provvedimento - secondo quando comunicato nella giornata di ieri dall’Azienda Nazionale Autonoma delle Strade – si rende necessario nell’ambito di lavori di realizzazione della Trasversale delle Serre – adiacente alla Provinciale 65 – per permettere lo scavo e la posa in opera di tombini idraulici e la realizzione della nuova sezione stradale adeguata alla normativa vigente in materia.

L’Anas ha, inoltre, diffuso le informazioni utili alla gestione del traffico veicolare che avrebbe altrimenti riguardato il tratto di strada interessato dall’interruzione. I veicoli provenienti da Vazzano ed in transito verso Sant’Onofrio, potranno imboccare la Strada Provinciale 67, poi le Provinciali 66,64 e 4. Percorso inverso per i veicoli provenienti da Sant’Onofrio e diretti a Vazzano. Il traffico proveniente invece da Vazzano verso Filogaso scorrerà lungo la Strada Comunale “Cardinillo”, le Provinciali 65 e 4. Percorso inverso per il veicoli provenienti da Filogaso diretti a Vazzano. Per chi invece da Vazzano è diretto a Pizzoni dovrà percorrere la Provinciale 67 fino all’innesto con la 66, dove dovrà svoltare a sinistra proseguendo ancora sulla 67. Percorso inverso per i veicoli che da Pizzoni sono diretti verso Vazzano.

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carabinieriAttraverso un subdolo escamotage una sedicente dottoressa avrebbe sottratto a Pizzoni, piccolo centro del Vibonese, ben 600 euro in contanti ad un'anziana del luogo. Quest’ultima, 75enne, sarebbe stata tratta in inganno, dunque, da una sconosciuta che spacciandosi per dottoressa sarebbe riuscita ad entrare nella sua abitazione e a derubare la pensionata.

Una volta varcata la porta dell’appartamento, infatti, la falsa professionista avrebbe distratto l’anziana, impossessandosi del denaro per poi dileguarsi fra le vie del centro cittadino e facendo perdere, nel giro di pochi istanti, le proprie tracce.

Per fare luce sul caso sono già partite le indagini condotte dagli uomini della Stazione dei carabinieri di Vazzano.

 

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mini martinoceravoloSORIANO CALABRO – Sono passati quasi due anni dal quel tragico 25 ottobre 2012, quando ignoti – sulla strada che collega Pizzoni a Soriano – spararono all'impazzata su un'auto, all'interno della quale viaggiava anche Filippo Ceravolo, che aveva deciso di recarsi a Pizzoni per trovare la ragazza. L'obiettivo dei sicari, però, non era il 19enne ma chi viaggiava assieme a lui, ovverosia il 27enne Domenico Tassone. Una scelta fatale, dunque, quella di Filippo che, nel fare ritorno a casa, ha chiesto un passaggio alla persona sbagliata. Il vero obiettivo dell'agguato era, appunto, Tassone ma il destino ha voluto che a cadere sotto i colpi dei sicari fosse proprio Filippo Ceravolo.

A due anni di distanza il padre Martino chiede ancora una volta che sia fatta giustizia, ma le risposte da parte degli organi preposti stentano ad arrivare. “Mio figlio non era un delinquente – ha detto Martino Ceravolo -. Non ha mai avuto problemi con la giustizia, mai una denuncia. Proviene da una famiglia che ha sempre lavorato onestamente per guadagnarsi da vivere. Filippo deve essere riconosciuto vittima di mafia perchè lo è, visto che la sua vita è stata stroncata innocentemente. Ma cosa deve fare ancora una famiglia per avere giustizia? Non abbiamo risposte per quanto riguarda gli assassini. Non sappiamo chi ha sparato. Chiedo soltanto se sia giusto tutto quello che stiamo subendo”.

Visto lo stato di “inerzia”, dunque, per la giornata di domani Martino Ceravolo ha organizzato una protesta simbolica, che si terrà alle 8 e 30 davanti alla Prefettura di Vibo Valentia: “Chiedo a tutta la gente onesta di starci vicino in questa battaglia”, è l'accorato appello del padre di Filippo.

 

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mini ccUn uomo di 32 anni, Stefano Emanuele, pastore, noto alle forze dell’ordine, già sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è stato arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, della stazione di Vazzano e dello Squadrone Cacciatori, che hanno svolto una serie di controlli nei territori rurali delle Serre e, in particolare, di Pizzoni. L’uomo è considerato vicino ad elementi della 'ndrangheta locale. I militari hanno rinvenuto una doppietta calibro 12 con matricola abrasa completa di munizionamento (cartucce a palla unica ed a pallettoni) nell’ovile del pastore, a Pizzoni. L’arma era stata abilmente occultata sotto una mangiatoia e, ad un primo esame, è apparsa perfettamente efficiente.

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mini gdfSono stati resi noti i nomi dei 10 indagati, tutti residenti fra le province di Vibo Valentia e Catanzaro, appartenenti ad una consorteria criminale con sede operativa proprio nel Vibonese, accusati a vario titolo di aver “ripulito” autovetture di gamma elevata e di consistente valore commerciale. Le 9 auto sequestrate dalla Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento della Polizia Stradale di Catanzaro, unitamente a quella di Vibo Valentia, risultate tutte rubate, venivano corredate di targhe e documenti di circolazione clonati ed in seguito ricollocate sul mercato a prezzi “d’occasione”. Una fitta rete di contatti, quindi, ben diffusa sul territorio e a stretto contatto con i potenziali acquirenti che in breve tempo avrebbe promosso un giro d’affari di ben 800mila euro.

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