mini manifestazione1Sono scesi in piazza contro quella che loro stessi definiscono una “situazione intollerabile” gli studenti delle scuole superiori di Serra San Bruno. Nella mattinata di oggi, infatti, un centinaio di ragazzi dell' Istituto tecnico commerciale, l'Istituto per Geometri e quello dell'Alberghiero, hanno organizzato una manifestazione durante la quale gli studenti hanno espresso tutto il proprio disappunto contro i “tagli che la Regione Calabria e la Provincia di Vibo” avrebbero attuato nei confronti della scuola. Il corteo – al quale non hanno aderito gli studenti del Liceo Scientifico - è partito intorno alle 8.30 dall'istituto “Einaudi” per poi dirigersi in piazza Municipio dove il rappresentante d'istituto e organizzatore della manifestazione, Emanuele Gallè, ha fatto il suo breve intervento: “Siamo nell'abbandono più totale. Le istituzioni, ormai, non si preoccupano più dei nostri istituti e fanno finta di nulla. Siamo stati in silenzio per molto tempo, ma adesso è giunto il momento di dire basta”.

Gallè, poi, si è concentrato nello specifico sulle problematiche che riguarderebbero i singoli stabili: “Abbiamo un istituto alberghiero non degno di ospitare esseri umani, che si presenta addirittura con aule prive di porte e finestre. E' da, ormai, parecchio tempo che abbiamo rinunciato a svolgere qualunque forma di attività fisica (nostro grande diritto) e ogni qualvolta che ne facciamo richiesta ci viene data sempre la solita risposta, ossia che la colpa è sempre degli altri, vale a dire Comune, Provincia e Regione. Noi studenti che viviamo in un piccolo comune come quello di Serra non abbiamo mai portato avanti una forma di protesta seria contro le istituzioni, gli unici colpevoli di questo abbandono. Cosa che invece avviene in tanti altri istituti Italiani”.

Questi i punti sui quali gli studenti hanno concentrato la protesta: tagli da parte della Regione e della Provincia nei confronti della scuola; la drammatica situazione in cui versa l'istituto Alberghiero; la totale assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici; il diritto a svolgere adeguatamente una degna attività fisica e le nuove riforme sulla scuola.

“Questa – ha concluso Gallè – sarò soltanto una prima di una lunga serie di manifestazioni che faremo nel caso in cui la situazione non dovesse cambiare. Il nostro vuole essere un messaggio chiaro alle istituzioni e, soprattutto, al preside dell'istituto, affinchè convochi quanto prima un tavolo, dove vengano fuori le proposte utili per porre fine a questa situazione”.

 

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cacciaOrmai ci siamo. Gli appassionati dell’arte venatoria dovranno attendere ancora poche ore prima di tornare ad imbracciare il fucile. La nuova stagione avrà infatti il via domani, domenica 7 settembre e la successiva domenica 14 settembre, con la pre-apertura per la tortora ed il colombaccio, esclusivamente con modalità di “appostamento” fisso, da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto.

Seguendo quando sancito dal calendario valido per la stagione 2014/2015, domenica 21 si proseguirà con la quaglia, la cornacchia grigia, la ghiandaia, la gazza, la folaga, l’alzavola, il mestolone, la canapiglia, il fischione, il germano reale, il codone, la marzaiola, il beccaccino, il moriglione, il frullino, la pavoncella, la gallinella d’acqua, il porciglione, la combattente, la lepre comune e la volpe. Mentre, gli amanti della battuta al cinghiale, dovranno pazientare fino a domenica 28 settembre, poi, mercoledì 1 ottobre avrà il via la caccia all’allodola, al colombaccio, al fagiano, al merlo. Domenica 5 sarà il turno della caccia alla cesena e al tordo, da mercoledì 15 ottobre, infine, la beccaccia.

Pare, inoltre, che il numero delle licenze richieste per l’imminente stagione venatoria sia in forte calo rispetto all’anno precedente. A tal proposito, la Federcaccia Calabria, attraverso un apposito calendario, ha informato i soci che il pagamento della tassa di concessione regionale dovrà avvenire a mezzo MAV da scaricare direttamente dal sito www.agroservizi.regione.calabria.it tenendo però presente che «per gli associati tale servizio è stato già assolto e risulta, pertanto, possibile ritirare il modello precompilato presso la Sezione Comunale o fiduciario di tesseramento di riferimento».

In merito alle eventuali trasgressioni, punibili con le sanzioni previste dalla normativa vigente in materia, la stessa Federcaccia Calabria, ha ricordato a tutti i cacciatori della nostra regione, che è vietata la caccia alle specie protette e particolarmente protette; a quelle, seppur cacciabili, non indicate nel calendario venatorio; nelle zone boscate percorse dal fuoco per i successivi 10 anni dalla data dell’incendio; in zone di bosco con terreno, almeno per due terzi, ricoperto da neve; è vietato ricorrere all’utilizzo di munizione spezzata di qualsiasi diametro e calibro per la caccia al cinghiale o cacciare con “appostamento” la beccaccia ed il beccacino.

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guardia di finanzaUn danno erariale per 8milioni e 200mila euro ravvisato in materia di indebita percezione di due distinti finanziamenti, comunitari e nazionali, tra loro incompatibili, erogati dalla Regione Calabria in favore della “Eurocoop”, società addetta alla raccolta dei rifiuti. Questo quanto emerso a seguito dell’operazione denominata “Bis in idem” e segnalato, questa mattina, all’attenzione della Procura regionale della Corte dei conti da parte della Guardia di finanza di Vibo Valentia.

Ventidue sarebbero i soggetti finiti nel mirino degli inquirenti, che avrebbero posto in essere un articolato sistema fraudolento. Tra questi Bruno Calvetta, all’epoca dei fatti direttore generale del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria; oltreché dirigenti e dipendenti del medesimo Dipartimento; Ottavio Gaetano Bruni e Francesco De Nisi, entrambi ex presidenti della Provincia di Vibo Valentia; tre funzionari in organico sempre alla Provincia di Vibo; l'ex sindaco di Vibo Valentia Francesco Mario Sammarco e i responsabili della società beneficiaria del finanziamento tra cui il presidente del Cda Silvio Claudio Martino.

Già nel maggio scorso l’inchiesta aveva condotto all'arresto di sei persone, mentre altre tre erano state poste ai domiciliari. In seguito, su ricorso delle difese degli indagati, questi ultimi provvedimenti coercitivi di custodia cautelare erano stati attenuati ed in parte annullati dal Tribunale del Riesame.

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incendi boschiviPer l’ennesima estate la Calabria si ritrova letteralmente devastata dall'emergenza incendi. La nostra regione, infatti, è quella dove si sarebbe registrato, fino ad ora, il numero maggiori di roghi.

Solo nella giornata di ieri, in tutta Italia, sono stati 49 gli incendi boschivi che hanno dato non poco filo da torcere ad uomini e mezzi del Corpo forestale dello Stato. Di questi, ben 19 si sono registrati proprio in Calabria. Altra regione gravemente colpita la Campania, con 14 incendi, seguita dalla Sicilia con 7 incendi e da Puglia e Basilicata a quota 4. Le province che hanno registrato il maggior numero di roghi sono state Cosenza con 10, Salerno con 5, Napoli e Potenza con 4 roghi.

Notevole l’impiego di mezzi e personale mobilitato dalla flotta aerea di Stato, oltreché quello messo a disposizione per le emergenze da parte del Corpo forestale, che è intervenuto con due elicotteri: un Erickson S64 proveniente dalla base dell'Aquila e un AB 412 partito da Falconara Marittima. Inoltre, solo nell'arco della giornata di ieri, il Corpo forestale è stato impegnato con 420 pattuglie operative antincendio e ha effettuato 172 controlli sul territorio.

In tutti i casi i roghi sono stati domati, ma l'accensione di piccoli focolai ha richiesto ancora oggi l'intervento aereo della Forestale, tanto che proprio in questo momento altri squadroni sono in servizio per domare nuovi roghi. Al numero di emergenza ambientale 1515 (gratuito e attivo tutti i giorni, 24 ore su 24, al quale si può segnalare la presenza di incendi) sono arrivate oltre una trentina di segnalazioni.

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aulaBrutte notizie per il plesso scolastico di Vallelonga. L’Istituto comprensivo, con sede nella cittadina delle Serre, era stato originariamente indicato tra le strutture che avrebbero dovuto giovare dei finanziamenti per la realizzazione di interventi di edilizia scolastica, nell’ambito del progetto “Scuole Sicure” varato dal governo Renzi. Il ministero della Pubblica Istruzione aveva, infatti, individuato di recente, solo in Calabria, ben 209 edifici scolastici a favore dei quali attuare interventi di ristrutturazione ed ammodernamento, ma a causa dei ritardi per la realizzazione degli stessi, la Regione – come comunicato oggi dall’assessore Mario Caligiuri – ha deciso di ritirare finanziamenti per oltre 5 milioni di euro destinati a 14 scuole.

A farne le spese, tra gli altri, anche l’Istituto comprensivo afferente alla sede di Vallelonga, che dovrà rinunciare a ben 350mila euro di finanziamenti. Le altre scuole che hanno perso i finanziamenti – secondo quando comunicato da Caligiuri – sono gli Istituti Comprensivi “Valentini” di Dipignano (349.973 euro), Laino Borgo (349.841 euro), Diamante (349.973 euro), “Milani-De Matera” di Cosenza (349.885 euro), "III" di Rossano (349.973 euro), “Alcmeone” di Crotone (347.361 euro), “Catanoso-De Gasperi” di Reggio Calabria (349.867 euro), “S. Alessio Contestabile” di Taurianova (349.999 euro), oltreché quelli di San Giovanni in Fiore (349.903 euro), Davoli Marina (349.909 euro), Strongoli (342.654 euro), Motta San Giovanni (348.540 euro) e l’Istituto Superiore “Iti-Ipa-Ita” di Rossano (746.653 euro). 

«A quattordici istituti sono stati revocati i finanziamenti per i ritardi nella realizzazione degli interventi di edilizia scolastica per oltre 5milioni di euro - ha comunicato Caligiuri - più volte abbiamo sollecitato formalmente le scuole interessate che in gran parte hanno proceduto agli adempimenti necessari. In ogni caso, la Regione Calabria per non perdere i finanziamenti assegnati li ha subito utilmente investiti verso il potenziamento delle tecnologie in alte scuole calabresi, d’intesa con il ministero della Pubblica Istruzione».

Su 209 interventi finanziati, 188 sono in corso d’opera e dovranno essere ultimati massimo entro il 31 dicembre 2015. Altri 7 interventi accusano ritardi che possono ancora essere colmati, mentre per i 14 interventi già citati sono stati revocati fondi pari, come si diceva, a oltre 5 milioni di euro (il 5.7 per cento dell’investimento complessivo). Revoche consistenti, oltreché in Calabria, si sono registrate anche a danno di numerosi istituti della Sicilia e della Campania.

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fondazione campanella 3La sanità regionale affossa sempre più. Ora, come già era nell’aria da tempo, a chiudere battenti potrebbe essere il Popolo oncologico della Fondazione Campanella di Catanzaro, unico centro oncologico di eccellenza nell’intera regione. Il provvedimento, che porterà contestualmente anche al licenziamento irreversibile dei 180 dipendenti occupati nella struttura, è stato reso noto qualche ora fa dai vertici amministrativi e sanitari dello stesso Polo.

Il management della fondazione Campanella è stato, infatti, costretto ad avviare la procedura che porterà, a partire dal prossimo giovedì 17 luglio, alla soppressione di tutte le attività di ricovero ed ambulatoriali, svolte fino ad ora nella struttura di Germaneto. Secondo quanto comunicato dagli stessi dirigenti del Campanella, «non vi sono più le condizioni per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari».

La decisione è stata ufficializzata anche tramite una lettera indirizzata all’attenzione del Governo, dove testualmente viene indicato come il Centro oncologico – di proprietà della Regione Calabria e dell’Università Magna Græcia di Catanzaro – sia stato trasformato nel tempo «in una clinica privata e ridotto in una situazione economica disastrosa, costretto a chiedere in prestito farmaci alle altre strutture sanitarie per non interrompere le cure dei propri pazienti». 

Nella stessa missiva sottoscritta direttamente dal Direttore generale Mario Martina e dal Presidente Paolo Falzea, viene sottolineato, inoltre, come l’imminente soppressione riguardi il fallimento di un «progetto culturale» imprescindibile per la rete sanitaria ed universitaria calabrese e non solo. Un dramma che «sta facendo affondare la Fondazione in un mare di debiti costringendola a chiudere i battenti» con circa, al momento, 500 pazienti «che sono in cura presso il Centro costretti a trovare un'altra struttura». Tutto ciò, viene fatto notare, «mentre nella vicina Crotone sta avviando la sua attività un Centro oncologico veramente privato».

Già lo scorso 19 maggio tutti i soggetti istituzionali interessati alla questione erano stati informati della condizione a dir poco complicata in cui verteva il presidio. In seguito il consiglio regionale ed il presidente dalla giunta regionale facente funzioni, Antonella Stasi, avevano dichiarato l’intenzione di avviare tutte le procedure utili a perseguire una giusta risoluzione del problema, tanto che la paventata soppressione era stato prolungata proprio fino alla scadenza del 17 luglio prossimo. Ma, a soli sei giorni di distanza, come rimarcato dalla lettera presentata oggi, «non si sa se e quando saranno trasferite le risorse necessarie per poter acquistare farmaci, dispostivi medici e pagare gli stipendi ai dipendenti». «Per la gestione di tutte le attività – si aggiunge nella nota – da parte della Fondazione sono necessari circa 30 milioni all'anno; ne sono stati previsti solo 10 milioni. Solo per la gestione delle attività non oncologiche un'apposita commissione paritetica Università - Regione ha stabilito il costo in circa 26 milioni all'anno».

«Sarà sempre la Regione – continua la nota – nei prossimi anni a pagare comunque i debiti accumulati dopo aver distrutto una struttura ove sono presenti eccellenti competenze che non possono essere sminuite nella loro professionalità da miopie di vario genere. Quotidianamente siamo costretti a ricorrere allo scambio al prestito di farmaci con altri ospedali della Regione; le case farmaceutiche si rifiutano di fornire i farmaci e dispositivi medici che comunque devono essere pagati in anticipo dopo estenuanti trattative». Nel comunicato è evidenziato inoltre che «già dal 14 luglio non sarà possibile effettuare presso la Fondazione le Pet. Nei prossimi giorni si darà corso ad ulteriori iniziative giudiziarie nella speranza che sia ancora la volta la magistratura ad intervenire per ripristinare il diritto alla salute dei cittadini calabresi».

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mini carabinieri_124Il Carabinieri del Comando Politiche Agricole e Alimentari hanno scoperto una truffa ai danni dell'Unione Europea che, un imprenditore vibonese, avrebbe messo in atto su finanziamenti Psr nei settori olivicolo e seminativo concessi sulla conduzione di fondi agricoli nei comuni di Vibo Valentia, Maierato e San Gregorio d’Ippona. 

La frode riguarderebbe il periodo che va dal 2005 al 2012, e avrebbe consentito all'imprenditore di percepire indebitamente oltre 400mila euro di finanziamenti dell'UE, ottenuti illecitamente con attestazioni sulla titolarità e sull'estensione dei terreni risultate falsificate nella documentazione presentata all'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura per la Regione Calabria subentrata come "organismo pagatore".

L'imprenditore agricolo responsabile della truffa è stato, dunque, denunciato all'autorità giudiziaria ed è stato avviato il sequestro preventivo di beni disposto dalla Procura della Repubblica di Bologna su 264mila euro individuati sulla disponibilità di un conto corrente di una Banca di Bologna.

 

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guardia di finanzaLa Guardia di Finanza di Vibo, dalle prime luci dall'alba, sta portando avanti un'operazione volta a fare luce su una presunta truffa da 8 milioni di euro ai danni dell'Unione Europea, dello Stato e della Regione Calabria. Nell'inchiesta, condotta dalle Fiamme Gialle con la collaborazione della Questura di Vibo, sono coinvolti anche nomi eccellenti del panorama politico Vibonese.

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spadolaUn po’ per volontà politica, un po’ per passività di chi quei territori li abita, anche per il 2014 il tabellone degli eventi culturali promossi nei vari comuni delle Serre Calabre, pare non possa gioire di iniziative di rilievo. Di recente, infatti, nella sede della Fondazione Terina di Lamezia Terme, l’Assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, ha incontrato i soggetti promotori degli eventi culturali finanziati dalla Regione Calabria attraverso l’utilizzo di Fondi comunitari. Presenti alla riunione, dunque - tra istituzioni pubbliche e operatori vari - i referenti di ben 40 attività organizzate in tutto il territorio regionale nei vari periodi dell’anno.

Secondo i dati ufficiali forniti dallo stesso Assessorato alla Cultura, nel 2013 le iniziative sostenute dalla Regione, hanno coinvolto oltre un milione e duecentomila spettatori, di cui ben il 40% proveniente da province diverse rispetto a quelle dove si sono tenuti gli eventi. Iniziative capaci, quindi, di calamitare la curiosità di molti e di determinare così anche cospicui flussi di denaro: in termini finanziari, infatti, il ritorno economico stimato sul territorio - sempre secondo i dati forniti dall’Assessorato - è stato di circa 34milioni di euro, pari a quattro volte il costo totale degli eventi e a otto volte i finanziamenti destinati. Infatti, proprio per l’anno scorso, sono stati promossi ben 40 eventi, finanziati dalla Regione con 4 milioni di euro, tutti derivanti da Fondi europei.

Nel corso della riunione sono stati resi noti, dunque, i nomi delle iniziative che verranno finanziate nell’anno in corso. Una ripartizione delle risorse però iniqua, visto che solo uno di questi eventi sarà realizzato nella provincia di Vibo (Premio letterario Tropea) e addirittura nessuno nel territorio delle Serre Calabre.

Di seguito l’elenco degli eventi che la Regione Calabria ha individuato tramite bandi pubblici:

Roccella Jazz di Roccella Jonica;
Peperoncino Festival di Diamante
Premio letterario Tropea;
Armonie d’Arte Roccelletta di Borgia e Catanzaro;
Cinema di Calabria;
Festival della Magia di Crotone;
Lamezia Summertime;
Stagione concertistica Ama Calabria di Lamezia;
Primavera dei Teatri di Castrovillari;
Famiglie a Teatro del Centro Rat di Cosenza;
Le strade del paesaggio della Provincia di Cosenza;
I luoghi ritrovati della Fondazione Politeama di Catanzaro;
Festival Euromediterraneo di Altomonte;
Varia di Palmi;
Peperoncino Jazz Festival;
Carnevale Occitano;
Concorso Musicale Orfeo Stillo di Paola;
Moda Movie di Cosenza;
Fatti di Musica;
Le mostre annuali del Centro Capizzano di Rende;
Premio Letterario Parole nel Vento della Provincia di Catanzaro;
Baccanalia di Tiriolo;
Autunno Musicale della Brass Collection;
Kaulonia Tarantella Festival;
Premio Padula di Acri;
Festa delle Invasioni di Cosenza;
Paleariza dell’area grecanica;
Rassegna di Teatro dell’Associazione Novecento;
Note di Fuoco;
Festival delle Serre di Cerisano;
Festival Leoncavallo di Montalto Uffugo;
Workshop Lirico di Verbicaro;
Borgo incantato di Gerace;
Tarantella Power di Badolato;
Festival degli Scacchi della Riviera dei cedri;
Corigliano Fotografia;
Presepe vivente di Panettieri;
Ritorno al Sud della Compagnia Teatrale del Grillo di Soverato;
Premio letterario Caccuri;
Horcynus Festival;
Premio Mia Martini di Bagnara.

 

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mini trofeo_Copparegione_1_catAlla Serrese non riesce il tanto desiderato "triplete". La squadra di mister Amoroso, infatti, ieri è stata una delle compagini protagoniste della "Coppa Regione Prima Categoria", alla quale oltre alla Serrese - regina del girone "C" - hanno partecipato anche Juvenilia, Uria e Cittanovese, squadre vincitrici rispettivamente dei gironi A, B e D. Nonostante questo primo passo falso, la stagione della Serrese è stata più che positiva, culminata con la vittoria del campionato - e, di conseguenza, la matematica promozione - e con il successo nella finale della Coppa Calabria contro l'Uria 2000. 

E, guarda caso, è stata proprio l'Uria 2000 ad aggiudicarsi il trofeo, dopo una giornata nella quale non sono mancate le emozioni

Il primo incontro della giornata (della durata complessiva di quarantacinque minuti) ha visto di fronte proprio Serrese e Uria. Sfida, questa, terminata con il successo dei catanzaresi ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi a reti inviolate

La seconda partita, invece, è stata quella tra Juvenilia e Cittanovese, match in cui si sono registrati il maggior numero di gol segnati in tutto il torneo: l'incontro è terminato con il successo della Juvenilia per 3 a 1. Dopo il vantaggio iniziale dei reggini con Zerbi, la squadra dell'Alto Jonio riesce a rimontare lo svantaggio grazie alle marcature di Golia, Falcone e Jarar. 

Il terzo incontro, valevole per il terzo ed il quarto posto, ha visto invece la Serrese affrontare la formazione reggina della Cittanovese: anche qui, come nel primo caso, sono stati necessari i calci di rigore per decretare la squadra vincitrice e, alla fine, i tiri dagli undici metri hanno premiato la squadra di mister Amoroso. I quarantacinque minuti si erano chiusi sull'1 a 1, per via del gol iniziale di Zerbi per la Cittanovese e del pareggio dei biancoblu con il solito solito Crudo.

Nella finalissima si sono affrontate Uria 2000 e Juvenilia ed ai catanzaresi è bastato un gol di Canino per battere i cosentini e aggiudicarsi, dunque, la coppa della Regione. 

 

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