mini carabinieri_124SORIANO CALABRO - A distanza di quasi un anno, l'assassino di Lucia Ioppolo - 85enne soffocata nella propria abitazione a seguito di un tentativo di rapina finito male - ha adesso nome e cognome: si tratta di Erdei Romeo Bogdan, 23enne romeno, arrestato nel suo Paese dalla Polizia nazionale, tramite il Dipartimento centrale di Polizia criminale. L'uomo, vicino di casa dell'anziana, è stato incastrato grazie al Dna rinvenuto sotto le unghie della donna. 

Il fatto risale al 23 novembre scorso, quando Lucia Ioppolo è stata trovata morta nella sua casa Soriano. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, guidati dal capitano Stefano Esposito Vangone, ed il medico legale il quale ha ricondotto il decesso della donna a soffocamento. Gli inquirenti, poi, tramite anche la collaborazione di diverse persone, sono riusciti a risalire proprio al 23enne, rifugiatosi in Romania a seguito dell'omicidio. 

 


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tricaricoIl 18 luglio 1974, giusto 40 anni orsono, moriva a Roma Mons. Bruno Pelaia, Vescovo di Tricarico. È stato l’ultimo, in ordine cronologico, dei prelati figli di Serra San Bruno, feconda terra di spiritualità. I suoi predecessori, li ricordiamo, furono: Mons. Domenicantonio Peronaci (1682 – 1775) vescovo di Umbriatico; Mons. Domenico Giancotti, vescovo di Isola Capo Rizzuto; Mons. Giuseppe Barillari, Pastore di Cariati (1847-1902); coevo a questi fu Mons. Biagio Pisani (1850 - 1919), arcivescovo di Famagosta, Cesarea e Lepanto; l’arcivescovo di Rossano Calabro, Mons. Bruno Maria Tedeschi, morto a Salerno nel 1843.

Il nostro Mons. Bruno Pelaia nasceva, sulle sponde dell’Ancinale e all’ombra della millenaria Certosa, il 27 maggio 1903. Nasceva, come ci ricorda il compianto Sharo Gambino nel suo “Sull’Ancinale…” (Ed. Mit. 1982), «da umile famiglia nella quale c’era stato già un suo zio prete memorabile per bontà e semplicità, don Angelo Pelaia, morto per improvviso attacco cardiaco mentre sull’altare della chiesa dell’Addolorata, dove era padre spirituale, stava officiando il vespro».

Compiuti gli studi ginnasiali nel Seminario di Squillace, il seminarista Pelaia passò al Seminario Regionale di Catanzaro per gli studi liceali e teologici e conseguita la laurea in Sacra Teologia, è stato ordinato sacerdote il 29 luglio 1928 da Mons. Giovanni Fiorentini, arcivescovo di Squillace-Catanzaro e già vescovo di Tricarico. Nello stesso anno si portava a Roma per frequentare il corso triennale di specializzazione in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico e qui, nel 1931, conseguiva la licenza in Materie Bibliche.
Sempre nello stesso anno gli veniva affidata, dalla Sacra Congregazione dei Seminari ed Università degli Studi, la cattedra di Sacra Scrittura, Ebraico e Greco biblico, prima nel Seminario Regionale di Chieti, quindi in quello di Catanzaro e poi nel Pontificio Regionale di Reggio Calabria.
Di nuovo a Catanzaro, dal 1954, nel ricostruito Seminario Teologico, distrutto dai bombardamenti, e qui vi rimaneva per molti anni. In questo trentennio è stato apprezzato e chiarissimo maestro portando l’alto livello scientifico del Cardinale Agostino Bea e di Padre Alberto Vaccari, dei quali era stato fedele allievo. Tanti sono i suoi lavori editoriali lasciatici in eredità: Traduzione dai testi originali, ebraico ed aramaico, dei libri di Esdra e Neemia (Ed. Marietti, Torino 1957); La Rivelazione (Lezioni di Teologia per Laureati, Reggio C. 1947); la collaborazione per la sezione biblica alla Enciclopedia Ecclesiastica (Marietti - Vallardi 1941); alcune monografie su: Sant’Alberto Magno (Chieti 1932), L’abbandono di Gesù in Croce (Roma 1934), L’Eucarestia nel Vangelo (Teramo 1935), L’apostolato nel pensiero e nel cuore di S. Paolo (Roma 1936), Il Professor Francesco Scerbo, orientalista calabrese (Milano 1958), Eschatologia messianica Quarti Libri Esdrae (Roma 1931)

Così scriveva il Bollettino Diocesano di Tricarico nel 1960: «Singolarmente impegnativo è l’insegnamento dell’esegesi e delle altre materie bibliche, sicché prendono molte ore di studio ed obbligano ad un continuo aggiornamento. Ma il prof. Pelaia ha sempre voluto mettere a servizio della Chiesa, oltreché il suo intenso studio, anche il suo sacerdozio. Sacrificando perciò il tempo del suo riposo, ascoltava volentieri le confessioni ed impartiva la direzione spirituale ai seminaristi...assolveva con la precisione e la competenza, che lo distinguono, il delicato compito di confessore ordinario e straordinario delle comunità religiose affidategli dagli Ecc.mi Vescovi; si prestava ben volentieri nel ministero delle confessioni anche al popolo...L’A. C. ha trovato in Monsignor Pelaia il sacerdote assistente ed il maestro nei corsi regionali e diocesani, sia per la FUCI che per la G. F., per i Laureati ed i Maestri Cattolici, domandandovi bontà sacerdotale e chiarezza di dottrina. In questo succedersi di lavoro senza pausa, è doveroso ricordarlo, mai fu vinto da stanchezza o impazienza, ma l’affabilità ed il sorriso erano la veste e l’anima del suo apostolato....Ovunque Mons. Pelaia si distingueva per serenità e precisione, fedeltà e praticità».

Nel 1960, il 29 giugno festa di San Pietro, nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro, Bruno Maria Pelaia riceveva, dall’allora arcivescovo catanzarese Armando Fares, la Consacrazione Episcopale. Il 14 agosto, accolto festosamente da clero e fedeli, arrivava a Tricarico, in provincia di Matera, doveva iniziava il suo apostolato di Pastore prima come vescovo titolare di Landia, quindi Coadiutore del vescovo di Tricarico Mons. Raffaello Delle Nocche e, alla morte di questi, Vescovo di quella Chiesa il 10 febbraio 1961, prendendone solenne possesso l’11 maggio 1961.
È stato uno zelante, amico e severo Pastore della sua Chiesa e soprattutto un Padre, un Padre particolarmente rivolto ai suoi seminaristi, ai quali donava tutto il suo interesse, li aiutava nei problemi personali, li aiutava anche materialmente perché potessero proseguire con serenità i loro studi e per essi istituì con i propri risparmi una borsa di studio diocesana e segnatamente per quelli più bisognosi. E ancora. Il magistero pastorale di Mons. Pelaia, durante i suoi quattordici anni di episcopato, si è sviluppato in vari modi: dai discorsi e dalle conferenze, dalle esortazioni semplici per i fedeli semplici e soprattutto attraverso le dodici lettere pastorali indirizzate a clero e popolo finalizzate al richiamo alla fede, alla fedeltà alla chiesa, all’autentica e genuina interpretazione del Concilio. Scriveva nella 1^ Lettera Pastorale: «Siate fermi nella fede in Dio Padre Onnipotente, senza di cui non si comprende il mondo, la vita, il nostro destino, la storia stessa. Una raffica violenta di materialismo ateo si appresta, con malcelata baldanza, ad avvelenare le nostre popolazioni semplici e laboriose con orpelli di progresso, di scienza e di benessere».
Ed in altra Lettera: «La fede è adesione personale, convinta, sofferta, che non può trovare surrogati di nessun genere;... è il “sì” che consente al pensiero divino di entrare nel nostro, per arricchirlo, per illuminarlo e per conseguenza impone alla nostra vita scelte nuove e impegnative, non solo nel settore intellettuale e ideologico ma anche e soprattutto in quello morale, professionale e familiare».

Il Prelato serrese avrebbe voluto donare di più, «dolente se per motivi di salute non sempre ho potuto mettere in opera quanto avrei desiderato e talvolta anche dovuto», chè i suoi quattordici anni di episcopato tricaricese furono caratterizzati da condizioni fisiche assai precarie con frequenti ricoveri ospedalieri. Le note delle “Attività del Vescovo” si son fermate al 31 dicembre 1973. E però non si rese estraneo alla vita della Diocesi, fu sempre “presente”.
Ma, confortato dalla presenza affettuosa di pochissimi intimi e di alcuni familiari che erano sopraggiunti da Serra San Bruno, all’età di 71 anni, Mons. Bruno Maria Pelaia si è spento a Roma alle 9.30 del 18 luglio 1974. Aveva tanto amato la sua Serra, non se n’era mai dimenticato, vi tornava sempre d’estate, nella casa del fratello Angelo e circondato dai devotissimi nipoti, per ossigenare il corpo e rinforzare la sua spiritualità davanti alla tomba del Santo di Colonia. Chi scrive lo ricorda nelle sue passeggiate serali nei pressi della chiesetta di san Rocco assieme ai giovani seminaristi serresi oggi apprezzati e amati sacerdoti.

Serra San Bruno, la madre terra, lo ha sempre amato e cercato. E dalla Serra San Bruno di oggi, Mons. Bruno Pelaia meriterebbe maggiore attenzione e memoria anche in questo 40° della sua morte.

 Mimmo Stirparo

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mini sole_e_nuvoleDopo gli acquazzoni di questi ultimi giorni, il tempo nel comprensorio delle Serre non subirà sostanziali variazioni, anche se sul bacino del mediterraneo, si è venuto a creare un leggero campo di alta pressione, che ha riportato cieli sereni al centro-nord. Dunque, il nostro territorio risentirà ancora dell’influenza della perturbazione nord atlantica che si è abbassata durante la settimana scorsa, portando le temperature su valori quasi autunnali. Questo trend che si è andato a configurare, continuerà a manifestarsi per almeno altri due giorni, nei quali si avrà una discreta probabilità di temporali che si potranno concentrare nelle ore più “calde” della giornata, ovvero nel momento in cui l’insolazione avrà generato un flusso di calore, tale da generare i consueti cumuli, che in talune occasioni riescono a scaricare ingenti quantità di pioggia in porzioni di territorio molto ristretto.

A tal proposito è curioso vedere alcuni dati pluviometrici relativi al 15 luglio scorso che riportano soli 16,4 mm di pioggia caduta a Serra San Bruno; 24.6 mm a “Croceferrata – Cassari”; 35mm nel territorio di Pizzoni e, addirittura, 51 mm ad Arena.

Le temperature rimarranno sempre su valori inferiori rispetto alla media del periodo, in particolare le massime che in condizioni di copertura nuvolosa non supereranno i 20°C. Per avere un deciso cambiamento si dovrà aspettare la giornata di domenica, con temperature che si porteranno finalmente su valori estivi. La giornata più calda sarà quella di lunedì 21, con temperature che potranno raggiungere i 28-29°C. Ma non cantate vittoria, questo caldo durerà veramente poco, infatti, come si evince dagli spaghi, già da martedì 22 le temperature subiranno un crollo portandosi nuovamente su valori autunnali.

Le precipitazioni si potranno concentrare nella giornata di oggi (17 luglio) e domani (18), con dei brevi temporali nelle ore pomeridiane della giornata.

"Spaghi" 17 luglio - Serra San Bruno (clicca sull'immagine per ingrandire):

mini spaghi_17_luglio 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Carabinieri-sorianelloEnnesimo preoccupante episodio intimidatorio a danno di Raffaele Montagnese, imprenditore edile, residente ad Acquaro, che già alcuni giorni fa aveva trovato davanti all’uscio della propria abitazione una bottiglia contenente benzina con accanto un bossolo di fucile.

Questa volta, però, Montagnese ha dovuto subire addirittura l'incendio della Fiat Punto di sua proprietà. A dare l’allarme il figlio, che, mentre tornava a casa, si è accorto delle fiamme che stavano per avvolgere l'autovettura. Sui fatti inerenti a questa e alle intimidazioni precedenti, di cui Montagnese è divenuto oramai oggetto per ben cinque volte negli ultimi 28 anni, continuano ad indagare i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno che non escludono al momento alcuna pista.

L’ipotesi più probabile è quella che indica i fatti come gesti intimidatori conseguenti alla recente apertura di un cantiere edile nella frazione “Limpidi” di Acquaro, per la costruzione di un muro da parte della ditta di proprietà dello stesso Montagnese.

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damiano schiafoneUna separazione mai accettata. Sarebbe stato questo il motivo che avrebbe spinto Damiano Schiafone, 47enne di Rivoli ma originario di Serra San Bruno, ad accoltellare l'ex moglie, Barbara Cappello, di 45 anni, e a suicidarsi buttandosi sotto un treno. Un gesto inaspettato, quello del giovane, padre di due figli piccoli, che ormai da tempo aveva deciso di lasciare la nostra cittadina per trasferirsi al Nord, in cerca di un lavoro e di un futuro da dare ai propri figli. Lavoro che, pian piano, Damiano era riuscito a coltivarsi, mettendo in piedi una carrozzeria con il fratello. Lunedì scorso, però, è successo l'irreparabile. 
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trasversale delle serreL’eterna incompiuta, la Trasversale delle Serre – il cui progetto originario fu presentato per la prima volta nel lontano 1966 – dopo lunghe fasi di stallo, blocchi dei cantieri, interrogazioni parlamentari, attacchi dinamitardi e innumerevoli varianti progettuali, ora deve misurarsi con una nuova criticità: i furti nei cantieri.

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mini chiesa_assunta_terravecchiaSERRA SAN BRUNO - Dopo un lungo periodo di stallo, finalmente, è stato eletto il nuovo seggio priorale dell'Arciconfraternita di Maria SS. Assunta in Cielo di Terravecchia. La “terna” dei candidati presentata per scegliere il successore dell'ormai ex priore Tonino Errigo era composta da Amato Rosina, Pupo Bruno e Tassone Raffaele. A spuntarla è stato proprio quest’ultimo, eletto con ben 108 voti su un totale di 158 confratelli votanti. Dunque, a differenza delle ultime tornate, dalle quali non si era riuscito a ricavare un candidato che superasse il quorum di consensi necessari, oggi Raffaele Tassone ha messo d’accordo quasi tutti i presenti alle operazioni di voto.

"Fumata bianca", quindi, per i confratelli dell’Assunta che hanno finalmente il loro nuovo priore. Prima dell’elezione odierna, un analogo e recente tentativo era già stato effettuato lo scorso 18 maggio. Tentativo che però non aveva sortito ad un accordo concreto.

Con l'elezioni di Tassone finisce ufficialmente quindi il mandato di Tonino Errigo, priore uscente, eletto nell’aprile del 2012, nominato – dopo tante vicissitudini – in via straordinaria, direttamente dal padre spirituale don Gerardo Letizia. Avversità e disaccordi che evidentemente, a due anni di distanza, hanno trovato ora la loro giusta risoluzione.

Gli altri componenti eletti del seggio sono: Pupo Lorenzo (I consultore con 86 voti) e Zaffino Raffaele (II consultore con 104 voti). Il nuovo seggio resterà in carica per i prossimi tre anni.

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mini rs98On the news di sabato 12 luglio, dalle ore 10.00 sulle frequenze di RS98 è speciale: “Amore e desiderio”. Esiste un metodo semplice ed attendibile per misurare la passione? L'amore può essere indotto da qualche sostanza? In che modo il desiderio sessuale contribuisce alla durata del rapporto di coppia? In studio sarà presente lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Iennarella.

Segui la puntanta anche in streaming all’indirizzo: http://tunein.com/radio/Radio-Serra-RS-980-s3103/

 

 

 

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stadio la querciaDoccia fredda, anzi gelata, per i tanti appassionati di calcio e, soprattutto, per le società sportive di Serra San Bruno. Ormai giunti alle porte della stagione calcistica 2014/2015, come un fulmine a ciel sereno, è arrivato qualche giorno fa il parere negativo espresso dal Fiduciario della FGIC Calabria, impegnato a valutare le condizioni di agibilità e sicurezza dell’impianto sportivo comunale “La Quercia”, storico ed unico campo sportivo cittadino, divenuto purtroppo nel tempo vittima dell’incuria e dell'indolenza degli enti locali competenti.

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incendio rifiuti1SERRA SAN BRUNO - Si è divisa non poco l’amministrazione comunale sulla questione rifiuti e più in generale sulle condizioni di degrado che da mesi interessano la cittadina. Proprio nelle ultime settimane, infatti, si è creato un vero e proprio strappo in maggioranza fra due fronti palesemente separati e distinti. Da una parte il primo cittadino Bruno Rosi, additato dalla quasi totalità dei componenti della stessa giunta comunale come responsabile unico di un fallimento arrivato ad interessare ogni comparto dell’attività amministrativa; dall’altra il fronte dei “salerniani”, ancorati alle direttive del dominus politico del centrodestra locale, che eppure da ormai oltre un anno deserta le sedute del Consiglio comunale.

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