mini soriano_calabroRiceviamo e pubblichiamo: Carissimi, non avrei mai voluto rivolgermi a voi con una lettera aperta , ma le circostanze mi impongono di farlo. Mi sento obbligato , dopo gli ultimi eventi che mi  hanno lasciato l’amaro in bocca, d’informarvi della situazione della “ Casa di riposo”, che voi tutti legittimamente sapete essere vostra in quanto parrocchiani e in quanto donatori e benefattori per la realizzazione della stessa. Dieci anni orsono, quando ho accettato di essere parroco di Soriano Calabro, mi sono impegnato con il Vescovo dandogli la mia parola, di non ricorrere ad azioni che avrebbero in qualche modo turbato la comunità

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Giovedì, 02 Maggio 2013 15:33

L'oro di Serra

mini mbutirruL'oro di Serra è n'atra cosa. L'oro di Serra - o di la Serra, come dicono i suoi abitanti - non è una valigetta piena di soldi, non è una borsa di diamanti, non è uno scrigno di preziosi. L'oro di Serra non è oro, l'oro di Serra è n'atra cosa. Non si trova dentro forzieri introvabili, ma è altrettanto raro. Se lo trovi, lo puoi avere per pochi euro, ma prima devi essere capace di trovarlo. Non è petrolio, non è nulla che faccia gola a magnati, industriali e business-men, l'oro di la Serra è proprio n'atra cosa. E se abiti lì, se vivi a Serra da una vita, probabilmente non ti rendi neanche conto di che tesoro ti trovi in casa.

Alla Serra, ci vengo una o due volte all'anno, di solito mi fermo per un paio di settimane, giusto il tempo per assaporare boschi e aria di montagna e poi tornare nella mia piatta e inquinata città del nord. Resto a Serra giusto il tempo per non voler più tornare indietro, insomma.

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Martedì, 16 Aprile 2013 13:23

Il lago di gomma

mini alaco_schiumaLo hanno battezzato il lago di gomma. Un bacino artificiale nelle montagne delle Serre, a quasi mille metri d’altezza, nel cuore verde della Calabria centro-meridionale. Non è una montagna come un’altra, quella che ospita l’invaso dell’Alaco. Probabilmente ha nascosto tra i suoi abeti molti briganti sfuggiti ai Savoia e, più recentemente, anche qualche latitante di ‘ndrangheta. Una montagna in cui sono stati investiti tanti soldi, che ha dovuto cedere i suoi spazi incontaminati ad un parco eolico e ad una megapiscina abbandonata, che ha visto anche l’orrore delle nuove faide che hanno insanguinato tre province. Negli anni 70, qui, sono cominciati i lavori per costruire una diga diventata ben presto leggenda: decine di sospensioni e altrettante varianti, lavori bloccati per vincoli ambientali poi spariti, 160 miliardi di lire di fondi pubblici spesi a fronte dei 15 previsti nel progetto iniziale. Un’opera maestosa su cui si sono addensati gli interessi della malapolitica, di imprenditori e multinazionali senza scrupoli, e della ‘ndrangheta

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mini foto_consiglio_regionale_7La bufera che ha investito Palazzo Campanella e che ha attivato i controlli degli uomini della Guardia di Finanza sui rimborsi folli alla Regione Calabria, non vuole arrestarsi. Grazie alla notizia lanciata mercoledì scorso dal QuotidianodellaCalabria era emerso che 10 Consiglieri regionali (8 appartenenti al centro-destra e 2 al centro-sinistra), di cui ancora i nomi rimangono occulti, dal 2010 al 2012, avrebbero utilizzato i soldi derivanti da fondi pubblici per chiedere ed ottenere il rimborso per ingenti spese “poco giustificabili” di numerosi Gratta & Vinci, detersivi e detergenti per la casa, per il pagamento della tassa della spazzatura della propria abitazione privata, viaggi all’estero, cene faraoniche, sanitari per il bagno, tablet e per altri dispositivi tecnologici.

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mini 20130318_007Una protesta che andrà avanti “ad oltranza”, fin quando ai precari calabresi non saranno riconosciuti i diritti che rivendicano da anni. La bomba sociale, come anticipato dal Vizzarro.it, è puntualmente scoppiata dopo che la legge regionale che rinviava il termine della stabilizzazione al dicembre 2014 è stata bocciata dalla Corte Costituzionale. In conseguenza di ciò gli “enti utilizzatori” hanno sostanzialmente perso il presupposto giuridico per mantenere in servizio i precari

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mini municipio_serraRiceviamo e pubblichiamo:

L’inerzia dell’attuale amministrazione, alla fine, è venuta alla luce. I diciotto mesi, del sindaco e della sua maggioranza, passati a sonnecchiare sono emersi, tutti, in sol colpo. Nell’imbarazzato ed imbarazzante silenzio dell’ultimo consiglio comunale si è compreso l’incommensurabile disagio di una compagine che non riesce a governare neppure l’ordinario.  Nel corso della discussione sull’approvazione del conto consuntivo, nonostante le perplessità e le osservazioni della minoranza, nessuno ha accennato una risposta. Quasi i consiglieri di maggioranza fossero rimasti a casa a dormire, nessuno si è alzato per replicare, per spiegare un’operato che non c’é. Nessuna spiegazione neppure sul tema caldo dei tanti, troppi, debiti fuori bilancio, alcuni dei quali, con un colpo di creatività amministrativa sanati con una semplice transazione, una delle quali, di poco meno di 5 mila euro destinata, pare, a pagare, un tavolo. Ancor più grave, poi, la situazione emersa nel corso della discussione sul bilancio di previsione. Più che una discussione, un monologo dei consiglieri comunali di minoranza cui, la maggioranza, ha risposto con la solita scrollata di spalle e qualche balbettante e poco convincente spiegazione. Tuttavia, nel corso della seduta, convocata per l’ennesima volta di mattina, con lo scopo di preservarsi dalle poco edificanti figure rimediate nel corso degli ultimi consigli, è emerso in maniera inequivocabile che non c’è da stare allegri. Serra sembra aver imboccato la via del declino senza che la maggioranza se ne curi o, peggio ancora, se ne avveda. Basta leggere il ragionieristico bilancio, fatto solamente per tenere in equilibrio le entrate con le uscite, per averne la certezza. Un bilancio in cui emerge la mole di bugie raccontate in campagna elettorale e non solo. Lo scorso anno  la maggioranza aveva assunto l’impegno di ridurre, a partire dal 2012, la tassa sulla raccolta dei rifiuti, al contrario, la tassa è rimasta invariata ed i cittadini continueranno a pagare il 43% in più rispetto al 2010. Una delle tante promesse non mantenute, ma non l’unica. Nel bilancio, ad esempio, non c’è traccia di quel milione di euro, promesso dal sindaco per rendere il comune indipendente da Sorical. Come se non bastasse, non c’è traccia, neppure, dei 300 mila euro di fondi regionali promessi recentemente per riattivare le sorgenti comunali. Un intervento assente anche dallo stringato e sempre uguale a se stesso piano triennale delle opere pubbliche. In attesa che si concretizzi l’ennesima promessa che i soldi arriveranno “ a breve”, rimaniamo ancorati alla speranza che la faccenda non finisca come l’impegno assunto, in campagna elettorale, dal sindaco di rinunciare al proprio stipendio per costituire un ufficio di staff. Allo stato, è evidente, non si ha notizia né dell’una né dell’altra cosa. Così come non si ha notizia dei soldi destinati a garantire gli investimenti dei giovani che, era stato promesso in campagna elettorale, potranno avviare un’attività avendo il comune come garante. Poi si va a leggere il bilancio ed alla voce sviluppo economico si trova zero euro impegnato. Così come non si trova nessun intervento a favore dei lavoratori Lsu e Lpu per i quali, sempre  in campagna elettorale, nonostante la normativa lo vietasse, il sindaco aveva promesso di costituire una società municipalizzate con la quale stabilizzare tutti. Che dire poi sull’impegno a favore del turismo religioso che avrebbe dovuto fare di Serra una piccola Lourdes? Anche su questo punto le risorse impegnate sono piuttosto scarse, appena 10 mila euro. Ben venga il finanziamento per la realizzazione della “Casa del pellegrino” presso il centro polifunzionale. Ma viene da chiedersi se non sarebbe stato più opportuno, nell’ambito dei Pisl, presentare un progetto diverso, ovvero un progetto finalizzato ad attrarre turisti, piuttosto che a far dormire visitatori che non ci sono. La “Casa del pellegrino”  rischia di diventare, prima di nascere, quello che già è, una cattedrale nel deserto, nella migliore delle ipotesi destinata ad entrare in concorrenza con le strutture alberghiere private che, allo stato, non hanno certo il problema del tutto esaurito. A ciò si aggiunga che, nel settore, il Comune dispone, già, delle case del “Paese Albergo”. Come se non bastasse, chi ha buona memoria, ricorda, come dai palchi elettorali, il sindaco promettesse di fare del centro polifunzionale il “secondo ospedale”. Ora, dopo aver assistito inerme alla cancellazione del primo, recita il “de profundis” anche a quello che, nelle sue promesse, avrebbe dovuto essere il secondo. Inoltre, memori delle abbondanti nevicare dello scorso anno e del rischio sismico che incombe sulla nostra regione, sarebbe stato normale prevedere uno stanziamento nel capitolo di bilancio destinato agli interventi di protezione civile. Al contrario, anche in questo ambito nulla è stato previsto, con l’ovvia conseguenza che, in caso di neve, si dovrà ricorre a dispendiosi interventi di somma urgenza con conseguente riconoscimento di debiti fuori bilancio. La difficile congiuntura economia non può essere un valido alibi per diversi ordini di motivi. Innanzitutto molti dei tagli ai bilanci comunali erano stati ampiamente annunciati con il D.L. 78/2010, tanto che, già in campagna elettorale, avevamo diffidato l’allora candidato a sindaco del Pdl dall’assumere impegni che non avrebbe potuto onorare. Non  è un caso che nel corso dell’ultima tornata elettorale avevamo ripetuto in diverse occasioni la necessità di formulare un bilancio accompagnato da proposte sostenibili. A ciò si aggiunga che l’attuale amministrazione nella sua ignavia ha aggravato ulteriormente la situazione economica del comune, per esempio, annullando la raccolta differenziata, con la conseguenza, di far spendere 520 mila euro, negli ultimi due esercizi, per scaricare i rifiuti in discarica. Soldi che, con tutta evidenza, potevano essere impiegati per provvedimenti ben più urgenti. Così come si sarebbe potuti investire i soldi impiegati per la manutenzione della rete stradale, per realizzare interventi con i quali alleggerire la dipendenza da Sorical, producendo, al contempo, un risparmio sull’esosa bolletta pagata ogni anno per comprare acqua putrida. Non si comprende, infine, la necessità e l’urgenza di avviare i lavori per il rifacimento dei viali cimiteriali. Un lavoro dispendioso, esteticamente discutibile, realizzato senza un progetto e senza una comunicazione alla sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici. Un lavoro per il quale non ci sono impegni di spesa se non una semplice determinazione dalla quale risultano acquisti di alcuni materiali presso una ditta di Cittanova.

Mirko Tassone
Consigliere comunale "Al Lavoro per il cambiamento"

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mini Sora-StemmaSERRA SAN BRUNO - Adesso è ufficiale: di mattina a Palazzo Chimirri tutti si vogliono bene. Anche questa volta, immerso in una smielata atmosfera da libro “Cuore”, in solo mezzora si è velocemente consumato l’ennesimo Consiglio comunale serrese. Ma come mai dopo il vuoto atavico di 5 mesi (da marzo ad ottobre non ci furono convocazioni) si è passati ad un proliferare di ben 3 consigli in soli 17 giorni?

L’arcano è presto svelato. Il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale all’Art. 19, riguardo la decadenza e rimozione dei consiglieri (leggi Bruno Zaffino) recita:  “la decadenza dalla carica di Consigliere per ripetuta e non giustificata assenza alle adunanze consiliari […] viene dichiarata quando le assenze hanno raggiunto il numero stabilito dallo statuto (ossia 3, ndr)”. Quindi lo scopo della convocazione di cosi tanti consigli in così pochi giorni, è probabilmente legato allo squallido tentativo di far fuori dall’assise il consigliere “scomodo”, già rimosso dalla carica di assessore, Bruno Zaffino. La maggioranza spera che Zaffino, assentandosi ingiustificatamente per 3 consigli consecutivi, possa decadere e subire di conseguenza la surroga, ossia la sostituzione. In tal modo sarebbe estromesso dai giochi, tanto da non poter più “esercitare nessuna delle funzioni connesse a tale carica (Art. 20 dello stesso regolamento)”. Per inciso, stamattina Zaffino era assente e per il 3 novembre, fra soli quattro giorni, è già stato convocato un’altro Consiglio Comunale. Repetita iuvant.

Per la cronaca, il 1° ed il 2° punto riguardano la determinazione delle aliquote Irpef ed Imu 2012. L’Irpef rimane quella del 2011, e l’IMU non può essere applicata al minimo perché, dice il Sindaco, “da qualche parte i soldi li dobbiamo prendere”. Se opere come gli impianti fotovoltaici, più che convenzionarli al Parco delle Serre, il Comune le facesse in autonomia forse quella “qualche parte” da cui prendere i soldi non corrisponderebbe con la già magra tasca dei cittadini. I punti passano.

A proposito di convenzioni, il 3° punto si preoccupa del mantenimento dell’ufficio del Giudice di Pace. La quota annuale di 25mila euro per le spese di utenza e cancelleria sarà ripartita in: 5mila apportati dal Comune di Serra, 10mila da altri comuni ed i restanti 10mila dalla Comunità Montana che nel suo stabile ospita già l’ufficio. Perfetto. La cosa non fa una grinza. Peccato che la minoranza si ritrovi in mano uno schema di convenzione “copia e incolla”. Infatti l’atto ufficiale votato stamattina più che della Comunità Montana delle Serre Calabre, riporta il nome del Comune di Sora (cittadina del Lazio meridionale). La conservazione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Sora fu discussa, come si può notare dall’albo on-line dello stesso comune del Frusinate,  nel Consiglio comunale di Sora dello scorso 1 marzo con prima convocazione alle ore 17 e seconda convocazione alle ore 18. Ecco svelato il perché dei Consigli Comunali mattutini. Il pomeriggio la maggioranza serrese è impegnata a seguire quelli di Sora.

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mini thumbfalsecut1333476731591_475_280riceviamo e pubblichiamo nota stampa di Rubbettino editore:

La notizia dell’avviso di garanzia a Belsito, giunta come un fulmine a ciel sereno sui cieli della Padania non ha certo colto di sorpresa Enzo Ciconte, autore del libro “Ndrangheta padana”, edito da Rubbettino e disponibile sia in libreria che in formato ebook. “Ho denunciato tutto due anni fa – ha dichiarato ai nostri telefoni Ciconte – la ‘ndrangheta è sempre più un problema del Nord.

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mini ccG.C., 63 anni, impiegato dell'ufficio ticket di Nicotera, avrebbe sottratto sistematicamente, per mesi e mesi, parte dei soldi che gli utenti versavano per il pagamento della tassa sulle prestazioni sanitarie pubbliche. Per questo motivo l'uomo è stato denunciato per peculato dai carabinieri della Compagni di Vibo Valentia, che hanno accertato le anomalie nei conti dell'ufficio dopo aver sequestrato e contrallato numerosi bollettari di pagamento. L'impiegato versava alle casse dell'Azienda sanitaria provinciale solo parte delle somme che venivano corrisposte dagli utenti per la prenotazione e il pagamento delle visite specialistiche presso gli ambulatori pubblici, mentre il resto se lo intascava tranquillamente. A far scattare i controlli è stata proprio una segnalazione dei vertici dell'Azienda agli uomini dell'Arma. La dirigenza si è infatti accorta che qualcosa non tornava a Nicotera confrontando l'elevato numero delle prestazioni effettuate e gli scarsi introiti che ne derivavano. La truffa ai danni dell'ente sarebbe andata avanti per tutto il 2010 e per buona parte del 2011.

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mini Carabinieri-sorianelloUna coppia di bulgari Atanas Atanasov Tyankov, di 47 anni, e la moglie Pavlina Atanasova Zhekova, di 40, e il loro figlio Tihomir, di 20 anni, sono stati arrestati dai carabinieri a Vibo Marina con l'accusa di tentato furto. La donna, con la scusa di andare a trovare per una visita un anziano pensionato presso cui in passato aveva lavorato come badante, si e' fatta aprire consentendo a marito e figlio di intrufolarsi nell'abitazione in cerca di soldi. Il tre, pero', sono stati sorpresi da una pattuglia di carabinieri.

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