mini polizia-1Avrebbero utilizzato l'ex carcere di Vibo, chiuso ormai dal lontano 1995, per custodire all'interno delle armi. Con questa accusa gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato il 35enne Sergio Gentile (che ha già scontato una condanna per omicidio) ed un suo conoscente, Antonio Iannello, di 34 anni. 

Nell'ex carcere "Sant'Agostino" la Polizia ha rinvenuto un fucile a canne mozze ed una pistola clandestina. Trovate anche alcune lampade alogene, che tra l'altro sarebbero state alimentate attraverso un allaccio abusivo all'Enel, che dovevano servire per avviare una coltivazione di canapa indiana. 

Gentile era da poco era tornato in libertà, in quanto aveva già scontato una pena di  7 anni di carcere per l’omicidio di Michele Fedele, avvenuto nel 1999 in viale Kennedy a Vibo Valentia. Omicidio, questo, che sarebbe stato la conseguenza di un diverbio che Fedele ebbe all'epoca con il padre di Gentile. 

 

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mini 1_1Riceviamo e pubblichiamo
 
Nel corso dei servizi di controllo del territorio mirati alla repressione e alla prevenzione di coltivazione di canapa indiana, predisposti dal Comando Provinciale di Vibo Valentia, in data 12 c.m., gli uomini del Corpo Forestale dello Stato dei Comandi Stazione di Fabrizia, del Posto Fisso di Mongiana e dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Mongiana, hanno individuato una piantagione di canapa indiana. I Forestali, grazie alla conoscenza del territorio, hanno avvistato la piantagione, che ignoti avevano realizzato in località “Occhio” in agro del comune di Mongiana. Da rilievi effettuati mediante strumentazione GPS, è stato accertato che le piante in questione, erano state coltivate su un terreno di proprietà privata in corso di accertamento, in un vasto comprensorio boscato con ceduo di castagno e altre essenze. La piantagione si trovava in una radura tra le piante di castagno, ben occultata tra felci, rovi e piante infestanti, in un terreno paludoso, in una una zona molto impervia e poco accessibile. Su disposizione della competente Autorità Giudiziaria si è proceduto al sequestro di quanto ritenuto utile ai fini investigativi ed a distruggere le piante di canapa, preservandone un campione per le analisi chimico-fisiche di rito. Sono state poste sotto sequestro e distrutte, complessivamente, 262 piante di varia altezza, che sul mercato clandestino avrebbero fruttato diverse migliaia di euro. Gli elementi raccolti sono al vaglio degli investigatori del Corpo forestale al fine di poter risalire agli autori.
 
 
F.to
IL COMANDANTE PROVINCIALE
Lorenzo Lopez
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mini corpo-forestaleUna intera collina coltivata con canapa indiana sulle montagne tra le Serre e la vallata dello Stilaro, tra i comuni di Caulonia (Reggio Calabria) e Nardodipace (Vibo Valentia), e' stata scoperta l'altro ieri dal Corpo forestale dello stato. Durante l'operazione sono state sequestrate 5.400 piante. La piantagione era irrigata con un sofisticatissimo sistema di tubi lungo addirittura 2 km che permetteva una distribuzione a goccia dell'acqua prelevata da una sorgente naturale. Le piante, alte fino a 3 metri, sono state estirpate e distrutte, tranne un campione su cui effettuare le analisi. Intanto, sono state avviate le indagini per individuare coloro che hanno realizzato la piantagione.

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mini Soriano_Calabro_generaleLe fiamme gialle del Comando provinciale di Vibo Valentia in collaborazione con la sezione aerea di Lamezia Terme hanno sottoposto a sequestro una piantagione composta da 22 piante di “cannabis indica”, alte oltre 3 metri situata nell’agro del comune di Soriano Calabro. I militari del Nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia, impegnati in altra delicata operazione di polizia giudiziaria, venivano allertati da mezzo aereo del corpo, il quale, sorvolando l’agro del comune di Soriano, individuava in una fitta boscaglia la piantagione. Iniziavano cosi’ le ricerche della coltivazione illegale, resa assai difficoltosa dalla tipologia del terreno e dalla impenetrabile vegetazione presente. Al termine delle ricerche i finanzieri hanno individuato, in una zona impervia, sita in località “Covalo”, un terrazzamento ricavato lungo un costone assai scosceso e ben occultato dalla fitta vegetazione, su cui era stata impiantata una coltura di canapa indiana composta da 22 piante oramai pronte per la raccolta.
La coltivazione illegale era irrigata mediante l'ausilio di un artigianale ma assai valido impianto irriguo con il quale, sfruttando la conformazione orografica del terreno, veniva prelevata acqua dalla rete idrica. Nell’ambito dell’attivita’ e’ stato segnalato a piede libero C.A. di 63 anni il quale aveva la disponibilita’ del terreno coltivato a piantagione. Le sostanze stupefacenti immesse sul mercato avrebbero fruttato 130.000 euro, secondo gli attuali prezzi di vendita al dettaglio di mercato, tra l’altro, assai florido vista la piena stagione turistica.
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