mini guardia_di_finanzaLa Guardia di Finanza di Vibo Valentia ha sequestrato beni per un milione di euro ad un'azienda operante nel settore del trasporto merci su strada. In particolar modo, le Fiamme Gialle avrebbero fatto luce su un presunto caso di bancarotta fraudolenta. Nel corso delle attività investigative, infatti, è emerso che cinque imprenditori, attraverso la creazione di una società alter-ego della fallita, avrebbero distratto dal patrimonio aziendale beni societari e risorse finanziarie per centinaia di migliaia di euro, nonché avevano distrutto e occultato parte della documentazione contabile necessaria alla ricostruzione del volume d’affari. Le persone coinvolte nell'operazione, in sostanza, hanno costituito un'altra azienda che consentiva loro di operare sempre nel medesimo settore ma con un'altra ragione sociale. Il Tribunale di Vibo, quindi, ha provveduto al sequestro dell'azienda, il cui valore supera il milione di euro. 
 
 
 
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mini carabinieri_124Il Carabinieri del Comando Politiche Agricole e Alimentari hanno scoperto una truffa ai danni dell'Unione Europea che, un imprenditore vibonese, avrebbe messo in atto su finanziamenti Psr nei settori olivicolo e seminativo concessi sulla conduzione di fondi agricoli nei comuni di Vibo Valentia, Maierato e San Gregorio d’Ippona. 

La frode riguarderebbe il periodo che va dal 2005 al 2012, e avrebbe consentito all'imprenditore di percepire indebitamente oltre 400mila euro di finanziamenti dell'UE, ottenuti illecitamente con attestazioni sulla titolarità e sull'estensione dei terreni risultate falsificate nella documentazione presentata all'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura per la Regione Calabria subentrata come "organismo pagatore".

L'imprenditore agricolo responsabile della truffa è stato, dunque, denunciato all'autorità giudiziaria ed è stato avviato il sequestro preventivo di beni disposto dalla Procura della Repubblica di Bologna su 264mila euro individuati sulla disponibilità di un conto corrente di una Banca di Bologna.

 

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mini interventoContinuano le indagini sulla ragazza di 18 anni di Crotone morta il giorno dopo il parto cesareo e per la quale sono indagate ben 10 persone. Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, dopo aver preso visione della documentazione sanitaria della giovane ha dichiarato: "La cartella clinica non offre dati sufficienti. Da una prima analisi non si comprendono appieno i motivi che hanno spinto i medici a porre l'indicazione per il parto cesareo; le informazioni sono inoltre insufficienti anche a fare chiarezza sui fattori di rischio e gli eventi che hanno portato alla morte di Jessica Rita Spina. La direzione sanitaria dell'ospedale

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