Domenica, 02 Luglio 2023 08:35

«Guarda che cosa abbiamo combinato!». In memoria di "Licèrta" e "Il Superiore"

Scritto da Bruno Greco
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L'arrivo a Serra delle salme di Bruno Vavalà e Nicola Callà (nel riquadro), vittime dell'incidente avvenuto sulla Trasversale delle Serre la mattina del 25 giugno L'arrivo a Serra delle salme di Bruno Vavalà e Nicola Callà (nel riquadro), vittime dell'incidente avvenuto sulla Trasversale delle Serre la mattina del 25 giugno

Non è difficile immaginare i loro volti in quella maledetta mattina. Dopo una dura giornata di lavoro, alla vista di quell’auto in panne a pochi chilometri da casa, il comportamento più naturale sarebbe stato imprecare contro la sfortuna. Invece no! Li vedo già, Bruno e Nicola, ridere di quella situazione nonostante la quale avranno trovato un espediente per continuare a scherzare. Bruno e Nicola erano agli antipodi anagraficamente ma completamente affini nello spirito. Ciò che mi viene da dire adesso – dopo questi giorni di atroce e necessario silenzio – è «ve lo giuro!», premessa utile a scartare qualsiasi frase retorica. Vi giuro che Bruno e Nicola io non li ho mai visti tristi, incazzati o col dente avvelenato contro qualcuno. La loro grande qualità e intelligenza era semplicemente riuscire a capovolgere il punto di vista rispetto a un problema. Lavorando con loro, ma soprattutto essendo amico di entrambi, capivi quanto fossero futili i motivi che ti facevano perdere le staffe in una determinata circostanza. In mezzo alla gente, durante le serate all’associazione “Il Brigante” o ai banchetti matrimoniali, quando si perdeva il controllo della situazione, ci pensavano loro a sedare gli animi con un’immancabile battuta e quel sorriso sornione sempre stampato in faccia che immediatamente ricreava un clima sereno. Vi giuro che entrambi in questo erano maestri di vita, attaccati alla vita e alle cose veramente importanti.

Licèrta e “Il Superiore”

Bruno era una lucertola (licèrta, in dialetto serrese, come lo chiamavano gli amici), libero e svelto, sempre pronto con il suo organetto ad intonare una suonata e creare la festa in ogni angolo di ogni paese e città in cui si andava. Al “Brigante” c’era sempre bisogno di lui per creare uno spettacolo musicale in piazzetta, per far ballare i giganti Mata e Grifone o far felice un regista sopraggiunto a creare un set tra le pietre del centro storico serrese. Ti teneva sempre col fiato sospeso quando doveva presentarsi a un appuntamento e mentre tutti chiedevamo «dov’è Licèrta?» lui sbucava da una viuzza col suo sorriso contagioso e l’organetto già attivo. La massima è che tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Lui indispensabile lo era, eccome! E ci piace ricordarlo con le parole dello zio Nazzareno: «La tua assenza fa male, ma il tuo ricordo mi farà sorridere per sempre».
Nicola nelle brigate di camerieri era “Il Superiore”, data l’indiscussa saggezza sempre condivisa da e con tutti. Se capitava che per qualsiasi motivo non ci fosse, la sua assenza disorientava, non esisteva più il gruppo, come quando una squadra risente della mancanza di un grande allenatore. Anche lui, come Bruno, era attivo nel sociale facendo parte della congregazione dell’Addolorata, che da oggi dovrà fare a meno di un gigante.
Entrambi leali e appassionati, hanno creato un vuoto enorme, fisico e spirituale, in tutti coloro che li hanno conosciuti. Da domenica scorsa qualcosa è cambiato in tutti noi. È questo il vero motivo che ha fatto precipitare Serra in una situazione irreale. La fiumana di affetto che ha coinvolto le rispettive famiglie, e il via vai continuo di gente che ha riempito e continua a riempire i quartieri delle loro case, conferma l’enorme vuoto che entrambi hanno lasciato ma anche il grande senso di comunità che, nella tragedia, sono riusciti a risvegliare.
Capovolgendo ancora una volta il punto di vista, e trasformando la tragedia in commedia, non è difficile immaginarli nemmeno adesso, che con ironia ci osservano e sazi di risate ci dicono l’un l’altro: «Guarda che cosa abbiamo combinato!». Con i funerali, dopo sei interminabili giorni, Serra ha potuto salutare degnamente Bruno e Nicola alla loro maniera, dedicandogli tante lacrime, certo, ma anche quello che più li contraddistingueva, un genuino ed eterno sorriso.

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