Mercoledì, 03 Giugno 2020 16:56

La Regione si è dimenticata del Parco delle Serre

Scritto da Redazione
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Un ente da sempre ostaggio delle lentezze della burocrazia e degli interessi della politica che, ora, è sostanzialmente congelato e senza guida da tre mesi. Si protrae infatti da febbraio lo stato di incertezza che aleggia intorno al Parco naturale regionale delle Serre, istituito nel lontano 1990 e divenuto realtà molti anni dopo, che si estende su un territorio di oltre 17mila ettari. L’ente di tutela ambientale che ha sede a Serra San Bruno era guidato fino a pochi mesi fa dal commissario straordinario Giuseppe Pellegrino, nominato con decreto numero 60 del 25 luglio 2018 dall’allora presidente della Regione Mario Oliverio. Scaduto il mandato di Pellegrino, la Giunta regionale guidata dalla presidente Jole Santelli non ha ancora nominato alcun successore e tale immobilismo si ripercuote inevitabilmente sulle attività e sui vari progetti che erano stati predisposti per essere avviati in tempi brevi. Tra questi rientrano i corsi di formazione riservati a 70 diplomati e a 30 laureati, l’approvazione del bilancio di previsione e di quello consuntivo, la sottoscrizione della convenzione per l’utilizzo dei tirocinanti in deroga, l’apertura del MuFar - Museo delle Reali Ferriere di Mongiana e il corso di formazione dei selecontrollori di ungulati nell’area del Parco.

La nuova Regione targata Santelli, dunque, per il momento ha lasciato il Parco delle Serre in un limbo. Bisognerà capire adesso se la maggioranza di centrodestra uscita vincente dalle ultime elezioni regionali percorrerà la medesima strada adottata da Giuseppe Scopelliti prima e da Mario Oliverio dopo - i quali hanno entrambi scelto di nominare alla guida del Parco dei commissari straordinari, ovviamente vicini ai rispettivi schieramenti politici - oppure se si porrà finalmente fine al commissariamento, che per definizione dovrebbe essere appunto straordinario e che invece dura ormai da molti anni impedendo che il Parco si doti degli organi previsti dalla legge come il presidente, il Consiglio direttivo e la Comunità del Parco.

Intanto, la FeLSA Cisl Calabria e l’USR Cisl Calabria hanno scritto una lettera indirizzata alla presidente della Regione e agli assessori regionali all’Agricoltura, al Lavoro e all’Ambiente, affinché, «ognuno per la parte di propria competenza, attivi ogni iniziativa utile finalizzata a rimuovere l’ ostacolo burocratico sui tirocini di inclusione sociale affinché, pur nelle more di definizione del procedimento che affiderà la nuova carica di presidenza del Parco, i lavoratori possano, alla pari degli altri enti utilizzatori, riprendere le attività di tirocinio nelle modalità di cui alla nota regionale del 14 maggio 2020».

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