Mercoledì, 26 Luglio 2023 12:50

Le ragioni della vita

Scritto da Redazione
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La cosiddetta crescita economica purtroppo rimane ben insediata in cima ai pensieri dei governanti e degli affaristi senza scrupoli, anche se è  scontato che il suo perseguimento può avere per l' umanità una sola tragica  conseguenza, cioè la sua  rapida estinzione biologica. Ai nostri affannosi giorni il vero motore della crescita (drogato dalla spesa pubblica) non è più l'incessante produzione di merci ma il massacro dei territori che, frammentati e colonizzati da un'ondata urbanizzatrice senza precedenti, stanno confluendo tutti in un unico e amorfo sistema metropolitano, in cui la circolazione prevale sui luoghi, sempre più privi di conseguenza delle loro qualità primarie (salubrità dell' aria e delle acque, vegetazione, fertilità e disponibilità della terra per la produzione del cibo, fisionomia storica del preesistente e affascinante mosaico di località).

In questo assurdo tornante della storia il territorio è il fattore fondamentale per lo "sviluppo" (che sarebbe meglio chiamare guerra contro la natura e i poveri), fonte inesauribile di suoli edificabili, promessa di infrastrutture gigantesche e spazio per installare centrali energetiche, inceneritori e discariche. Se non si mette a fuoco questo processo, la follia di una marcia mortale che sta per cancellare ogni possibilità di futuro per le generazioni più giovani,  rischia di sfuggire il senso e l'importanza delle due confortanti giornate di Serrata nella fattoria sociale "Terre di Vasia" (22 e 23 luglio).

C'è chi prova in tutto il mondo a reagire e a organizzarsi, e ultimamente le ragioni della vita e della giustizia sociale sono state ben difese in Francia dai "Sollevamenti della Terra", una rete delle tante realtà nate dalla necessità di affermare l'interesse generale a vivere su territori il meno possibile degradati e capace di azioni partecipate, coordinate e strategicamente efficaci.

La rete sta allargando le sue maglie anche in Italia e  si è creata una  comunicazione stabile con la lotta contro il passante di mezzo a Bologna e contro l'ulteriore cementificazione dell'Appennino, come con  la storica e ammirevole opposizione all' alta nocività in Val di Susa. I vari soggetti collettivi e i singoli che nelle Terre di Vasia hanno vissuto e costruito un momento di incontro e comunicazione tra persone si sono a loro volta collegati alle esperienze citate e hanno verificato la possibilità di una comunità di interessi opposta al mortifero stato di cose presente.

E dall'allargamento del loro avanzato grado di coscienza sociale e storica dipende la salvezza di un' epoca. Il loro impegno per scongiurare il mostro sullo stretto con le tombe di cemento per le due coste che porta con sé, le vertenze per la sanità e l'acqua pubblica che intendono rilanciare, le loro azioni dirette ad evitare l'avanzata dell'energia rinnovabile a scapito dei boschi e dei terreni agricoli, la loro denuncia dell' imbroglio anticostituzionale chiamato autonomia differenziata sono stati "benedetti" da Peppino Lavorato e dal partigiano Aldo Chiantella, due grandi calabresi a loro volta protagonisti nel passato di difficili lotte per un mondo più giusto e più sensato.

Da segnalare, nel corso delle due giornate, la presenza del sindaco di Cinquefrondi Michele Conia, un amministratore locale più responsabile della stragrande maggioranza dei suoi colleghi, inclini ad accettare il ruolo di luogotenenti di un potere centrale distruttivo e pervasivo  come la famelica economia di cui a sua volta è servo.

Commovente è stato anche il ricordo di Osvaldo Pieroni (curato dal regista Maurizio Marzolla con un video e una mostra fotografica), che continua a essere un punto di riferimento per chi ha a cuore le sorti della terra. La Rete No Ponte, sottolineiamo infine, ha annunciato di aver messo a disposizione un' assistenza legale gratuita per i proprietari dei terreni interessati dai decreti espropriativi  che si abbatteranno sull'immensa area che i cantieri intendono occupare.

Movimento Terra e Libertà
Associazione Il Brigante

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