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Direttore responsabile: Bruno Greco
Redazione: Salvatore Albanese, Alessandro De Padova
Reg. n. 4/2012 Tribunale VV
Il punto di partenza era il fondo librario del Comune che si trovava ai piani bassi di Palazzo Chimirri (circa 2mila volumi, di cui 600 riguardanti la Calabria) e che, come per l’archivio comunale, è stato opportunamente recuperato e trasferito nei locali dell’ex carcere mandamentale ristrutturati ad uso museo-pinacoteca. Il punto di arrivo ancora non c’è – ed è giusto così – ma adesso, grazie ad alcune impagabili donazioni, e a un lavoro che è andato ben oltre la semplice catalogazione, quella di Serra San Bruno, intitolata al compianto giornalista Enzo Vellone, può chiamarsi una vera biblioteca. Ciò che manca, va chiarito subito, è la fruibilità piena e anche un po’ di pubblicità – nel senso letterale – su ciò che oggi è custodito in quei locali. Dunque, se per la prima non si può che sollecitare un maggiore impegno delle istituzioni che ne hanno competenza e possibilità – dal Comune alla Regione – per la seconda è forse opportuno far sapere a chi non lo sa che alle porte di Serra ora ci sono, disponibili alla consultazione, migliaia di volumi, tutti sulla Calabria e sul Meridione.
Per farne una parziale panoramica è opportuno passare in rassegna, in ordine cronologico, quelle preziose donazioni di cui si diceva. Intanto l’archivio donato dalla famiglia dello scrittore e giornalista Sharo Gambino, che contiene raccolte di articoli e materiale di studio e lavoro prodotto dal narratore delle Serre tra il 1949 e gli anni '80. Ci sono molti articoli pubblicati su Corriere Calabrese, Momento Sera, il Tempo, il Gazzettino del Jonio, Il Giornale di Calabria, la Gazzetta del Sud, Il Roma, Corriere delle Calabrie, Il Messaggero, Calabria 7 giorni, Calabria Oggi. Più materiale di lavoro come la corrispondenza (appunti e testi per servizi radiotelevisivi) di Gambino per la Rai Calabria.
È poi arrivato il “colpo” del fondo Tassone. Dopo la morte di Francesco Tassone (una delle figure più prolifiche e rappresentative della cultura calabrese, ultimo tra i meridionalisti), la sua famiglia decide di donare a varie biblioteche calabresi tutto il catalogo di QualeCultura (circa 300 volumi) e in questo ambito è rientrata una donazione esclusiva per Serra: la raccolta della rivista Quaderni Calabresi dal 1964 al 2022. Dopo aver visto com’era organizzata la biblioteca di Serra, e anche in virtù della storica vicinanza alla comunità – Tassone era nato a Spadola – i familiari decidono quindi di donare alla “Enzo Vellone” l’intero fondo librario lasciato dal meridionalista, scaffali compresi. Così ora chi viene a visitare il fondo Tassone a Serra si ritroverà praticamente nel suo studio: parliamo di oltre 4mila opere tra volumi e pubblicistica varia, di cui circa 1400 dedicate esclusivamente alla Calabria e altre 1000 e più sulla questione meridionale. Ci sono sezioni interamente dedicate a storia, poesia, filosofia, politica, volumi fotografici tra cui alcuni di pregio come la collezione di Francesco Maria Ricci e del Touring Club Italiano. La donazione si è concretizzata in diversi step e si è completata nel 2023. Il fondo è ancora in fase di catalogazione.
Altri 200 volumi sono stati acquistati tramite un contributo ottenuto partecipando a un bando del Ministero della Cultura. Così sono stati integrati e aggiornati alcuni settori dedicati, per esempio, all'antropologia culturale, alla storia dell'alimentazione, alle mafie, al dialetto. Infine l’ultimo – solo in ordine di tempo – “tesoretto” culturale piovuto praticamente dal cielo. Nelle ultime settimane mons. Leonardo Calabretta, parroco dell’Arcipretura di San Biagio, studioso e autore di diversi libri sulla Calabria (tra i più recenti La platea della chiesa matrice di Serra San Bruno, curato assieme a Domenico Pisani), ha deciso di donare alla comunità un vasto patrimonio librario che finora conta qualcosa come un migliaio di volumi, ancora in via di catalogazione.
Il fondo Calabretta è costituito prettamente da libri sulla Calabria e riesce a “coprire” tutte le cinque province calabresi, con una prevalenza su Catanzaro e provincia. Vi sono molte edizioni di pregio. Testi fondamentali, in alcuni casi introvabili, sulla storia della Calabria. Le opere di e su Cassiodoro (da Cassiodoro il grande di Franco Cardini a un fumetto edito da JacaBook per le scuole). C’è la preziosa raccolta “Calabria rivista di letteratura popolare” di Luigi Bruzzano che va dal 1888 al 1896, il Dizionario dei luoghi della Calabria di Gustavo Valente, rarità come i Bollari dei vescovi di Gerace di Franz von Lobstein, la Storia della Calabria in 9 volumi curata da Augusto Placanica (Gangemi editore). In più delle chicche che integrano i documenti recuperati dall'archivio comunale, su tutte la copia del manoscritto della Platea della Chiesa Matrice (scritta a partire dal 1846) e del Catasto onciario di Serra del 1755, recuperato da don Calabretta all'Archivio di Stato di Napoli.
Tutto ciò fa della biblioteca comunale di Serra un potenziale polo di eccellenza per ciò che riguarda la ricerca su Calabria e Meridione, non tralasciando testi fondamentali di storia e letteratura italiana. È vigente un regolamento, sono state fatte alcune interessanti esperienze di interazione con le scuole, ma andrebbero certamente implementate e sostenute. Una parte del materiale è anche digitalizzato, il che consente una consultazione agevolata per l'utenza. Insomma c’è molta sostanza e anche un minimo di servizi, ma la fruibilità è senza dubbio limitata ad appuntamenti organizzati ad hoc e all’interesse degli addetti ai lavori. È chiaro che il Comune, ma anche la comunità, grazie al recupero iniziale e all’opera portata avanti da chi in biblioteca ci lavora, e soprattutto grazie a queste preziosissime donazioni, ha ora un grande patrimonio a disposizione. Che, come troppo spesso accade, non si può e non si deve disperdere.
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