Domenica, 06 Febbraio 2022 15:48

Addio a Francesco Tassone, l'ultimo meridionalista

Scritto da Redazione
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È morto all’età di 96 anni l’avvocato Francesco Tassone, editorialista, storico, magistrato prima e legale dal 1974. Nato nel 1926 a Spadola, era da sempre impegnato anche in attività di organizzazione culturale e nel campo civile.

Nel 1968, dal sodalizio con Nicola Zitara, Mariano Meligrana, Luigi Lombardi Satrianj, nell’ambito del Circolo Salvemini di Vibo Valentia, vedeva la luce la rivista “Quaderni calabresi”, oggi “Quaderni del Sud-Quaderni calabresi”; e nel 1971 la casa editrice Qualecultura, come «strumento interno delle presa di coscienza delle classi popolari meridionali per contribuire ad affrettare la fine della loro subalternità». Nel 1971 ancora, in collaborazione con i Circoli Sardi città-campagna, ha promosso il primo movimento politico per l’autonomia del Meridione e delle Isole. 

«Con Franco Tassone – afferma l’antropologo Vito Teti – ci lascia una delle figure più rappresentative, attive, originali della vita culturale vibonese e della Calabria. Da Vibo Valentia ha saputo dare respiro nazionale alle sue posizioni di meridionalista, analista della società e della cultura del Sud, alle istanze, alle voci, ai bisogni dei piccoli paesi, degli ultimi, della gente laboriosa, ricca di memorie e di sogni. Dagli anni Sessanta fino a ieri il suo è stato un impegno tenace, costante, appassionato, rigoroso per offrire un'altra lettura della "questione meridionale" e del Sud. Il "Circolo Salvemini", che lo vide protagonista negli anni Sessanta, il periodico "Quaderni Calabresi", poi "Quaderni del Mezzogiorno e delle Isole", la casa editrice Qualecultura-Jaca Book, da lui fondata e diretta, hanno alimentato conoscenza, senso critico, civismo, associazionismo, volontariato, dibattiti, riflessioni con ampia risonanza a livello nazionale. La Calabria trovava in qualche modo spazio e udienza grazie alle tante iniziative dei "Quaderni" e della casa editrice, in un periodo in cui era tenuta ai margini e veniva ignorata. Raffinato saggista, è stato anche un amabile ed efficace "parlatore", "narratore". Colpiva sempre la sua disponibilità ad argomentare, ad ascoltare, a dialogare con tutti».

Secondo Teti, Tassone «è stato un punto di riferimento intellettuale, culturale, politico (nel senso alto della polis) per tanti giovani, studiosi, persone semplici e grandi intellettuali, molti suoi giovani collaboratori e compagni di battaglie civili e politiche. Non è possibile tracciare adesso la ricchezza e la complessità delle sue iniziative, dei suoi rapporti con il mondo culturale più critico e in controtendenza. Mi piace, però, rischiando inevitabili dimenticanze, ricordare il lungo e intenso sodalizio che ha avuto con figure come Luigi Lombardi Satriani, Mariano Meligrana, Nicola Zitara, Berto, Sharo Gambino, Rocco Brienza e tanti altri studiosi e intellettuali, "impegnati", del Sud e delle isole, dell'intera Italia. Nel fare le mie più sentite condoglianze ai suoi familiari e ai suoi cari, lo ricordo anche con grande affetto amicale e con tanta simpatia umana, con gratitudine per le cose belle che ha fatto e ha lasciato. Ciao Franco».

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