Domenica, 27 Marzo 2022 19:01

Sanità negata nelle Serre, il sindaco di Nardodipace: «Trattati da colonia»

Scritto da Redazione
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Cita Così parlò Zarathustra il sindaco di Nardodipace, Antonio Demasi, per descrivere il dibattito sull'ospedale di Serra San Bruno e sul diritto alla salute nelle aree interne del Vibonese. «Tutti parlano di me quando la sera sono seduti attorno al fuoco, parlano di me e a me non pensa nessuno», scriveva di Friedrich Nietzsche.

Dalla premessa scaturisce poi una riflessione: «Come è noto la pandemia di Covid-19, in Calabria soprattutto, ha squadernato sotto gli occhi dei calabresi, e non solo, la drammatica situazione dell’organizzazione e del funzionamento della sanità nella nostra regione, raggiungendo livelli parossistici là dove più debole era ed è il tessuto sociale, economico e democratico, di contesto come si suole dire, e dove insistono, sempre più deboli e stremate, le aree interne, quelle, insomma, dove pare ci sia una sorta di “organizzazione della dimenticanza”».

In questo scenario di «pauroso abbandono» la sanità, secondo Demasi, semplicemente e letteralmente «non esiste». Il sindaco di Nardodipace non ha timore di definire una «sciagura questi “manager” che gestiscono la sanità come fosse un’azienda commerciale e a cui ci si rivolge e si va in pellegrinaggio a chiedere il rispetto della garanzia del principale diritto di cittadinanza: la salute». Invece «non si dà e non si chiede, per elemosina, ciò che spetta per diritto».

A partire dalla medicina di base, bisogna «che si rivendichi una diversa organizzazione, così come la medicina del territorio (allo stato inesistente) va ripensata a partire dalla parametrazione dei servizi». Le norme esistenti per Demasi «non si adattano a garantire l’efficienza, oltre che l’efficacia degli stessi servizi erogati in un’area volta allo spopolamento». E di citazione in citazione si arriva a don Milani: «Non c’è ingiustizia più grave che fare parti uguali tra diversi».

In questo contesto «è urgente, senza infingimenti, la riproposizione con forza della funzione, nell’ambito di un diverso riassetto della rete ospedaliera provinciale e delle aree limitrofe, dell’ospedale di Serra San Bruno, per rafforzare le ragioni dell’esistenza dello stesso come ospedale di zona disagiata». Per fare ciò è necessaria «una più vasta e consapevole strategia con al centro una forte unità tra soggetti appartenenti alle istituzioni e alla società civile, senza chiedere a nessuno da dove viene, ma dove vuole andare. E comunque, io - chiarisce il sindaco di Nardodipace - sono disponibile per una battaglia per rivendicare ad ogni livello i diritti eternamente negati alle nostre popolazioni».

La conclusione è amara ma invoca una reazione: «Come è chiaro a tutti si tratta di problemi eccezionali resi drammatici dall’abbandono e dal disinteresse atavico, quello tipico riservato ad una colonia. A questi problemi eccezionali è chiaro che bisogna rispondere con provvedimenti eccezionali».

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