Martedì, 04 Giugno 2013 15:17

'Ndrangheta, 35 arresti a Crotone: i business delle cosche e le nuove alleanze

Scritto da Loredana Colloca
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mini polizia-di-statoCosche che si consorziano, mettendo da parte vecchi e nuovi rancori in nome del bene comune. Un bene comune da milioni di euro, che spazia dal business dei parchi eolici, al traffico di stupefacenti, passando per il controllo degli appalti e il racket delle estorsioni. E’ per questo che i Vrenna-Bonaventura-Ciampà di Crotone, hanno deciso di allearsi con i Megna di Papanice. Un sistema sul quale la Dda di Catanzaro aveva messo gli occhi da tre anni. L’operazione, denominata 'Old family', è scattata stamani. 35 i soggetti finiti in manette, 250 gli agenti di polizia impegnati nell’esecuzione dei fermi. Nel provvedimento disposto dal procuratore aggiunto Giuseppe Bombardieri e dal sostituto Pierpaolo Bruni, vengono contestati i reati di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni

, al controllo degli appalti pubblici e al traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno permesso di ricostruire nei dettagli l’organigramma del nuovo gruppo organizzato nato dall’alleanza tra le cosche storiche del crotonese. Un ibrido criminale che include, oltre ai Vrenna-Ciampà-Bonaventura e i Megna di Papanice, anche i Grande Aracri di Cutro e Farao Marincola di Cirò. Un’alleanza in grado di beneficiare anche della vicinanza dei Morabito di Reggio Calabria. La join venture tra fazioni concorrenti, era finalizzata soprattutto a mettere le mani sul ricco piatto dell’energia verde, in particolare sull’eolico. Ad occupare una posizione verticistica nell’organizzazione, il 67enne Gaetano Ciampà, scarcerato un anno fa e tornato, nel giro di pochi mesi ad occupare il suo posto nello scacchiere criminale. I clan coinvolti, inoltre, avevano dato vita a una sorta di cassa comune, un bacino dove far confluire il denaro frutto del racket delle estorsioni.
Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile, inoltre, le cosche avevano in cantiere un progetto ambizioso ed estremamente redditizio. L’allestimento di un parco eolico a Capocolonna, che doveva sorgere su un lotto di terreno acquistato da un insospettabile e incensurato imprenditore considerato, insieme al figlio, parte attiva dell’associazione.

L'elenco degli arrestati nell'operazione "Old Family":

Annibalo Barone, inteso “Annibale”, nato ad Hagen (Germania) il 05.06.1979
Domenico Bruno, nato a Petilia Policastro il 15.09.1972 ed ivi residente
Leo Carnelli, nato ad Africo il 25.02.1962 e residente a Bruzolo (TO)
Alfonso Carvelli, inteso “Fronzo”, nato a Crotone il 08.12.1978
Alfonso Cazzato, nato a Cariati (CS) il 22.06.1988 e residente a Crotone
Danilo Cazzato, nato a Cariati (CS) il 29.08.1989 e residente a Crotone
Gianluca Chiarelli, inteso “Luca”, nato a Crotone il 14.02.1978
Michele Chiarelli, nato a San Nicola dell’Alto il 23.06.1947
Gaetano Ciampà, inteso “Barba”, nato a Crotone il 19.01.1946
Salvatore Ciampà, nato a Crotone il 28.04.1959 ed ivi residente
Luigi Cirillo, nato a San Mauro Marchesato (KR) il 05.10.1964
Francesco Corrado, inteso “mozzarella”, nato a Crotone il 08.11.1981
Franco Croce, nato a Cariati (CS) il 15.05.1980 e residente a Campana
Mauro De Luca, inteso “marachella”, nato a Crotone il 28.02.1973
Mario Figliuzzi, nato a Crotone il 07.01.1970 ed ivi residente
Francesco Franco, nato a Crotone il 06.12.1988 ed ivi residente
Orlando Genovese, nato a Crotone il 28.03.1979 ed ivi residente
Giuseppe Iorno, nato a Crotone il 20.05.1972 ed ivi residente
Francesco La Forgia, nato a Crotone il 09.02.1980 ed ivi residente
Gianluca La Forgia, nato a Crotone il 01.03.1984 ed ivi residente
Massimiliano La Forgia, inteso “Massimo”, nato a Crotone 25.08.1976
Rosario Le Fosse, nato a Cariati (CS) il 27.03.1987 e residente a Crosia
Andrea Leto, nato a Crotone il 27.01.1984 ed ivi residente
Rosario Martino inteso “Saruzzo u’ Nigricchio”, nato a Crotone il 29.10.1957
Massimo Murgeri, nato a Crotone il 26.04.1975 ed ivi residente
Roberto Otranto Godano, nato a Crotone il 25.09.1978 ed ivi residente
Domenico Antonio Palamara, nato ad Africo (RC) il 25.07.1971
Cristian Pignalosa, nato a Crotone il 18.06.1986
Michele Rizzuto nato a Crotone il 28.06.1977 ed ivi residente
Antonio Romano nato a Crotone il 23.10.1968 ed ivi residente
Vincenzo Santoro inteso “U monaco” nato a Umbriatico
Giancarlo Scarcella nato a Scala Coeli il 09.05.1981
Marco Taverna nato a Crotone il 11.02.1991
Corrado Valsavoia nato a Crotone il 18.10.1989
Cosimo Vecceloque Pereloque nato a Catanzaro il 02.12.1971

 

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    La tradizionale manifestazione del WWF assume quest’anno un carattere particolare, essendo legata alla campagna del WWF Italia denominata “Stop ai crimini di Natura”, una iniziativa finalizzata a far conoscere all’opinione pubblica i pericoli gravissimi che minacciano la biodiversità in tutto il mondo, senza sottovalutare gli attacchi continui che subisce la Natura d’Italia e della nostra regione. Il programma prevede, oltre alla presentazione della campagna nella sala conferenze, l’allestimento di tavoli per raccogliere adesioni, percorsi di interesse botanico e faunistico (a cura del CFS) e una visita al museo delle Ferriere.

    Distruzione, alterazione e frammentazione degli habitat naturali, caccia eccessiva, bracconaggio, commercio illegale e introduzione di specie “aliene”, oltre alla minaccia globale rappresentata dal riscaldamento del pianeta determinato dall’effetto serra, sono le sfide quotidiane che il WWF è impegnato a contrastare , con la sola forza dei suoi volontari, degli scienziati e dei milioni di persone, che, in tutto il mondo, sostengono concretamente questa autentica guerra per salvare il pianeta e le irripetibili e meravigliose creature che lo popolano e lo rendono straordinario.

    Un impegno di civiltà e di amore che il WWF combatte dal 1961 in ogni regione della Terra per salvare dall’estinzione le ultime Tigri in Asia (ne sopravvivono in tutto 3200) o gli ultimi Rinoceronti sterminati per l’utilizzo del corno nei paesi orientali (della specie che vive a Giava, ne sono rimasti appena una cinquantina!); per non parlare delle poche centinaia di Gorilla di montagna rimasti, che vengono ancora braccati e massacrati per la carne o minacciati dalla distruzione delle loro foreste. Gli stessi elefanti africani, il simbolo stesso della savana, vengono crudelmente abbattuti dai bracconieri al ritmo impressionante di 22.000-25.000 all’anno . Ma l’elenco delle specie animali e vegetali che la terra rischia di perdere in breve tempo è sconvolgente e si allunga ogni giorno che passa, tanto da aver indotto gli scienziati a parlare di una “sesta estinzione di massa ”, dopo le cinque che hanno sconvolto la vita sul pianeta nelle passate ere geologiche. Con la differenza che stavolta, ad essere responsabile della fine di migliaia di specie, è un’altra specie: la nostra.

    Del resto gli Italiani e i Calabresi sanno benissimo che l’assalto alla natura e agli animali ha assunto anche da noi il livello di allarme rosso, considerato il continuo massacro del territorio e le minacce che gravano sulla nostra fauna. Un assalto contro cui agiscono, spesso a rischio della vita, i Ranger del WWF in tutto il mondo e, in Italia, 300 eroiche Guardie Venatorie Volontarie che , dalle Alpi alla Sicilia, sacrificano il loro tempo e i loro soldi per salvare orsi e lupi, uccelli migratori o per denunciare gli innumerevoli “Crimini di natura” che vengono commessi quotidianamente in ogni parte dell’ex “Bel Paese”, mettendo a repentaglio la salute dell’ambiente e, con essa, quella degli stessi abitanti. Un drappello di queste autentiche sentinelle dell’ambiente, sotto le insegne del Panda, opera da tempo in Calabria ed è anche al loro impegno quotidiano, così come all’insostituibile ruolo svolto tradizionalmente dal Corpo Forestale dello Stato, che l’appuntamento di Mongiana è dedicato.

    Per arrestare la folle corsa verso la distruzione del pianeta (l’unico che abbiamo!), il WWF chiede il sostegno di tutti: sul sito www.wwf/criminidinatura chiunque può informarsi maggiormente sul fenomeno e sostenere la campagna del WWF con una donazione, oltre a diffondere le informazioni e sottoscrivere la petizione per chiedere sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche.


    WWF Calabria


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